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mercoledì, 14 Ottobre 2026

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La Giogana su due ruote, in bici sul crinale tra il Passo della Calla e l’Eremo di Camaldoli

di Marcello Bartolini – Si parte da Stia, dal parcheggio del Palagio Fiorentino, uno dei punti più riconoscibili del paese, da qui si esce senza particolari difficoltà e si prende in direzione Papiano, con un primo tratto che permette di trovare il ritmo prima che la strada inizi a salire in maniera più decisa. Superato Papiano si entra nel vivo della salita verso il Passo della Calla, è una salita lunga e regolare, senza strappi particolari, che si sviluppa quasi interamente all’interno del bosco. Il fondo è sempre buono e la pendenza costante permette di gestire lo sforzo senza particolari difficoltà, anche se la lunghezza impone un minimo di continuità e non concede veri momenti di recupero.

Salendo si resta immersi nella faggeta, con la strada che si sviluppa in maniera lineare e senza cambi di ritmo improvvisi, è una di quelle salite che si fanno con il proprio passo, senza dover forzare, ma mantenendo sempre una buona continuità fino alla cima.

Raggiunto il Passo della Calla si svolta a destra imboccando la Giogana, abbandonando l’asfalto per entrare su fondo sterrato, da qui il giro cambia ritmo e la progressione diventa meno lineare, con un’alternanza di tratti più scorrevoli e altri in cui è necessario rilanciare.

Dalla Giogana al Giogo Seccheta il tracciato è un continuo saliscendi che si percorre interamente pedalando, si resta all’interno della faggeta, con il bosco che chiude quasi completamente il paesaggio e lascia solo a tratti qualche apertura da cui si possono intravedere la Romagna da un lato e il Casentino dall’altro. Sono aperture brevi, ma sufficienti a dare un riferimento e a capire dove ci si trova lungo il crinale. Sulla Giogana il bosco si apre solo a tratti, ma sono quelli che danno il senso del giro.

Raggiunto il Giogo Seccheta si svolta a destra imboccando il sentiero della via dei Legni, la discesa non presenta pendenze particolarmente elevate tranne che in pochi punti specifici, il fondo irregolare richiede attenzione e non permette di lasciar correre troppo la bici. È un tratto da affrontare con un minimo di prudenza, scegliendo bene la linea e mantenendo sempre il controllo del mezzo.

Terminato il tratto sterrato si ritrova l’asfalto e si svolta a sinistra in direzione Eremo che non viene raggiunto direttamente, ma con una breve deviazione è possibile arrivarci e godere della sua pace. Si prosegue quindi verso Camaldoli e, prima di raggiungere l’incrocio principale, sulla destra si imbocca la strada per Asqua.

Da qui inizia un tratto sterrato in discesa che poi diventa salita fino a Casalino, con un fondo generalmente scorrevole, ma da affrontare comunque con attenzione. Raggiunto Casalino si scende verso Pratovecchio e, una volta attraversato l’abitato, si rientra a Stia.

Un giro certamente non facile che richiede un buon allenamento e padronanza della bici, ci sono alcuni tratti tecnici dove è consigliabile non commettere errori, meglio scendere che rischiare una caduta.

Per il resto si tratta di un percorso immerso nel verde, che permette di godere appieno della natura che il Casentino riesce ad offrire in ogni stagione.

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