di Francesco Benucci – “Forgiare” appartiene al novero di quelle parole che, se da un punto di vista letterale sembrano richiamare un significato concreto, se vogliamo persino limitato, ossia plasmare, modellare un pezzo metallico tramite la forgia, in realtà, conferendo loro un aspetto figurato, svelano un ventaglio di emozioni che si accendono in noi ogniqualvolta fatica, impegno, volontà e fantasia portano alla realizzazione di qualcosa di nuovo, ad una trasformazione inaspettata, a un risultato inedito.
E allora, nel momento in cui questo verbo si rivela uno scrigno che unisce spirito e materia, siamo certi che un analogo trasporto lo riserverà una manifestazione che racchiude proprio quella scintilla: l’edizione 2025 della Biennale Europea d’Arte Fabbrile di Stia.
E la scintilla menzionata sopra pare rifulgere altresì negli occhi e nelle parole della presidente Gemma Bendoni, ben lieta di esporre le peculiarità dell’evento che dal 4 al 7 settembre prende vita tra vie, piazze ed edifici storici del borgo alto-casentinese. Innanzitutto la storica rassegna rimane fedele alla sua mission primigenia, cioè adoperarsi per conservare questo mestiere giostrando tra tradizione e nuovi ingressi in grado di dare ulteriore linfa ad un prezioso lavoro artigianale; in ossequio ad una consolidata ed apprezzata scaletta ripetuta nel tempo, sono confermati alcuni appuntamenti ineludibili per la loro rilevanza: l’esposizione nel salone a volte dell’antico Lanificio, nell’ambito della quale arriveranno opere da vari fabbri e l’argomento di riferimento saranno gli elementi di arredo sia per interni che per esterni, volendo rievocare al contempo le origini della mostra, lo spunto che nel 1976 diede il via al tutto.
Ci sarà poi il Campionato del Mondo di Forgiatura, diventato nel tempo l’aspetto principale di questo evento perché richiama fabbri quotati da ogni angolo del globo e tanti visitatori, basti pensare alla scorsa edizione, quando i partecipanti furono tra i 250 e i 300, e ai numeri di quella odierna, con un altrettanto ragguardevole elenco di nazionalità in gara, pronte a confrontarsi su un tema di grande fascino come “Miti e magie”, aggiungendo così un ingrediente fantasy in grado di catturare l’attenzione anche di chi non è abitualmente frequentatore dell’evento.
Quindi ecco il Concorso Internazionale di Scultura, con argomento intitolato “Magica… Mente”, e le sue 15 opere, italiane e straniere, pronte ad essere messe in mostra nella suggestiva cornice di Piazza Tanucci, come sempre allestita e adornata ad hoc, con le opere suddette che faranno da corolla a divani, intrattenimento e altro; non mancheranno i forum, gruppi di fabbri (quest’anno vedremo all’opera un team di siciliani e un team di donne americane) che si riuniranno per lavorare alle forge nel Lanificio col fine di realizzare due opere da donare all’associazione in modo da esporle in paese come arredo urbano; uno sguardo è rivolto anche ai più giovani e in tale ottica presenzieranno un maestro e una maestra per far avvicinare alla forgia i bambini, aiutandoli a realizzare un piccolo oggetto da conservare e portare a casa.
Ancora non vanno dimenticati né il Concorso di Fotografia né il Concorso di Progettazione e Disegno “Pier Luigi della Bordella” che di solito si basa su disegni di oggetti legati all’arredo urbano e che quest’anno si svolgerà interamente online per permettere di partecipare anche a persone che non arriveranno direttamente alla Biennale: il tema a proposito del quale si richiede di sviluppare i progetti è il cancello della scuola di forgiatura. Il menù è già molto ricco ma non finisce qui, dato che ai “grandi classici” si affiancano novità ed eventi collaterali: in primis, ai giardini pubblici campeggiano delle nuove strutture illuminate, in ferro, realizzate dall’associazione per collocarvi le foto di chi sostiene l’edizione 2025.
Per quanto riguarda invece gli oggetti che gareggeranno nel Campionato di Forgiatura, dietro la vasca dei suddetti giardini sarà posto un lungo tavolo sul quale saranno esposte le opere realizzate in giornata, mentre la sera tali opere saranno spostate via via in un analogo tavolo dentro il salone a volta del Lanificio.
In aggiunta, come accennato, l’intera comunità stiana, grazie al contributo delle varie associazioni del territorio, farà da palco a una serie di iniziative volte a rendere la manifestazione ancor più coinvolgente e attrattiva per tutti i gusti e per ogni esigenza: dai disegni per i bambini realizzati davanti alla biblioteca, sempre a tema fantasy; agli arcieri che faranno effettuare delle prove con tanto di dimostrazione nel contesto del Palagio Fiorentino; dal falconiere che si spenderà in un’esibizione; a un’esperta di profumi che farà creare degli aromi ai presenti; dalla possibilità, il sabato pomeriggio, nella piazza della Casa di Comunità, di giocare a scacchi con un maestro, che sfiderà simultaneamente più persone; a delle letture fantastiche a più voci, sul palco di Piazza Tanucci, realizzate dai ragazzi sotto la guida di Massimo Martini; da un evento al Castello di Porciano dove un maestro spadaio mostrerà come si costruisce una spada; a un’esposizione, nella chiesina del Ponte, composta da una sessantina di croci che provengono da un’associazione della Lituania.
In più ci saranno anche, lungo la via Adamo Ricci, quattro piattaforme su cui saranno posizionate altrettante sculture forgiate nell’ultima edizione, col fine di dare continuità ad un percorso che dai giardini si snoda fino al Lanificio passando da quella stessa Piazza Tanucci in cui, ogni sera, una musica di intrattenimento avrà il compito di allietare chi si sofferma nel “salotto” stiano. Infine, confermatissimi, sia i mercatini di piccoli oggetti in ferro in Via De Amicis sia il villaggio gastronomico, aperto dal giovedì a pranzo alla domenica a cena.
Insomma, di tutto di più! Sarebbe però errato pensare che la tradizione del ferro battuto prenda vita solo nei giorni della manifestazione in oggetto: si tratta, in realtà, di un “viaggio”, di un’esperienza ad ampio respiro che comporta attività nel corso del tempo, alcune delle quali hanno poi delle interessanti ricadute nell’ambito dell’evento principale: basti pensare ad un progetto europeo, “Iron Notes”, che, da inizio anno, coinvolge l’associazione insieme a Finlandia, Norvegia, Svezia, Estonia, ed è volto a conservare questo lavoro, a studiarlo e a tramandarlo; ne fanno parte università e accademie, inserisce i nostri in un contesto internazionale, aumentandone la visibilità in Europa, durerà fino a giugno 2027 e le delegazioni delle nazioni menzionate saranno ospiti in occasione dell’edizione 2025 portando in mostra al Lanificio alcuni manufatti in metallo, fuori dai temi prescelti nella manifestazione, ma finalizzati ad illustrare la loro società e la loro cultura.
È meritevole di citazione altresì l’organizzazione di un summer camp dedicato ai giovani che si vogliono avvicinare alla lavorazione del ferro o che vogliono consolidarne la conoscenza: 11 studenti che provengono dalle università degli Stati impegnati nel progetto, grazie ad un erasmus ad hoc e ai proventi derivanti da un bando regionale vinto, dal sabato della Biennale a mercoledì 10 settembre potranno apprendere i segreti del mestiere sotto la sapiente guida dei maestri locali (Roberto Magni e Martino Stenico) e di quelli provenienti dalle medesime nazioni.
E che dire del PCTO, con i ragazzi delle scuole Casentinesi, che, oltre a una parte teorica in classe, prevede un risvolto concreto nel corso della manifestazione realizzando podcast e filmati e svolgendo al contempo un servizio nei confronti dei visitatori? Proprio vero, la Biennale non finisce mai! A rinforzare questa convinzione c’è pure il laboratorio di arti e mestieri (che, come il summer camp, si svolge nell’omonimo laboratorio dato dal Comune in gestione all’associazione), con un ampio ventaglio di corsi promossi non solo nel contesto del ferro ma riguardanti anche gioielleria, argento e rame, creazione di lame in damasco e creazione di spade; e, accanto a un’offerta così ricca, va segnalato il nuovo sito che ne illustra le peculiarità: https://stia.academy/.
Si tratta, in definitiva, di un grande impegno e di una notevole mole di lavoro perché l’associazione è un ente del terzo settore ODV, cioè un’organizzazione di volontariato “pura”, in cui tutto ciò che è incamerato, guadagnato, viene reinvestito per gli scopi dell’associazione stessa. Tuttavia, a fronte di quanto i nostri si caricano sulle spalle, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: adesioni, entusiasmo, riscontri, tradizione, cultura, arte… quanti ingredienti vengono trattati tra le mani dei nostri, per finire in una grande forgia, reale e immaginaria al tempo stesso, dove si plasmano metalli e stati d’animo, spirito e materia, sensazioni ed emozioni!
Tutte le informazioni sulla Biennale, la mappa dei luoghi, le modalità per prenotarsi ai vari eventi sono online su: https://biennaleartefabbrile.it/


