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lunedì, 27 Giugno 2022

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Il Pesco (Persica vulgaris Mill) #4

di Marco Roselli – In Casentino il pesco compare sporadicamente negli orti più riparati ma non è mai riuscito a conquistare ampi spazi colturali a causa del contesto climatico, infatti, anche le varietà censite dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino sono riferibili alla sola varietà “Vinoso” rinvenuta in località Barbiano in comune di Castel San Niccolò.
Poche sono anche le cultivar riprodotte presso il vivaio dell’Unione (Bianco o della Vigna, Regina di Londa).

La reale provenienza geografica del pesco [Prunus persica (L.)], e cioè l’ovest della Cina, è stata accertata in epoca relativamente recente perchè per molti secoli fu erroneamente ritenuto che provenisse dalla Persia dove, invece, giunse verosimilmente solo all’inizio del secondo secolo prima di Cristo, appena prima dell’avanzata dell’esercito romano in quello che rappresenta l’attuale Iran. In accordo con quanto riportato dalla letteratura latina, il pesco fu introdotto in Italia nel corso del primo secolo e raggiunse, indipendentemente e in modo quasi contemporaneo, la Francia attraverso la via dei Balcani e del Mar Nero.

Il genere Persica comprende varie specie, tra cui diverse ornamentali. Tra quelle coltivate per il consumo dei frutti ricordiamo:
– Persica vulgaris Mill.: produce frutti con buccia tomentosa (ricoperti di peluria); da consumo fresco o da industria;
– Persica laevis DC: pesco noce o nettarina, che produce frutti glabri da consumo fresco;
-Persica platycarpa (pesco piatto).

Il pesco è un albero dell’altezza di circa 4-6 metri con radici arancioni espanse e poco profonde. Le gemme a fiore sono globose mentre quelle a legno appuntite; possono essere isolate oppure in tripletta o accoppiate. In questi casi le gemme possono essere così ordinate: due gemme a fiore laterali e una centrale a legno, oppure una a legno e una a fiore, o anche entrambe le gemme accoppiate possono essere a legno.
I rami che compongono l’architettura della chioma sono il ramo misto, vigoroso, con gemme a legno e gemme a fiore, e quella apicale a legno; porta spesso rami anticipati, cioè rami che emergono lo stesso anno di formazione delle gemme.
Abbiamo quindi il brindillo, un corto ramo composto da gemme laterali a fiore e apicale a legno e il dardo a mazzetto (mazzetto di maggio o dardo coronato), cortissimo, provvisto di una corona di gemme a fiore con una gemma centrale a legno (simile a quello che si ritrova nel ciliegio).

Altre caratteristiche
I fiori, che sbocciano prima della comparsa delle foglie, sono ermafroditi, ascellari, colorati in rosa più o meno intenso. I petali sono cinque; gli stami sono numerosi, fino a 20-30. Il pesco è, in genere, una specie autoincompatibile ma esistono molte varietà in grado di autofecondarsi.
Gli ovuli, generalmente due, non giungono tutti a maturazione, ma solo uno di essi viene fecondato e giunge a maturità. Il nocciolo di pesco contiene perciò un solo seme (o mandorla) solcato profondamente, che è di sapore amaro per l’elevato contenuto di amigdalina, una sostanza caratteristica di alcune drupacee. I frutti sono drupe carnose, tondeggianti, solcate longitudinalmente da un lato, coperte da una buccia tomentosa (pesche propriamente dette) o glabra (pesche-noci o nettarine) di vario colore. La polpa è succulenta, di sapore zuccherino più o meno acidulo, di color bianco, giallo o verdastro. La pesca ha una tipica consistenza polposa e succosa che è dovuta all’elevato contenuto in acqua ed alla presenza di pectina.

Varietà
Nelle foto che seguono le principali pesche da consumo fresco che si possono trovare sul mercato. Come detto l’unica varietà rinvenuta in Casentino è la cultivar “Vinoso” in località Barbiano.  I frutti di questa varietà sono tomentosi, ovvero coperti della tipica peluria e con un caratteristico colore della polpa rosso sanguigno di ottimo sapore. L’epoca di raccolta risulta essere tardiva (metà settembre) e con una discreta tolleranza rispetto alle malattie più comuni.

Malattie e difesa biologica
Molte sono le avversità che possono flagellare il pesco ma quelle principali sono rappresentate dalla Bolla del pesco, e dal cancro dei rami, per ciò che riguarda le malattie fungine. Tra gli insetti abbiamo la Cydia molesta (verme delle pesche) oltre agli afidi. In questa sede trattiamo solamente la Bolla del pesco in quanto si tratta di una malattia molto diffusa che spesso scoraggia l’amatore ma, talvolta, anche il professionista.

Considerazioni finali
Da diversi anni i consumatori restano spesso delusi dalla qualità delle pesche acquistate soprattutto presso la grande distribuzione. Ciò avviene perché la filiera, in questo caso, è molto lunga dal campo al banco del supermercato, pertanto è necessario raccogliere anticipatamente rispetto alla maturazione di consumo, ovvero quando le pesche sono molto dure e possono sopportare le manipolazioni. Quello che questo tipo di frutto mal sopporta però è la lunga permanenza in cella frigorifera per cui, quando viene acquistato ed esposto ai 25°C della fruttiera di casa, dura pochi giorni prima di diventare pappa.
La soluzione è acquistare il più possibile direttamente dai produttori che, come ovvio, accorciano la filiera fino al cosiddetto km zero.
Un altro punto critico del commercio è legato alla ossessiva ricerca, da parte dei vivaisti, del colore rosso vivo dell’epidermide. Mettere continuamente le mani in un genoma al solo scopo di cambiare un carattere ha finito per produrre piante sempre più deboli e soggette alle malattie. Per questo motivo sarebbe ora di smettere di comprare con gli occhi e valutare altri aspetti, quelli legati alla rusticità della frutta, che spesso coincide con la qualità.

Si potrebbe coltivare il pesco in Casentino? Forse non grandi estensioni, ma se consideriamo i cambiamenti climatici in atto ed escludiamo i fondovalle, qualche esposizione favorevole di media collina potrebbe anche ospitare degli appezzamenti che con i dovuti accorgimenti di impianto, potrebbero risultare non troppo dissimili da quelli che si riscontrano oltre il valico di Croce ai Mori, dove sopravvive la famosa pesca di Londa.

Bibliografia
Edagricole, La difesa delle piante da frutto. Avversità, sintomatologia, provvedimenti.

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