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venerdì, 6 Marzo 2026

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Lupi… attenti al cane!

di Francesca Maggini – Soprattutto negli ultimi tempi il pastore maremmano abruzzese sta diventato una vera e propria arma ecologica a difesa dal lupo. Nelle nostre zone, infatti, la convivenza fra lupo e allevatore si è resa molto difficile a causa del grande aumento del numero di questi animali. Con la progressiva espansione del lupo nella nostra area appenninica è emersa, pertanto, con grande urgenza, la necessità di proteggere il bestiame dagli attacchi, richiedendo interventi anche tempestivi in aree, come la nostra, ben poco preparate alla presenza di questi predatori. Già da molti anni il WWF Italia sostiene che è possibile la convivenza fra lupi e bestiami domestici e attraverso un dossiere ha cercato di dimostrare che, con recinzioni elettriche e cani pastore di razza maremmano abruzzese, si possono proteggere gli animali allevati nelle nostre aziende agricole.

La razza di questo cane non è da confondere con il cane da conduzione che generalmente ha solo il ruolo di aiuto al pastore nella transumanza e nello spostamento delle greggi. I cani maremmani abruzzesi invece, sin da cuccioli sono condotti insieme agli ovini al punto che crescendo iniziano a sentire il gregge come principale obiettivo delle loro difese, lo proteggono e lo custodiscono come una loro proprietà. É indiscutibile poi, che il cane impari in fretta a trarre beneficio dal gregge che sorveglia dato che la protezione che gli riserva, gli comporta soprattutto vantaggi alimentari. Il nostro territorio, nella veste del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ha aderito ad un nuovo progetto, aperto negli ultimi mesi dello scorso anno, con un bando che offriva la possibilità agli allevatori che, operano nei territori dell’area protetta, di accedere a fondi per l’acquisto di cani per prevenire l’attacco dei lupi al bestiame domestico. Non dobbiamo dimenticare che l’uso dei cani da guardiania appartiene, da sempre, al patrimonio culturale di molte aree rurali, non è un caso, infatti, che in Italia la tradizione non si è mai persa nell’Appennino centrale, dove la presenza del lupo è sempre stata costante.

Gianluca Matteucci dell’azienda agricola Canvecchio (dall’omonima località dove questa famiglia da molte generazioni si dedica all’attività agricola e zootecnica) ci testimonia come la presenza dei cani abbia reso più semplice la convivenza con questo predatore. «La nostra azienda si estende per oltre 100 ettari nel comune di Chiusi della Verna, proprio a confine con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Si tratta dunque di una zona molto particolare e densa della presenza di lupi. Infatti, in questa zona all’apertura della caccia, appena si sentono i primi spari vi si rifugiano, verso il monte Silvestro, molti esemplari impauriti e quindi aumenta notevolmente il pericolo per le nostre greggi. In azienda abbiamo ben 10 cani di razza maremmano abruzzese che riescono a proteggere le nostre pecore. Voglio precisare che noi abbiamo questi cani ormai da moltissimi anni, oserei dire da sempre, del resto questo cane rappresenta uno strumento tradizionale per la prevenzione al danno e la protezione del bestiame dagli attacchi di questo predatore. La corretta gestione del cane da guardiania è molto importante sia per l’efficacia nella protezione dai predatori che per una pacifica convivenza con tutti i fruitori del territorio. In azienda abbiamo circa 330 capi di ovini adulti e praticando l’allevamento estensivo questi cani sono fondamentali per difendere le nostre greggi. Il problema cresce, però, con l’aumento della temperatura nel senso che quando fa molto caldo e le greggi sono al pascolo, nei prati più lontani da casa, alcune pecore tendono a sbrancare, si dividono dalle altre creando piccoli gruppi e quindi i cani non sempre riescono a proteggerle tutte ed è proprio in questi momenti che i lupi attaccano più facilmente le greggi. In condizioni per così dire normali, però, i nostri cani riescono bene a fare il loro lavoro».

Le parole di Gianluca ci lasciano pensare che non possiamo certamente credere di risolvere il problema con la legalizzazione dell’abbattimento dei lupi; dobbiamo senza dubbio muoverci verso la conservazione e la gestione di questo animale portando avanti questo aspetto in concomitanza a concreti interventi mirati alla prevenzione e al risarcimento dei danni subiti dagli allevatori.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 281 | Aprile 2017)

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