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martedì, 16 Dicembre 2025

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Storie a quattro zampe

di Federica Andretta – Ci sono due importanti articoli introdotti dalla Legge 189/2004: l’Art. 544-bis. sull’uccisione di animali e l’Art. 544-ter. sul maltrattamento di animali, contenuti nel Titolo IX bis – Dei delitti contro il sentimento per gli animali del Codice Penale italiano. Una normativa volta a tutelare maggiormente chi da solo non ha i mezzi per farlo, segnando una svolta epocale grazie a questa nuova sezione autonoma e specifica del Codice Penale dedicata esclusivamente alla tutela degli animali che non vengono più visti come parte del patrimonio o della pubblica moralità. Tuttavia, tale tutela si limita ancora a proteggere il sentimento umano di pietà dato che gli animali non sono ancora riconosciuti come soggetti giuridici nel senso stretto del termine, come lo sono invece le persone fisiche o le aziende.

Con la Legge 82/2025 vengono introdotte “modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali” riconoscendo gli animali come esseri senzienti ossia capaci di percepire sensazioni e stati emotivi e quindi dolore e piacere (come già introdotto a livello europeo dal Trattato di Lisbona del 2009). La Legge 82/2025 non ha trasformato gli animali in soggetti di diritto, ma ha elevato il loro status nell’ordinamento giuridico rafforzando la loro difesa. Le pene sono state inasprite con sanzioni più severe e nuove aggravanti in specifici casi per i reati di maltrattamento e uccisione.

Nonostante queste norme cerchino di contrastare fenomeni di violenza e aggressività nei confronti degli animali, certe storie di ordinaria ingiustizia si ripetono sempre. Abbiamo intervistato Maria Di Sauro, insegnante della scuola primaria, per raccogliere la sua testimonianza riguardo un fatto che le è accaduto lo scorso settembre.

Prima di parlarci di quanto successo, vuoi presentarci i protagonisti del nostro servizio? «Io e mio marito Gianmaria abbiamo adottato due segugi dal canile Intercomunale di Ortignano. La prima, Italia, nel dicembre 2019 e il secondo Felice nel mese di maggio 2023. Potrei definirli due anime dolci, robuste e pazienti, che prima di incontrarci hanno vissuto delle difficoltà. Entrambi sono due scarti di cacciatori con dei traumi passati. Quando abbiamo adottato Felice abbiamo fatto un percorso di conoscenza e ci siamo recati presso il canile per fargli incontrare Italia affinché entrambi andassero d’accordo, anche se fin da subito c’è stata un’affinità tra i due. Hanno caratteri differenti ma si compensano».

In un tuo video di denuncia su Facebook hai raccontato cosa è successo ai tuoi due animali e non è neppure la prima volta che accade…  «Venerdì 19 settembre eravamo fuori in giardino io e mio marito, i cani stavano abbaiando a una signora che tagliava l’erba poco lontano dalla rete di casa nostra. Abbiamo visto arrivare un petardo nel nostro giardino, poco distante dai cani ma anche da noi. Non è la prima volta che tutto questo accade. Io abito in questa casa da tre anni e questi fatti sono all’ordine del giorno. Abbiamo i video delle telecamere: ci hanno lanciato l’acqua davanti alla porta (bagnandoci anche i panni stesi fuori), pomodori e colpi con la pistola a pallini. Ci hanno detto che i cani non devono abbaiare nelle ore di silenzio così noi li abbiamo sempre tenuti dentro casa, ma siamo stati poi costretti a portarli ai nostri genitori per andare al lavoro in quanto terrorizzati dal fatto che potesse succedere qualcosa. Vivere in questa casa ci ha fatto sentire estranei e prigionieri e vogliamo denunciare, in ogni modo, questa cosa in quanto abbiamo subito danni, non solo materiali ma anche psicologici».

Hai idea di chi possa essere stato? «Assolutamente sì».

Che reazione ha provocato la tua denuncia, che è stata condivisa da tanti canali di informazione e anche da associazioni animaliste… «Sì. Il video ha avuto un grandissimo riscontro e a questo proposito voglio ringraziare Stefanella Baglioni che mi ha detto prontamente come agire. Ho fatto questo video raccontando quello che era successo quel giorno e nei mesi precedenti ed è stato subito condiviso da tutte le associazioni animaliste. Le guardie zoofile erano a casa nostra il sabato mattina, hanno lavorato tutto il weekend per noi e per Italia e Felice. Alcuni condomini mi hanno chiamato per esprimere la loro solidarietà mentre altri sono rimasti indifferenti, non so come si possa essere neutrali di fronte a simili fatti. Il video ha girato tanto, incontro persone per strada che mi chiedono come sto e come stanno i cani, mi dicono che tutto questo è assurdo e ciò mi ha dato tanta forza per andare avanti. Molti mi hanno ringraziato dicendomi che la diffusione di questa notizia è preziosa per tutti in quanto permette di conoscere. Io sono un’insegnante della scuola primaria e intendo sensibilizzare tutti gli utenti verso determinati temi. Il rispetto per tutti gli esseri viventi è alla base della vita civile».

Nel video fai notare che non è la prima volta che accadono certi episodi, come dimostra la testimonianza della precedente affittuaria. Puoi spiegarci meglio? «Sì. Prima di me in questa casa abitava una signora che aveva due cani di taglia grande. Anche a lei sono stati lanciati pomodori, petardi e colpi con la pistola a pallini. Anche lei ha dovuto lasciare l’abitazione, i suoi animali sono ancora traumatizzati. Lei si è resa disponibile a parlare e a testimoniare ancora una volta quanto accaduto».

Se non ho capito male, non abiti più a Subbiano per colpa di quanto è successo? «Sì, il pomeriggio stesso abbiamo portato via i cani. Adesso sono a casa di mia suocera che dispone di un giardino molto grande e ha altri quattro cani. Italia e Felice non sono più tornati a casa da quel giorno e anche noi passiamo la nostra giornata con loro tornando in quell’abitazione solo a prendere gli effetti personali. Stiamo cercando un’altra casa e abbiamo in mente di trasferirci presto per poter riprendere la nostra vita con loro e avere tranquillità nella quotidianità, stiamo facendo tutto questo soprattutto per la loro sicurezza e la loro incolumità».

Oltre al video, hai denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine e alla protezione animale. Ci sono state novità al riguardo? «Sì, la persona è stata già contattata dalle forze dell’ordine in quanto ha già una precedente denuncia per gli stessi fatti. Le guardie zoofile sono state molto presenti, sono intervenute velocemente e hanno raccolto informazioni dal giorno successivo. Si stanno muovendo affinché tutto questo non accada mai più».

Il tuo video è uno strumento per conoscere e per riflettere… «Sì, ho deciso di denunciare questi fatti proprio per preservare e difendere non solo i miei animali ma anche tutti gli altri. Trovo questi fatti molto gravi. Mi piacerebbe lanciare uno spunto di riflessione a tanti adulti che si comportano così: maltrattare un animale è un’azione vergognosa, perché si agisce verso qualcuno che non può difendersi».

Come hai detto poco fa ci sono stati interventi e sviluppi per prevenire ulteriori maltrattamenti futuri… «Sì, le autorità si sono mobilitate subito. Le guardie zoofile ci hanno seguito, passo dopo passo, lavorando in maniera indefessa per darci giustizia. È tutto ancora in evoluzione in quanto noi non ci siamo fermati e stiamo andando avanti».

hai preso contatto anche con le redazioni di alcuni conosciuti programmi televisivi… «Sì, ho contattato “Le iene” e sto aspettando da loro una risposta. Sono stata contattata inoltre dal programma televisivo “Dalla parte degli animali” e proprio sabato 18 ottobre ho svolto un’intervista; per il momento si è trattato solo di un incontro su Meet dove ho parlato con una ragazza della redazione che mi ha posto delle domande su tutto l’accaduto e su come sono stati adottati i cani. Ora ci dobbiamo risentire per andare in sede e fare la vera e propria intervista; ci comunicheranno loro la data precisa».

In conclusione… Se sul piano formale del diritto civile e costituzionale gli animali sono ancora considerati oggetti di diritto (beni mobili), privi di soggettività giuridica diretta (non potendo essere titolari di diritti o doveri), sul piano penale e di tutela vengono ormai trattati come esseri senzienti e la loro protezione è divenuta un obiettivo primario. Grazie alla Legge 82/2025, la nozione di senzienza ha rafforzato l’obbligo etico e legale dell’uomo di salvaguardare la vita e il benessere di ogni animale, superando la tradizionale impostazione che vedeva la tutela penale come mera repulsione sociale verso gli atti di crudeltà.

E noi quando guardiamo quanto amore e affiatamento c’è tra Italia e Felice  nei loro sguardi e nelle loro espressioni davanti all’obiettivo, quasi fossero una coppia sposata da anni, ci sorprendiamo di quanto gli animali siano esseri straordinari!

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