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martedì, 20 Gennaio 2026

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Insieme, oltre l’ostacolo

di Gabriele Versari – “Crediamo fortemente che l’ippoterapia porti benefici concreti nei pazienti. Ne sono d’esempio i nostri ragazzi, che dopo anni di percorso insieme a noi e di reciproco sostegno hanno compiuto passi importanti in termini sia fisici che psichici. Crediamo fortemente, dunque, nel nostro lavoro, che nonostante non porti alcun guadagno economico ci regala comunque la soddisfazione più importante, aiutare il prossimo”

Questo l’imperativo di Sandra Innocenti, da un anno presidente dell’associazione “Oltre L’Ostacolo”, con sede nella frazione di Farneta, nel Comune di Bibbiena, dove anche lei vive. Grazie alla concessione di alcuni spazi e terreni siti nel piccolo paese tra Poppi e Soci, dal 2016 il lavoro dell’associazione coniuga l’amore per gli equini e il volontariato in favore di situazioni più o meno rilevanti di disabilità e fragilità, attraverso l’avvicinamento e la conoscenza dell’animale. Dopo essere stata nominata presidente dell’associazione in accordo comune tra i soci, Sandra tiene a precisare che la sua figura è esclusivamente democratica e che senza l’aiuto di tutto il progetto associativo non potrebbe esistere. Dunque, approfondendo il discorso, ha deciso di concentrarsi sui tratti salienti che contraddistinguono il lavoro del progetto, con particolare focus sull’importanza dei cavalli, splendidi animali dall’eleganza e dalla riconoscenza rare.

In cosa consiste la vostra opera di volontariato? Come e con quali categorie di soggetti fragili operate solitamente? «Bisogna, quando si ha a che fare con i cavalli, tenere in considerazione il fatto che sono animali che richiedono molta cura, attenzione, premura, amore. Dunque, il nostro impegno non si limita unicamente all’organizzazione delle attività riservate ai nostri ospiti, bensì al mantenimento generale della salute e della funzionalità degli equini. Lo si può fare unicamente creando un ambiente desiderabile per la vita di questi animali. Oltre che una cura dell’animale, che richiede uno sforzo per 365 giorni all’anno, ci sono evidentemente determinati costi da sopperire. Essendo un’associazione senza scopo di lucro, tale impegno è da considerarsi inevitabilmente importante, anche in termini economici. Doveroso ringraziare tutti i consociati, in particolare Marinella, Gino, Daniela. Menzione d’onore per l’Associazione “Agaph”, che contribuisce a far funzionare gli incontri con i gruppi di volontariato del territorio attraverso contributi concreti, e a Mauro Conticini, il quale ha gentilmente concesso l’utilizzo del terreno della curia per l’espletamento delle nostre attività.

Per ultimi, ma non ultimi vorrei citare anche Vasco e Massimo che con la sua esperienza equestre ci supporta nelle operazioni di manutenzione e di trattamento dei cavalli. Detto ciò, da diversi anni collaboriamo con realtà del volontariato che hanno fatto della propria opera motivo d’orgoglio e che oggi sono riconosciute dai casentinesi come pietre miliari dell’associazionismo locale. Parliamo di nomi come “Pesciolino Rosso”, “Tangram” e, negli ultimi mesi, abbiamo visto l’ingresso nelle nostre cerchie dei ragazzi di “Amica Rete” e della “Consolata di Serravalle”. Le attività sono dedicate ad ospiti di qualsiasi fascia d’età; quindi adolescenti, adulti e anziani. Ciò che determina una diversificazione delle proposte dipende però dal grado di difficoltà psicofisica che affrontano i nostri ospiti. Principalmente, essi vengono divisi in due macrocategorie: coloro che possono montare a cavallo e coloro che invece devono dedicarsi ad altro perché purtroppo impossibilitati a farlo.

Per quanto riguarda i primi, ribadisco ulteriormente quanto l’avvicinamento ai nostri cavalli sia di aiuto per il miglioramento della loro coordinazione psico-motoria. I nostri Chicco e Confetto, sono ottimi per le operazioni svolte, poiché la loro età piuttosto avanzata gli permette di non agitarsi in reazione ai movimenti inaspettati dei nostri ospiti, che talvolta agiscono in modo scattoso a causa della loro condizione. Per coloro che invece non possono montare, i benefici sono più che altro psicologici: prendersi cura dei cavalli, spazzolarli, dargli da mangiare, fare progetti a tema come disegni e lavori di gruppo è sicuramente stimolante per gli ospiti, che imparano l’aiuto reciproco e vivono un’esperienza diversa dal solito. Le attività si svolgono principalmente in primavera e d’autunno, quando non è troppo caldo o troppo freddo, dalla mattina fino al pomeriggio.»

Quali proposte sono state messe a punto dall’associazione nell’ultimo periodo? «Un’iniziativa che ci ha riempito di gioia è quella che ha visto la partecipazione di alcuni studenti delle medie e delle superiori residenti in Casentino in ausilio del nostro operato. Ad oggi abbiamo, per fortuna, anche l’aiuto dei ragazzi che, ovviamente, una volta raggiunta la maggiore età gradiremmo tesserare e far entrare ufficialmente nel nostro gruppo. Voglio quindi ringraziare, nell’ordine: Matilde, Silvia, Rebecca, Emma, Agata, Libero, Arturo, che grazie alla loro presenza hanno reso più semplice il lavoro presso il campo.»

Quale futuro per “Oltre L’Ostacolo” e come valuta l’attuale situazione del volontariato in Casentino? «Il lavoro che stiamo portando avanti è davvero oneroso, anche se estremamente soddisfacente. Ciò che desideriamo è, in primo luogo, che la nostra attività associativa sia maggiormente conosciuta, poiché ad oggi in pochi sanno della nostra missione, anche all’interno del nostro territorio. Una volta reso noto chi siamo e cosa facciamo, dovrebbe venire da sé che alcuni saranno desiderosi di unirsi a noi in questo arduo e bellissimo compito. Molti di noi hanno un lavoro, tutti hanno famiglie a cui badare, spendiamo quindi quasi tutto il tempo libero nel lavoro che “Oltre L’Ostacolo” ci porta. Non ci dispiacerebbe, talvolta, prenderci delle pause e, perché no, lasciare spazio anche alle nuove generazioni di volontari, indispensabili per il proseguo nel tempo delle nostre attività. In parte lo stiamo già facendo invitando gli studenti, ma occorre un ulteriore passo in avanti verso quella direzione.

Per concludere, se non è possibile aiutare con il lavoro, anche un piccolo contributo economico è gradito, soprattutto per ciò che concerne il mantenimento dei cavalli, trattandosi della spesa più onerosa. Detto ciò, si può sempre fare qualcosa in più, come attività di sponsorizzazione ed eventi a tema, per rendere il lavoro del volontario non circoscritto a pochi, ma aperto a tutti. Questo è il futuro che ci auguriamo!»

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