Lettera di Giorgio Renzi – Anche chi non si interessa delle vicende politiche locali si deve essere accorto che a Bibbiena ci saranno le elezioni comunali! Infatti per alcuni giorni sembrava impossibile accedere al centro storico, come se fossimo nel traffico di una grande città. In viale Turati si asfaltava e se passavano due pullman o camion il traffico si bloccava. La stessa cosa succedeva quasi in contemporanea in via S. Maria e zona Poggetto Poderina.
Insomma sembrava che l’amministrazione comunale fosse stata presa da un delirio asfaltatorio. Solo che, in questa ansia da prestazione, sono successe anche cose buffe. Cosi in una strada abbiamo vista un metro quadro di nuovo asfalto per tappare una buca, ma nemmeno a due metri di distanza un altro avvallamento è rimasto come prima. Ma via, non siamo pignoli, son cose che capitano. E comunque, va anche detto, questo è un fenomeno comune che colpisce tutte le amministrazioni quando si avvicinano al D-day elettorale, senza distinzioni di colori politici. Diciamo che rientra nella quasi normalità. Cosiì come rientra nella normalità l’arrivo, in attesa del nuovo responso elettorale, del solito notiziario comunale, con l’esaltazione dei grandi successi ottenuti facendo propri anche quelli realizzati da altri o facendo finta di aver realizzato anche cose ancora solo in idee progettuali.
Quello, invece, che è meno normale è l’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 10 aprile, che al punto 5 cosi recita “Variante al RU 2019 per alcune modifiche puntuali nel territorio urbanizzato”. Speravamo che con il licenziamento di Lorenzoni si fosse esaurita la smania da variante urbanistica, tanto più che siamo a fine legislatura e dovrebbero essere approvate solo cose di ordinaria amministrazione. Speranza vana.
In questo ultimo (o quasi) Consiglio comunale prima dello scioglimento, Bernardini e la sua giunta hanno presentato una ulteriore serie di varianti al regolamento Urbanistico, da lasciare sbalorditi. Il problema non è tanto l’entità delle singole varianti, ma il numero delle stesse e proprio il fatto che si tratti di varianti per “modifiche puntuali”, come a dire varianti ad personam. Purtroppo è stata questa la caratteristica della gestione del territorio in tutti questi dieci anni: mai un piano definitivo, ma sempre varianti a richiesta. Il peggior esempio di urbanistica contrattata, senza mai una visione generale del problema, senza una idea di città e di territorio su cui costruire le scelte. Il tentativo di far passare queste ulteriori varianti come piccole cose, anziché diminuire aggrava il problema, se non altro da un punto di vista etico.
Una volta, a Napoli c’era un signore che quando si avvicinavano le elezioni regalava un paio di scarpe, ma ne dava una prima ed una dopo il voto, a risultato raggiunto. Oggi siamo più raffinati, si regalano varianti. Si adottano prima delle elezioni, poi…si approveranno definitivamente dopo, ad obbiettivo raggiunto. Poiché il candidato a Sindaco della lista Bernardini è già componente della giunta uscente, non ci sembra questo un bel biglietto di presentazione!


