E’ di pochi giorni fa la notizia del via libera, da parte della Giunta regionale, all’attuazione dei progetti sperimentali della Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne. Per la Toscana sono le aree del Casentino e Valtiberina, della Garfagnana con la Media Valle del Serchio, l’Appennino Pistoiese e la Lunigiana, e del Valdarno-Valdisieve insieme a Mugello e Val di Bisenzio, quelle che potranno intanto partire con i progetti. Le risorse a disposizione sono complessivamente pari a 3.740.000 euro di risorse nazionali per area. L’obiettivo della Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne è quello di invertire la tendenza demografica allo spopolamento e lo squilibrio di quei territori definiti “fragili”. Si punta a consolidare servizi essenziali, ridurre l’emorragia di popolazione, determinare condizioni per una crescita. A questo riguardo il sindaco Daniele Bernardini commenta: “Adesso arriva il momento più importante per il Casentino, ma anche più delicato, ossia quello della progettazione. Stiamo attraversando una fase molto dura, anche a livello istituzionale e quello che mi sento di dire è che abbiamo bisogno di un po’ di coraggio. Coraggio per guardare oltre ai nostri “orticelli”, come mi piace chiamarli, perché la nostra è una realtà piccola. In questa fase di progettazione dobbiamo pensare al Casentino come entità unica e unita e quindi al suo sviluppo. Su questo dobbiamo lavorare e subito senza permettere che la Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne diventi ancora una volta, come spesso accaduto in passato, un’opportunità persa. Il rischio è quello che, come dire, la storia ritorni, anche negli sbagli e che ognuno vada a utilizzare fondi per accontentare situazioni minute, che si vada ossia a coltivare quel famoso “orticello” che ognuno ha in casa propria, accontentando pochi e lasciando il vuoto totale per tutti. Quindi un “no” netto al solito sistema clientelare che ha sostenuto la gestione partitica in Casentino. Il rischio, infatti, è quello di disperdere forze, soldi e capacità. La nostra valle ha bisogno di segnali concreti in termini di possibilità lavorative, di stimoli imprenditoriali che consentano alle persone di rafforzare, con la loro presenza, le aree interne e quindi di guardare al futuro, di crescere e ripartire. Un appello dunque a definire progettualità comuni che siano funzionali all’occupazione giovanile. Sta ora a noi sindaci e amministratori fare sistema dimostrando, con i fatti, che qualcosa può davvero cambiare”.