10.3 C
Casentino
lunedì, 16 Febbraio 2026

I più letti

Camaldoli, luogo di unione tra Romagna e Toscana

di Fiorenzo Rossetti – La biodiversità del Parco delle Foreste Casentinesi è il risultato di una lunga evoluzione naturale che si è progressivamente legata alle vicende storiche dell’uomo. Ci sono luoghi di questo territorio in cui il particolare legame uomo e natura (a differenza di quanto generalmente è avvenuto in altre aree) è stato determinante nel preservare i beni ambientali e naturali dell’intero Parco nazionale; potremo dire una vera e propria fortuna!

È il caso di Camaldoli, una località del Parco dall’elevato valore naturale e spirituale. Il Sacro Eremo e il Monastero rappresentano le due dimensioni (vita eremitica e vita in comunione) dell’ordine monastico camaldolese. La foresta che cinge la millenaria congregazione monastica è l’ambiente ideale per vivere l’esperienza religiosa che richiede solitudine, pace e, come gli alti abeti bianchi insegnano, uno sguardo rivolto al cielo. La conservazione dell’ambiente naturale è da sempre regola tra i monaci di questo territorio, ed è grazie a questa visione che sono giunti a noi queste porzioni dall’elevata biodiversità e di imponenza paesaggistica.

Ora questi luoghi, che vivono il tempo in cui un Parco nazionale opera nella conservazione della natura, offrono anche altri valori e occasioni alle quali dare importanza. Anche grazie alla collocazione geografica e alla consolidata frequentazione ricreativa e turistica, Camaldoli rappresenta il luogo d’incontro tra le comunità di Toscana e di Romagna. “S” aspirate toscane e “s” striscianti romagnole si mescolano nelle spensierate giornate camaldolesi. Qualche vecchia incrostazione per via della rivendicazione di certe prolifiche fungaie, ma nulla di più. Tutti d’accordo sull’eccezionale valore ambientale di questi luoghi; in entrambe le comunità pervade un’affettività verso queste zone che è del tutto simile al valore spirituale che lega i monaci a questi luoghi di preghiera.

Purtroppo, l’Ente Parco non ha avuto negli anni la sensibilità di capire il potenziale di Camaldoli come luogo, tratto di unione, per avvicinare, coinvolgere e unire le comunità dei due versanti appenninici. Non a caso la norma nazionale sui Parchi inserisce tra gli organi politici la Comunità del Parco, che è costituita dai Sindaci dei Comuni, dai Presidenti delle Regioni, dai Presidenti delle Province e dai Presidenti delle Comunità Montane territorialmente interessate. Ma quanto realmente opera questa struttura consultiva dell’Ente Parco delle Foreste Casentinesi nel riuscire a prendere per mano le proprie comunità, renderle trasversalmente coese, unite culturalmente e coinvolgibili nella vita gestionale di un Parco?

Provocatoriamente possiamo affermare che molto di più, indirettamente, hanno fatto in tal senso gli esercizi commerciali presenti e le strutture religiose dedicate all’accoglienza e alla condivisione della vita monastica. È estremamente importante per contribuire alla realizzazione della mission dei Parchi vincere l’isolamento, le spinte indipendentiste e i campanilismi fra fazioni di cittadini che vivono lo stesso territorio da proteggere, ma da prospettive geografiche diverse. Oltre ad attività didattiche, pannelli informativi e sentieri natura, che certamente rendono possibile l’informazione sui valori naturalistici locali, occorrerebbe favorire gli scambi culturali tra le popolazioni toscane e romagnole, proponendo e gestendo una serie di iniziative di coinvolgimento per creare una unica comunità, il più attiva e coesa possibile, che possa condivide gli stessi valori e obiettivi di tutela del territorio.

Creare una comunità transappenninica, grazie a un Parco nazionale (ed un suo luogo) che dà l’occasione di incontro tra le genti divise da una barriera orografica e politica, è un valore aggiunto; un’area naturale protetta come facilitatore per abbattere le barriere culturali e relazionali tra aree geografiche italiane diverse e favorire il senso di unità nazionale.

Unire quindi le persone prima e in seguito incoraggiarle verso le tematiche del Parco, per contribuire alla sua gestione e conservazione, promuovendo un senso di responsabilità condivisa, partecipazione e una maggiore consapevolezza ambientale. Innumerevoli persone mi hanno chiesto nel tempo dove si trovasse il “cuore” del Parco; ad ognuna di queste ho sempre risposto (senza nessun dubbio) che è collocato a Camaldoli!

L’ALTRO PARCO Sguardi oltre il crinale di Fiorenzo Rossetti

Ultimi articoli

Panoramica privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito internet www.casentino2000.it in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.

Si tratta di un’informativa per il trattamento dei dati personali che è resa anche ai sensi dell’art. 13 Decreto legislativo 196/03 (di seguito Codice privacy) ed in ottemperanza con il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation).

L’informativa non è valida per altri siti web eventualmente consultabili attraverso i nostri links, di cui Fruska s.r.l. non è in alcun modo responsabile.

Il Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali, relativi a persone identificate o identificabili trattati a seguito della consultazione del nostro sito, è

Fruska s.r.l.

nella persona di Roberto Frulloni
presso la sede legale di via Rignano 11,
Bibbiena, 52011 (Arezzo).
P.IVA 02020850513
Indirizzo email: fruska@fruska.it

Luogo e finalità di trattamento dei dati

I trattamenti connessi ai servizi del Sito Web sito hanno luogo presso la predetta sede della società Fruska s.r.l. e sono curati solo da personale incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.
Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso a terzi.
I dati personali forniti dagli utenti visitatori che inoltrano richieste di invio di materiale informativo (richieste di informazioni, risposte a quesiti, ecc.) o altre comunicazioni (ordini) sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

Tipi di dati trattati

Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito Web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare i computer che si connettono al sito.
In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito Web, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.
Questi dati potrebbero essere utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del Sito Web e per controllarne il corretto funzionamento. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.

Dati forniti volontariamente dagli utenti visitatori
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di dati personali per accedere a determinati servizi, ovvero per effettuare richieste di informazioni agli indirizzi indicati sul Sito Web comporta la successiva acquisizione dei dati personali inseriti nella richiesta del mittente, necessari per rispondere alle stesse.
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.