di Federica Andretta – Avevamo incontrato Luigi De Luca quattro anni fa e con lui avevamo parlato della sua passione per la bici e soprattutto dell’entusiasmo e della determinazione con le quali affrontava sempre ogni suo nuovo obiettivo. Nel nostro precedente servizio di giugno 2021, infatti, lo avevamo presentato raccontando in particolare l’avventura da lui intrapresa in sella della sua due ruote. E siamo ancora oggi qui (all’età di 28.400 giorni precisi, come ci tiene lui stesso a farci notare) per proseguire da dove ci eravamo fermati con uno sguardo al futuro.

Luigi, quanti chilometri hai percorso sino ad oggi? «Ad oggi ho percorso ben 722.000 km e me ne mancano ancora altri 78.200 per raggiungere gli 800.000 km (20 volte il giro del mondo) previsti entro il 4 ottobre 2027, giorno del mio compleanno. Sono il personaggio più noto del Casentino ma è proprio grazie all’applicazione Strava che sono conosciuto per la bicicletta in tutto il mondo (ad esempio in Paesi come Cina, Thailandia, USA, ecc.)».
Quanto è utile Strava? «Grazie a Strava possono vedermi in tutto il mondo; ricevo, infatti, commenti in tutte le lingue dai miei followers e sono molto ammirato. Il mio motto su Strava è: “non mollare mai e macinare km”. Su questa applicazione ho dal 2016 ad oggi accumulato ben 325.000 km, 2.835 giri con una media (meno i giorni in cui non sono andato) di 114,500 giorni. Nel trimestre marzo-aprile-maggio 2017 ho compiuto (dal giorno 24 febbraio) circa 14.000 km: maggio è stato il mese con più chilometri (4.700 km) per passare poi (in ordine decrescente) al mese di marzo con 4.520 km ed infine ad aprile con 4.480 km. Sono passati ben 8.693 giorni da questa impresa cominciata su Strava. Volevo dimostrare tutto il mio valore e ciò lo dimostra il fatto che sono seguitissimo. Quando vado in bicicletta mi sento davvero vivo, è una grande passione».
Luigi, hai militato in politica, nel sindacato e non solo… «Ho fatto volontario attivo (anche in emergenza) nella Croce Rossa fino al 2010 e sono attualmente attivo nella Misericordia di Soci dal 4 febbraio 2001 (dove una volta mi occupavo anche di emergenza). Penso di essere stato l’unico volontario della Misericordia che sia mai salito sull’elicottero dei Vigili del Fuoco; ricordo, infatti, che un giorno si svolgeva una manifestazione a Soci a cui dovevo partecipare (ed ero di servizio) alla quale arrivai però in ritardo a causa di un’emergenza accaduta alla Verna. A quell’epoca non c’era ancora il Pegaso così io e la Dottoressa Rita Lepri salimmo sull’elicottero dei Vigili del Fuoco per portare all’ospedale di Arezzo un dottore originario di Fano che era andato fuori strada con la moto alla Verna. Pensa che ho persino scritto nel ‘79 un libro contenente la sintesi di tutto quello che accadeva nel mondo! La mia è una vita intensa e fatta di sacrifici (che non sono mai vani). Mi sento realizzato in tutto e dappertutto. Sono orgoglioso dei miei figli e ho quattro splendidi nipoti che si chiamano Francesco, Edoardo, Filippo e Alessandro.»
Quali sono stati gli anni dove hai letteralmente macinato più chilometri? «Gli anni dove ho percorso più chilometri sono stati il 2019 con 41.220 km, il 2017 43.310 km ed infine il 2016 con 42.580 km».
Da dove nasce questa tua precisione nell’annotarti ogni singolo aspetto fondamentale della tua vita? «Sono un appassionato di monete antiche (con cui ho realizzato un quadro in plexiglass) e di francobolli; mi piace conservare le cose come fossero una reliquia. Sono, insomma, un appassionato delle cose belle e possiedo una grande sensibilità. Tutti gli anni faccio una donazione a un’associazione. Mi sento triste quando vedo ciò che accade nel mondo. Sono inoltre un appassionato del fai-da-te: dai cancelli alle serrande, dalle opere in ferro e in muratura e soprattutto sono orgoglioso di essere casentinese e cosentinese!».
Quel traguardo dei 600.000 km… «Quando raggiunsi i 600.000 km un giorno mi recai in Comune, perché volevo far parlare della mia storia alla tv regionale ma da allora non seppi più nulla. Mi sono così sentito messo da parte e dal momento che negli anni mi sono sempre cimentato in tutti i campi che riguardavano il benessere del Casentino, avrei voluto ricevere un po’ più di attenzione. Evidentemente c’è un Don Rodrigo che deve aver detto: “questa festa non s’ha da fa’”».
Fino a quando proseguirai con la bici? «Finché avrò forza manterrò la bici. A marzo 2025 ho percorso 1.350 km, pochi per me rispetto ai miei precedenti record; per motivi familiari non sono potuto andare in bici tanto che ad un certo punto volevo proprio mollare ma è stata mia moglie ad incoraggiarmi e stimolarmi nuovamente».
Descriviti con un’espressione. «Sono come il mondo, sempre in movimento. Quando cammino mi sento nel mio centro. Non mi fermo mai, penso sempre (anche di notte) ai km che dovrò fare il giorno dopo. Se si prende un impegno con qualcosa, bisogna portarlo avanti sino in fondo, perché se non riprendo il cuore che ho buttato oltre l’ostacolo, non vivo e sono costretto a riprenderlo».
Oltre ad essere un caparbio ciclista, sei anche un grande lettore. «Nel 2001 con Repubblica uscirono venticinque volumi dell’Enciclopedia Universale che mi sono letto tutti in tre anni».
Che strade percorri solitamente in bicicletta? «Non vado più nei posti nascosti, preferisco le strade trafficate, perché ho paura di essere aggredito dai cani».
E quanti chilometri al giorno? «Di solito in media faccio circa 100 km al giorno. Qualche anno fa da solo in bici ho fatto ad esempio da Soci a Perugia, da Soci a Siena, da Soci a Misano, da Soci a Cesena».
Che dire, sei un Pantani mancato! Ma visto che sei bravo anche con le rime grazie alla tua vena poetica, ci vuoi lasciare una frase per concludere la nostra intervista? «Certamente! “Nei tempi antichi barbari e feroci i ladri si appendevano alle croci, ora che sono tempi più leggiadri s’appendevano le croci in vetta ai ladri”».



