di Melissa Frulloni – “Siamo santamamini ed a settembre dello scorso anno abbiamo deciso di riprendere in mano l’associazione del paese per ridare vita e decoro al piccolo centro di Santa Mama”. Esordiscono così i membri de “Le tre contrade”, l’associazione che raccoglie molti dei ragazzi del paese, nati e cresciuti a Santa Mama, che credono in questo luogo e vogliono fare di tutto per non farlo morire. Attivissimi anche sui social, con la pagina Facebook “Santa Mama nel cuore”, hanno in mente iniziative e idee, per tenere viva l’anima di questo antico borgo.

Li abbiamo incontrati in redazione per discutere di un problema che coinvolge tutti gli abitanti del paese e che ha a che fare con la nuova variante di Santa Mama. Come sapete, noi di CASENTINO2000 abbiamo da sempre seguito la vicenda e sul nostro giornale non abbiamo risparmiato articoli, copertine, inchieste ed editoriali sull’argomento, rivolgendoci spesso agli abitanti e ritrovandoci con loro a discutere dell’opera faraonica di ceccarelliana memoria in quello che (purtroppo!) fu il bar del paese.

Ancora una volta le preoccupazioni dei santamamini si intrecciano con le vicende della nuova variante, giunta alla seconda fase della sua realizzazione, con l’allargamento della strada verso Calbenzano.

Gli enti competenti in materia (Regione e Comune di Subbiano), hanno espresso la necessità di dover eliminare il passaggio a livello di Santa Mama, quello in prossimità della stazione, perché troppo pericoloso. Per poterlo eliminare ci sono state presentate due ipotesi: la prima è quella di chiudere letteralmente il paese con un muro, impedendo così l’uscita verso sud, in direzione Arezzo e ovviamente anche in entrata verso Santa Mama; l’altra è quella di realizzare un sottopasso per le auto (si avete letto bene, un sottopasso!) che permetta l’uscita dal paese in direzione sud.

Soluzioni a nostro avviso alquanto bizzarre che sembrano confermare una specie di “maledizione” sull’abitato quando si tratta di strade, varianti e viabilità.

La chiusura del paese a sud ci inquieta davvero molto! Abbiamo paura che in questo modo Santa Mama perda la sua caratteristica principale e cioè quella di essere un paese di passaggio; caratteristica già duramente compromessa dall’apertura della prima variante. Costruire un muro alla fine del paese darebbe la mazzata finale e decreterebbe sicuramente la fine d Santa Mama. A questa soluzione quindi ci siamo fermamente opposti.

I primi di dicembre i cittadini di Santa Mama hanno partecipato in videoconferenza ad un incontro con la Regione Toscana, competente per quel tratto di strada e il Comune di Subbiano, che in alternativa alla chiusura del paese hanno proposto la realizzazione del sottopasso.

Il sottopassaggio per le auto verrebbe realizzato a ridosso dell’attuale stazione ferroviaria e recente antenna per la sicurezza della linea. Sono stati gli stessi enti a presentarcelo come un progetto molto complesso e di difficile realizzazione, visto il poco spazio a disposizione e il dislivello veramente importante che si andrebbe a creare all’interno del sottopasso. Il sottopassaggio verrebbe usato per le auto in uscita da Santa Mama, quindi verso sud, in direzione Arezzo, mentre non sarebbe consentito l’accesso al sottopasso a chi viene dalla città in direzione Casentino. Questa a parer nostro è una scelta giusta, visto che l’ingresso a Santa Mama da Arezzo è veramente pericoloso e in un punto critico della variante; meglio quindi usare l’apposita corsia posta poco più avanti e già precedentemente realizzata.

Sez-tipo

La domanda che sorge spontanea è: perché presentare un progetto difficile da realizzare e oggettivamente, anche agli occhi dei non esperti, complesso da inserire nel contesto di un borgo come Santa Mama, per contesto, spazi e finalità di utilizzo?

A nostro avviso sembrerebbe un vero e proprio specchietto per le allodole; un’alternativa poco consigliabile al muro che altrimenti verrebbe alzato alla fine del paese…

Pur con molte osservazioni e dichiarando tutto il nostro disappunto per questa opera, abbiamo risposto agli enti competenti tramite PEC, accettando la proposta del sottopasso; ci è sembrata comunque una soluzione migliore rispetto alla definitiva e tristissima chiusura del paese che, come detto, ne determinerebbe sicuramente la fine.

Alla PEC dei cittadini di Santa Mama nessuno ha risposto e ad oggi non sappiamo come la Regione intenderà muoversi. Anche il Comune di Subbiano che si era offerto di fare da portavoce ai santamamini, pare caduto in un profondo sonno invernale, mentre i giorni passano ed ai cittadini non vengono fornite risposte.

Abbiamo notato una certa passività da parte degli enti. Il tempo per noi è molto importante perché una volta che i lavori alla seconda variante saranno terminati non avremo più possibilità di dire la nostra. Il momento di agire è adesso ed è anche per questo che ci siamo rivolti a CASENTINO2000, perché ci sentiamo soli e un po’ trascurati dalle istituzioni. La nostra più grande paura è che Santa Mama diventi un paese fantasma, usato dai pochi abitanti rimasti solo come dormitorio.

Quando eravamo piccoli, il paese era pieno di attività; il bar, due barbieri, la trattoria, la macelleria, il convento… Era un borgo vivo, adesso non c’è rimasto niente! Il nostro non è un grande paese, ma anche noi siamo cittadini casentinesi ed è giusto che ci ascoltino; per questo vorremmo sensibilizzare tutti al nostro problema.

Che poi è un problema di tutto il Casentino, se i nostri piccoli paesi muoiono, se i borghi scompaio, se chiudono le botteghe storiche, ci perdiamo tutti, non solo gli abitanti di quel luogo. La nostra non può diventare la terra dei supermercati; dobbiamo mantenere le nostre radici e la nostra storia.

Il sottopasso stravolgerebbe la viabilità interna, con zone a senso unico e altre a doppio senso. L’uscita a sud però è essenziale; pensiamo per esempio ad un’emergenza, come dovrebbe fare un mezzo di soccorso ad andare verso Arezzo? Il paese è piccolo e anche il posto per fare manovre o inversioni, con veicoli più grandi risulterebbe sicuramente difficoltoso. Come fa un’opera del genere ad essere funzionale?

Ce lo chiediamo anche noi…

Inoltre, dando un’occhiata ai progetti si può osservare come il dislivello del sottopassaggio sia davvero notevole; verrà sicuramente studiato un sistema accurato per far defluire le acque, perché sarebbe spiacevole non poterlo più utilizzare già dopo il primo temporale. Ci sembra comunque davvero difficile da realizzare, visti gli spazi in cui dovrebbe sorgere…

Dato che il problema principale, legato alla presenza del passaggio a livello, è la sicurezza, avevamo chiesto agli enti coinvolti se non fosse stato possibile e, a nostro dire anche più facile e meno costoso, ripristinare le sbarre automatiche. Ne vediamo molte nelle strade secondarie dei nostri paesi; Subbiano, Capolona, Pratovecchio, ma anche ad Arezzo ci sono, quindi perché non usarle anche a Santa Mama?

In questi anni il paese ha visto chiudere il bar, il forno biologico e tante altre attività. Dopo l’apertura della variante il traffico all’interno di Santa Mama è diminuito molto e ne hanno risentito tutte le poche attività che erano rimaste… La chiusura a sud darebbe sicuramente il colpo di grazia, ma crediamo che anche la realizzazione del sottopasso non sarebbe molto risolutiva. Possibile che non ci fosse un’altra e più logica soluzione? Ad esempio quella delle sbarre automatiche ripristinate al passaggio a livello, suggerita dai cittadini?

Abbiamo tante idee e iniziative in mente. Avevamo pensato di aprire un piccolo circolo per i bambini e per gli anziani che spesso si ritrovano per strada a fare due chiacchiere, dato che non esiste un punto di ritrovo.

Per l’estate invece stiamo organizzando un evento; entri in auto, ti fermi ai vari chioschi e prendi un panino, un bicchiere di vino o una fetta di torta fatta in casa; poi se vuoi puoi scendere e fare un giro per il paese. Dato che probabilmente non potremo ancora fare la nostra sagra, avevamo pensato di unire con questa trovata, l’asporto e quindi il rispetto di tutte le norme anti-Covid, ai prodotti tipici del territorio. Ma con la chiusura a sud, tutto questo non sarà possibile! Santa Mama è resistita alla variante, alla prima e alla seconda, ma con il muro non ce la può fare. La cosa che più ci preoccupa ed intristisce è che nessuno ci risponde o ci prende in considerazione. Pensa che sono cinque mesi che stiamo aspettando l’uscita di un bando comunale con il quale potremmo prendere in gestione l’ex scuola e farla diventare appunto la sede dell’associazione e un luogo di ritrovo per tutti i santamamini.

La nostra associazione non si vuole arrendere; vogliamo fare qualcosa per il bene del nostro paese!

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