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sabato, 20 Agosto 2022

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Passione… in legno

di Federica Andretta – Le passioni muovono il cuore di chi le custodisce. Esse rappresentano la linfa vitale dell’essere umano. Senza di esse, forse, non potremmo dare davvero voce a ciò che di più intimo conserviamo dentro gli angoli più nascosti e remoti del nostro Io. Molti di noi le coltivano sin da piccoli oppure le scoprono da grandi. Stefano Tavanti (Vigile del Fuoco di Arezzo) per hobby scolpisce il legno. Rimasto colpito da un’iniziativa a cui partecipò un po’ di anni fa, ha scolpito su una tavola di noce lo stemma del Comune di Pratovecchio (diventato Pratovecchio Stia, n.d.r.). Una passione, la sua, e non solo; ma anche una vera e propria “tradizione di famiglia”. Scopriamone di più.

Stefano, com’è nata e si è sviluppata la Sua passione per il legno? Ha seguito qualche corso particolare o è un autodidatta?
«La passione per il legno non è nata da un giorno all’altro. Mio padre era falegname specializzato in cassapanche assieme a mio zio. Poi negli anni ‘70 ha cominciato autonomamente a commerciare mobili. Dopo aver interrotto gli studi, prima di fare l’autista degli autobus cittadini e poi il pompiere, ho lavorato con lui per circa 7 anni. È rimasto contento dei miei risultati. Ad ogni modo, la spinta di base è partita dalla sua attività, maturandosi nel tempo. Durante questo periodo non ho mai seguito lezioni specifiche perché un giorno diventassi un hobbista o tuttofare. Ma negli ultimi 15-20 anni, colpito da vari artisti alle mostre o solo vedendo fotografie, ho tentato di eseguire qualcosa che mi ispirasse nel settore sculture o intagli. Spero di poter tornare a vedere la “Fiera millenaria di Sant’Orso” in Val d’Aosta dove si trovano hobbisti e professionisti del legno. Ricordo lo scultore Giuseppe Binel che ho conosciuto. Tutto fantastico! Nel contempo, con il legno, ho buona inventiva e manualità filo falegnameria ma non posso dichiararmi completamente falegname professionista o scultore. Conti da anni scolpisce le lance del Saracino, lui è un professionista. Pierazzuoli, del Casentino, esegue sculture tematiche molto significative; pur essendo un hobbista, ha un alto livello di manualità».

Ci parli della sua partecipazione a “Le forme del Legno”, manifestazione organizzata a Pratovecchio ormai molti anni fa.
«Ecco, Pierazzuoli ha partecipato più volte alla manifestazione del legno a Pratovecchio. Nel 2005 ho visitato la mostra e ne sono rimasto incantato. Ho partecipato alle edizioni del 2007 e del 2009. Avevo alcuni lavori: una sedia a dondolo tutta smontabile (che ho terminato dopo vari mesi) prevalentemente con incastri, ma siccome ho iniziato con un prototipo, in buona parte della struttura sono presenti svariate viti; ha un cassetto porta riviste, nei fianchi ci sono due farfalle girevoli smontabili a piacere per fare giocare i bambini, anche se occorre attenzione alle mani. L’ho eseguita e regalata a un amico. Avevo anche altri lavori di intaglio a bassorilievo e altorilievo e alcuni oggetti di vario utilizzo».

Come ha realizzato lo stemma? Dopo l’uscita dell’articolo so che intende regalarlo al Comune.
«La realizzazione dello stemma è su tavola di noce stagionata che mi è stata regalata da un amico. L’idea è nata dal voler ringraziare il Comune di Pratovecchio, ma non l’ho mai consegnata; dopo 11 anni sarebbe l’ora! Nel frattempo, ho dovuto aggiungere la scritta di Stia, fortunatamente c’era spazio disponibile. Posteriormente ho installato all’opera due placche incassate per essere appesa al muro, utilizzando due ganci. Gli utensili da lavoro impiegati sono comuni un po’ a quelli che utilizzano altre persone: sgorbie, scalpelli, martello di legno o di gomma, piccole lime. Per pulire le incisioni nel legno ho dovuto usare anche una piccola fresa, senza la quale il lavoro diventa interminabile; di per sé lo è già. Bello il risultato, ma nell’eseguire vari lavori di altra utilità, anche se impegnativo, c’è maggiore definizione sul termine del tempo impiegato. Probabilmente, i professionisti hanno un’altra marcia. Possiamo certamente consegnare lo stemma al Comune di Pratovecchio Stia, anche dopo questo articolo…»

Quali sono state le opere in legno da Lei realizzate negli anni che più Le sono rimaste nel cuore?
«Le opere che mi sono rimaste nel cuore sono una caricatura stilizzata intagliata su un quadretto di legno, raffigurante un pompiere stile fumetto. Sicuramente, la sedia a dondolo e la faccia di una specie di Gesù in altorilievo. Un piccolo volto di uno spirito dei boschi, fatto con un pezzetto di castagno, improvvisato e terminato nel giro di 30 minuti; di effetto, ma non di difficile esecuzione».

Ha qualche progetto per il futuro? Intende partecipare ad altri concorsi?
«Tra i progetti per il futuro ci sono lavori di abbellimento alle porte interne di casa, con intagli o pirografia. Previo accordo, vorrei eseguire una scritta del simbolo del Meyer di Firenze per poi metterlo in mostra al centro ospedaliero, perché si dia seguito a offerte per raggiungere una cifra del valore dichiarato dell’opera. Il totale andrà in beneficenza all’ospedale, ovviamente. L’idea, poi, sarebbe di fare rimanere il lavoro in mostra. Ho mille idee per la testa e non ho il tempo necessario. Per quanto riguarda i concorsi, a parte la mia presenza alle “Forme del Legno” in Casentino, nel 2006 ho partecipato una sola volta alle opere dell’ingegno della “Fiera Antiquaria” di Arezzo. Al presente, non mi sono interessato ad altri eventi».

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