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lunedì, 8 Giugno 2026

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«La Nostra Storia Camminando» I cartelli che spiegano il Casentino #15: il ponte romano di Arcena

di Giorgio Innocenti Ghiaccini – Esattamente in fondo Pollino a Bibbiena, due strade romane, quella di Camaldoli e quella di Serra, poi chiamate Romee, si congiungevano in capo al ponte di Arcena sulla sponda sinistra dell’Arno per attraversarlo e raggiugere l’antica pieve di Arcena e lo spedale di Montione poi (Casa Fraternita). Il ponte aveva quattro arcate in pietra.

Vedi il disegno, a lato del 1766, che è di Ferdinando Morozzi. È fatto in scala di braccia fiorentine e ci consente, in maniera non troppo precisa, di determinarne la lunghezza pari a circa 70 metri. Questo ponte di Arcena doveva essere molto appariscente da influire sulla toponomastica locale che deriva dai suoi archi.

È certamente probabile che l’etimologia del nome della località derivi dalla presenza sua perché una similitudine nel toponimo si trova anche nei pressi della Chiassa a nord di Arezzo dov’era un altro ponte lungo l’antica via Romana (SP 208) che costeggiava l’Arno “[…] pos. fra territorio de plebe S. Stefani sito Classe in casalem Arcina in avocabulo Prato […]” (Pasqui, Documenti per la storia di Arezzo, Vol. I,).

Un’altra località Arcena era il luogo di nascita di Alessandro Severo. Il Repetti (1833) ce la descrive così: “Questo nome che rammenta la patria (dell’imperatore) Alessandro Severo nato in Arcena città della Siria, trae probabilmente la sua etimologia da 4 archi di un antico ponte diruto, tuttora esistenti nel greto di destra dell’Arno di fronte al poggio di Bibbiena, là dove si scarica il torr. Vessa”.

Si può notare che il ponte del disegno non è più percorribile e ormai in fase di crollo. Gianfrancesco Gamurrini (fine ‘800) lo definì: “Alle radici del colle di Bibbiena, presso la confluenza del torrente Vessa, esisteva un antico ponte romano” (Gamurrini, archivio, carteggio). Esattamente come riportato nella Carta archeologica di David Diringer. Molti sono i documenti del Regesto Camaldolese che lo ricordano.

La sua posizione, con l’incontro di queste vie sulla sponda sinistra dell’Arno, è ben descritta in un atto del Regesto Camaldolese dell’anno 1147: “[…] pos. iusta fluvium Arni in l. Tribio al Fornello in capite pontis […] (posto vicino al fiume Arno in località Trivio al Fornello in capo al ponte). Il Toponimo “Tribio” o Trivio indicava l’incontro di tre strade. Fornello era il nome antico di Pollino (ancor oggi la casetta che si trova, lì nei pressi, tra la regionale e la ferrovia e nel Catasto Leopoldino (1825) si chiama: Fornace.

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