Nelle ultime settimane i pendolari che ogni giorno utilizzano la linea ferroviaria Stia – Arezzo sono tornati a fare sentire con forza il loro malcontento per la situazione disastrosa in cui sono costretti a viaggiare.
Così, mentre qualcuno continua a promettere il treno Stia – Firenze, molti sarebbero felici di raggiungere, più in fretta e in treni comodi e puliti, almeno Arezzo.
Ecco un paio di lettere giunte anche alla nostra redazione.

Alla c.a.
Regione Toscana Ufficio infrastrutture e trasporti
Trasporto pubblico locale
TFT
L.F.I. Group s.p.a.
Tiemme spa

La presente viene inoltrata da un gruppo di pendolari, stanchi e arrabbiati, del treno del Casentino che tutti i giorni si fa l’intero tragitto Stia – Arezzo, andata e ritorno.
Molte sono le cose che non funzionano nel servizio ed alla luce dei nuovi orari in vigore dall’otto dicembre siamo arrivati a scrivere questa lettera di protesta.
È vergognoso anticipare le partenze dei treni per arrivare alla stessa ora dei precedenti, se non addirittura più tardi, solo per poter distribuire meglio i Vostri ritardi. Adesso addirittura bisogna stare fermi alle stazioni per aspettare le coincidenze, perché partire prima per poi rimanere fermi? Nel treno viaggiano pendolari che vanno a lavorare e che il più delle volte arrivano in ritardo, considerando poi che una volta arrivati in stazione c’è da proseguire il tragitto a piedi e la città non è collegata molto bene con i mezzi pubblici.
Non si può fare 45 km in 1h10m. Già troviamo assurdo che per fare 45 km ci siano 17 fermate, figuriamoci metterci tutto questo tempo! Per non considerare gli aumenti subiti negli ultimi mesi senza alcun miglioramento dei servizi (anzi..) ed in condizioni di viaggio del tutto inadeguate su treni datati (per fare un complimento) e sporchi; in inverno spesso e volentieri il riscaldamento non funziona così come d’estate non funziona l’aria condizionata, senza parlare del fatto che quando piove bisogna continuare a tenere l’ombrello aperto anche dentro le carrozze per evitare di bagnarsi.
Ultimamente bisogna ritenersi fortunati solo per il fatto che arriviamo a destinazione, negli ultimi tempi le carrozze hanno già preso fuoco due volte.
Possiamo ancora continuare a descrivere i pessimi mezzi di trasporto che spesso hanno porte che non si aprono, facendo perdere la fermata ai viaggiatori, finestrini bloccati (aperti o chiusi), cestini porta rifiuti mancanti che comportano maggiore sporcizia oltre a quella già presente, bagni inavvicinabili e sedute scomodissime in legno semplicemente rivestito di stoffa.
Capiamo che in periodi di crisi economica e di tagli siamo tenuti tutti a fare sacrifici, solo che qui abbiamo fatto solo sacrifici senza mai avere un miglioramento e siamo stanchi di questi viaggi estenuanti.
In attesa di una Vostra risposta in merito e di un pronto intervento, porgiamo cordiali saluti.

Il gruppo di pendolari
Alessia Lanzini
Bronchi Paola
Ester Ieraci
Stefania Brezzi
Veronica Martini
Guido Santini
Valentina Dini
Elisa Perini
Laura Perini
Veronica Teghini
Silvia Nocchi

Con la presente vorrei unirmi, supportandolo completamente, al gruppo di persone che hanno scritto, nei giorni scorsi, una lettera di protesta in seguito all’ennesima “innovazione” nel trasporto pubblico della tratta Pratovecchio-Stia – Arezzo riguardante una revisione degli orari che, di fatto, ha comportato un allungamento ulteriore del tempo di viaggio.
In particolare vorrei segnalare, oltre a quanto già citato nella lettera in oggetto che, ripeto, condivido pienamente, il quasi regolare ritardo dei treni rispetto all’orario previsto, fatto questo che non garantisce, ad esempio, di prendere una coincidenza per altre destinazioni o di rispettare un appuntamento.
Personalmente da quest’anno non utilizzo più il treno che parte da Stia intorno alle 6.30 (il cosiddetto “treno degli studenti” perché utilizzato dai ragazzi casentinesi che frequentano le scuole ad Arezzo) dal momento che si tratta di un mezzo vecchio e fatiscente (a meno che non sia stato cambiato nell’ultimo anno) che, addirittura, non ha più le chiusure dei finestrini per cui è impossibile tenerli chiusi se non legandoli con la tenda parasole! Assicuro che, soprattutto d’inverno, non è un bel viaggiare… Potendo permettermi di entrare entro le 9.30 posso scegliere di utilizzare il treno successivo, ma tante persone meno fortunate di me (studenti e lavoratori) non possono farlo.
Negli ultimi anni i nostri amministratori hanno (giustamente vorrei dire) sbandierato la necessità di incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico con tante e condivisibili motivazioni. Il problema, vorrei sottolineare, non è la gente che preferisce la macchina, sono i mezzi pubblici che non costituiscono una valida alternativa!
Cordiali Saluti

Barbara Strillozzi