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mercoledì, 30 Novembre 2022

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Lettera aperta alla sinistra che non c’è

Dalla provincia di Arezzo parte una lettera aperta a personalità dell’eterogeneo mondo della sinistra. Dal racconto dell’importante percorso realizzato in una realtà locale, basato sull’unità e la condivisione di obiettivi, una testimonianza preziosa che potrebbe indicare la strada anche alla nascita di un nuovo soggetto politico unitario, che ancora non c’è.

 

 

Cittadini per la Democrazia, il Lavoro, l’Uguaglianza, l’Ambiente, la Sanità e la Scuola Pubbliche

A:

Eleonora Bechis, Pippo Civati, Alfredo D’Attorre, Peppe De Cristofaro, Paolo Ferrero, Nicola Fratoianni

e a

Massimo Artini, Samuele Segoni

p.c. a

Tommaso Fattori, Paolo Sarti

 

Carissimi

Prima di tutto ci presentiamo. Siamo cittadini impegnati in associazioni di promozione culturale e sociale, in associazioni ed organizzazioni ambientaliste, per i diritti LGBT, la parità di genere, l’acqua, i beni comuni, il lavoro, il lavoro, il Lavoro. Il nostro impegno si riassume in un obiettivo: fare la nostra parte di cittadini perché sia applicata la Costituzione, in tutte le sue parti. Siamo e siamo stati studenti, ricercatori, impiegati, liberi professionisti, operai, agricoltori diretti, insegnanti, commercianti, artigiani, imprenditori. Siamo e siamo stati impegnati nel sindacato, nelle associazioni di categoria e dei consumatori ed in partiti politici diversi.

Nella nostra vita personale, familiare e sociale ci siamo trovati, come tutti, ad affrontare vari temi. Nel nostro impegno civile, pubblico e politico abbiamo ritrovato tanti di questi temi e tanti altri. Tra noi ci siamo ritrovati, fianco a fianco, senza neanche deciderlo, a fare le stesse battaglie, ad impegnarci per le stesse cose, gli stessi obiettivi, negli stessi luoghi, con le stesse persone, gli stessi metodi e le stesse modalità. Senza volere – ma senza mai escluderci né escludere per un qualsiasi motivo, tantomeno per una logica di appartenenza – siamo ormai, spontaneamente, un gruppo che opera in sintonia, ancor più che in coordinamento.

Abbiamo condiviso le battaglie per i referendum sull’acqua pubblica ed il nucleare, i “4 temi, 8 si”, il referendum contro le trivelle, per la difesa della Costituzione nel recente appuntamento del 4 dicembre. Lo abbiamo fatto da soli e insieme ad associazioni e cittadini trovati lungo il nostro percorso, ormai unitario e comune, portando volantini nei mercati ed alle stazioni ferroviarie, nei luoghi di lavoro ed in quelli di presenza e partecipazione dei cittadini del nostro territorio. Lo abbiamo fatto di notte, attaccando manifesti, di giorno, per le strade e le piazze delle nostre città, di sera, negli incontri pubblici. Lo abbiamo fatto al meglio che ci è riuscito. Per ora ci è riuscito abbastanza bene. Insieme, sempre insieme, trovandoci e ritrovandoci sempre. Insieme ci siamo anche presentati alle elezioni comunali del 2016 a Montevarchi (“Montevarchi Alternativa”) e dell’anno precedente ad Arezzo (“Insieme Possiamo-Lavoro Diritti Beni comuni”), insomma quelle del nostro territorio. Anche qui ci siamo difesi benino. Alcuni di noi hanno cominciato impegnandosi anche nel PD. Molti, quando le primarie erano aperte, hanno dato un contributo per sostenere proposte credibili e solide in quanto a democrazia, trasparenza, partecipazione, uguaglianza, uguaglianza, Uguaglianza. Chi tra noi ha tentato quella strada adesso l’ha abbandonata, da almeno un anno e più. È sorto di meglio del PD. Almeno in quest’ultimo anno e più. Tutti, da più di un anno, abbiamo deciso di impegnarci per questo “meglio” – il “meno peggio” lo regaliamo volentieri al PD, a chi – ancora – ci crede e gli va dietro ed a quelli che lo propinano o tentano di propinarlo – dirigendolo “da davanti”. Così, ci siamo ritrovati anche a condividere le campagne, oltre che per le elezioni comunali dove ci siamo presentati insieme, anche per quelle regionali, dove insieme non lo eravamo formalmente – ci è bastato esserlo nei fatti e così è stato. È venuta così ed anche in questa caso è venuta abbastanza bene. Tutto ci dice – e ce lo siamo già detti chiaro e tondo, anche questa volta spontaneamente – che ci impegneremo insieme ai lavoratori ed alla CGIL per ridare dignità al lavoro e restituirgli il suo valore economico e sociale, ma, permettetecelo, anche – anche? – il suo pregio culturale e – è cosi! – il suo prestigio spirituale. Il Lavoro. Ci impegneremo per questo nei prossimi referendum. Alla facciaccia di Poletti – confidiamo che ci permetterete questa espressione, che, appropriata alle circostanze, ci pare, tuttavia, forse un po’ troppo moderata. Troveremo il modo di rimediare nel corso del nostro impegno nella campagna referendaria, nella quale, manco a dirlo, agiremo ancora e ancora una volta insieme… Staremo lì, con la Confederazione Generale Italiana del Lavoro – e vi par poco! – con i lavoratori. Per i diritti. Sempre.

Vi risparmiamo la lunga tiritera di azioni che abbiamo svolto nei diversi campi della sostenibilità ambientale, della lotta alla discriminazione, della promozione dei diritti della donna e in tanti altri. Abbiamo agito e pensato a livello locale e nazionale. Ci impegniamo – e questa, anche se ve l’abbiamo risparmiata, è una parte cospicua del nostro impegno – su una miriade di questioni locali. Il nostro territorio, il Valdarno, tra Firenze ed Arezzo, quello di cui ha bisogno e quello che può offrire anche come modello a tutto il paese, ci pare un ambito significativo. Proprio per questo, agendo molto a livello locale, molto pensiamo a livello nazionale, europeo e globale. Ci pare utile e necessario. Portiamo volantini e frequentiamo stazioni e mercati, ci interessiamo delle nostre aziende e delle nostre colline o dei nostri fiumi, ma parliamo anche di Europa, storia nazionale, Machiavelli, Croce, Gramsci e Marx, tanto per fare degli esempi. E tutte queste cose, lungi dal sembrarci diverse o – peggio – contraddittorie, ci paiono complementari e tutte, tutte insieme, per nulla teoriche, ma molto concrete e necessarie.

Vi scriviamo perché abbiamo una proposta e un bisogno.

La proposta è il nostro impegno comune. Non ci è sfuggita una certa articolazione nei rapporti tra i partiti politici che ognuno tra voi ha l’onore e l’onere di rappresentare, dirigere e promuovere. La rispettiamo.

Vi proponiamo, semplicemente – ! – raccontandola, la nostra esperienza. Ve la raccontiamo semplicemente e semplicemente – ! – se non vi par troppo, ve la raccomandiamo. Ci pare necessario. Ci pare sufficiente. L’intendance suivra?

Il bisogno è nato in questi ormai anni di azione comune. Non abbiamo – più – bisogno di coordinare e coordinarci. Abbiamo, invece, bisogno e crediamo che ne avremo ancor più per la prossima battaglia sul lavoro e ancora ed ancora di più per tutte quelle che, ormai è deciso, faremo assieme, di avere una sola faccia davanti alle tante realtà sociali, culturali, sindacali e civiche con le quali ci siamo relazionati e con le quali intendiamo continuare ancora ed ancor più a relazionarci. Cittadini, associazioni, imprese, famiglie ci vedono agire insieme. Non possiamo più, proprio non è più neanche logisticamente e banalmente possibile, presentarci come se fossimo cose diverse. Siamo la stessa nei fatti ed abbiamo deciso di esserla in tutto e per tutto. Abbiamo deciso di costituire questo gruppo – per ora gli abbiamo dato il nome provvisorio di Cittadini per la Democrazia, il Lavoro, l’Uguaglianza, l’Ambiente, la Sanità e la Scuola pubbliche, poi vedremo se sarà necessario trovarne uno migliore. Lo facciamo così, costituendolo con questa lettera.

Ognuno di noi continua e continuerà ad appartenere – se e finché ci saranno – ai diversi partiti ai quali appartiene. Noi, tutti insieme, siamo questo gruppo unitario. Ve lo diciamo perché pensiamo che serva e, soprattutto, vi serva. Ci costituiamo dicendovelo.

Pensiamo e ci proponiamo di agire sulla sostituzione del Jobs Act con la Carta universale dei diritti del lavoro proposta e promossa dalla CGIL; del Jobs Act, della Buona Scuola, dello Sblocca Italia e di gran parte della politica e della legislazione promossa dai governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi – e, temiamo, Gentiloni – con una nuova politica che recuperi l’investimento pubblico, la programmazione, la concertazione, la partecipazione dei lavoratori all’impresa, facendo di queste pratiche l’azione centrale e prioritaria del governo; sulla scuola, come struttura pubblica di formazione del cittadino e del lavoratore; sulla messa in sicurezza e riqualificazione antisismica, energetica ed ambientale del patrimonio culturale e paesaggistico italiano, di quello edilizio generale, del territorio; sulla trasparenza e la partecipazione; sul commercio di armi; sull’immigrazione, la cooperazione internazionale ed un’accoglienza civile – e umana; sulla lotta all’evasione fiscale – a cominciare dalla riduzione del contante – sul recupero della progressività e fedeltà fiscale e dell’equità nei carichi, sulla Carbon Tax e una nuova IMU; sulla Tobin Tax, la regolamentazione internazionale dei flussi finanziari, a partire da un’azione coordinata europea; sulla globalizzazione dei diritti dopo quella dei mercati di cose, titoli e monete; sulla conversione ecologica dell’economia e la sovranità energetica; sulla riduzione reale e non sbandierata delle partecipate e di altri centri di spreco; sulla trasparenza degli e negli appalti; sull’uso sociale e non speculativo del suolo; su un nuovo 8 per mille e un’applicazione dell’Art. 7 adatta al nostro secolo e non più a quello prima dell’Unità d’Italia; sulla legalizzazione della cannabis e la prevenzione dell’uso delle droghe pesanti; sulla parità e l’uguaglianza salariale contro i voucher, il cottimo, lo sfruttamento, la schiavitù; sui diritti civili uguali e, appunto, civili. Pensiamo e ci proponiamo di agire su questi temi, che abbiamo citato sparsi e a memoria, necessariamente per punti e per titoli, senza poterne approfondire i contenuti. Ci proponiamo di agire su moltissimi temi locali con i quali questi s’intrecciano. Ci paiono significativi del nostro impegno sui tanti temi che la vita civile ci presenta ogni giorno e non solo nell’attualità. In tutti riconosciamo le tre parole sulla quali fondiamo il nostro gruppo: democrazia, uguaglianza, lavoro.

Siamo qui, siamo questi, ve lo volevamo semplicemente dire, ci pareva e ci pare importante:

 

Patrizia Bernini, Marco Bonaccini, Angelo Camardo, Leonardo Canacci, Alessio Cardelli, Alfonso Catone, Claudio Cincinelli  (candidato Sindaco per “Montevarchi Alternativa”) Luca Del Vita, Alessandro Ferraro, Gianni Mori (candidato Sindaco per “Insieme Possiamo-Lavoro Diritti Beni comuni”) Giovanni Lari, Manuela Minetti, Fabio Monaci, Cristina Pestelli, Franco Pianigiani, Pasquale Porzio, Ginevra Prosperi, Nicola Quattrone, Delia Scala, Francesco Simoni, Fausto Tenti, Francesco Tozzi, Alberto Villa…

 

 

 

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