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lunedì, 16 Febbraio 2026

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La scuola con il castagno nel cortile

di Eleonora Boschi – Nel piccolo paesino di San Piero, nel comune di Ortignano-Raggiolo, c’è una scuola immersa nel verde, con un grande castagno nel giardino, che si distingue da tutte le altre per il metodo attento che cerca di rendere il servizio scolastico accessibile e adeguato a tutti. Marcella Acuti, insegnante della scuola primaria di San Piero e fiduciaria del plesso dal 2015, ci racconta l’atmosfera familiare che riscalda i corridoi della piccola scuola del paese, dove insegna dal 2009.

Può raccontarci come funziona l’organizzazione della scuola materna ed elementare di San Piero? «Possiamo dire che la scuola primaria di San Piero è unica nel suo genere; il tempo pieno nelle scuole primarie solitamente è di 8 ore e quindi termina alle 16:00 del pomeriggio, ma nella nostra scuola si estende alle 17:00. L’idea di un tempo pieno così è nata nel 2006 grazie all’interesse dell’azienda Miniconf che, insieme alla preside di allora, la Dr.ssa Gabiccini, hanno dato inizio al tempo pieno fino alle 17:00 per andare incontro alle esigenze delle famiglie (inizialmente dei dipendenti della Miniconf e col tempo di tutto il territorio) e per impedire che la scuola chiudesse. Quando è iniziato il tempo pieno, la nostra scuola contava solo 24 bambini; negli anni, però, la scuola è cresciuta (oggi abbiamo 79 alunni) cercando di rispondere alle esigenze di un territorio in cui i genitori necessitano di un luogo sicuro in cui i propri figli possano stare insieme e imparare serenamente mentre loro sono a lavoro. Se, nei primi anni, la nostra scuola era frequentata solo da bambini del paese, ad oggi non possiamo dire lo stesso; infatti, oggi accogliamo bambini da tutto il Casentino.

Le attività scolastiche iniziano la mattina alle 8 e finiscono il pomeriggio alle 17:00, ma da ormai tanti anni abbiamo anche un servizio finanziato da Miniconf di pre e post scuola tale per cui, gli alunni con particolari esigenze possono entrare alle 7:15 e uscire alle 17:15, un servizio che solo la nostra scuola vanta.

Passando più di 9 ore a scuola, i bambini durante la settimana trascorrono praticamente più tempo con noi che con le loro famiglie; questo aspetto alcune volte può spaventare, ma in realtà ciò ci permette di vivere in modo più tranquillo anche il calendario scolastico. Nonostante il tempo pieno, noi seguiamo lo stesso programma degli altri istituti, ma nel nostro caso abbiamo più ore da dedicare a ciascuna disciplina, permettendoci di potenziare e rivedere gli argomenti con tranquillità secondo le esigenze dei bambini. I benefici del tempo lungo diventano evidenti quando i nostri bambini vanno alle scuole medie, dove arrivano ben preparati e con grandi capacità organizzative. Ciò che cerchiamo di fare è spronarli sempre a ottenere da soli i loro risultati: i bambini lavorano con il nostro supporto e la nostra presenza, ma ciò che producono è sempre frutto loro perché sono i primi a mettersi in gioco e a fare del loro meglio.

A San Piero, i bambini in prima e seconda elementare non hanno compiti a casa durante la settimana, perché è giusto che trascorrano il loro tempo libero del pomeriggio con i famigliari e si riposino, ma dalla terza il sistema cambia leggermente. Gli ultimi tre anni, per insegnare loro un corretto metodo di studio e ad organizzarsi, invitiamo gli alunni ad avvantaggiarsi con i compiti per la settimana successiva, di modo da non sovraccaricarli nel weekend e per imparare a organizzare da soli il loro studio. Oggi, anche alle scuole primarie utilizziamo il registro elettronico dove scriviamo nel dettaglio tutte le attività che svolgiamo, ma è comunque importante che i bambini abbiano dei compiti a casa per poter rendere partecipi i genitori dei loro miglioramenti e permette ai bambini di ricevere un riscontro anche da loro.

Essendo un’insegnante della scuola primaria, su quella dell’infanzia posso dire meno. La scuola si trova vicino a noi e abbiamo i giardini confinanti, quindi i bambini dell’infanzia vengono spesso nel nostro plesso per fare motoria o a salutare il fratello/sorella maggiore, quindi per un bambino che frequenta la scuola materna da noi e prosegue il percorso primario a San Piero è più facile fare il passaggio, perché conosce già le maestre e segue quindi una strada già conosciuta».

Secondo lei, quali sono i punti di forza del modello adottato a San Piero? «Sicuramente uno è la possibilità di avere più ore da dedicare alle discipline: come anticipato prima, ciò ci permette di affrontare con tranquillità ogni materia seguendo le esigenze della classe. Un altro è che la nostra scuola è immersa nel verde: abbiamo un bel giardino che ci permette di fare delle uscite per potenziare ciò che trattiamo in aula, toccando con mano colori, sapori e odori che difficilmente si replicano fra i banchi. Inoltre, a San Piero si respira una bella atmosfera familiare: i bambini trascorrono tante ore a scuola e si crea così un bel rapporto sia fra di loro che con noi insegnanti, che talvolta diventiamo anche confidenti, ascoltando i loro pensieri e bisogni. Facendo il tempo lungo, abbiamo anche una mensa dove il cibo viene cucinato proprio dentro la scuola, ricreando quegli odori di casa che difficilmente sono presenti in una scuola.

Un altro punto a favore è sicuramente avere delle classi con un numero ridotto di studenti: quest’anno la classe più numerosa ha 22 bambini, ma solitamente abbiamo classi di 15/17 alunni e questo permette di avere un’attenzione maggiore verso il singolo, assicurandoci che ci sia sempre un clima sereno».

Che ruolo ha la Miniconf nel sostenere la scuola? In che modo l’azienda collabora e contribuisce alla vita scolastica? «La Miniconf ha un ruolo primario nella nostra scuola. Come già detto, è grazie alla Miniconf e alla Dirigente Gabiccini se la nostra scuola è ancora aperta e questo ha inevitabilmente portato benefici anche al paese: tanti giovani, negli ultimi anni si sono trasferiti a San Piero consapevoli che c’era un servizio scolastico funzionale.

Attualmente, abbiamo un asilo nido, una scuola materna e una scuola primaria, ma l’Amministrazione sta provvedendo anche alla costruzione di un nuovo nido. Grazie a queste iniziative, anche il territorio ha iniziato a percepire la scuola come importante centro di aggregamenti, perché è grazie ad essa che il paese non si è spento. In tutto questo, la Miniconf continua a sostenerci ancora oggi: il progetto di anticipo e posticipo dell’orario scolastico è finanziato da loro, un progetto musicale e un altro di attività manuali sono ugualmente finanziati dall’azienda che continua a dare un grande contributo alla scuola e ascolta attentamente le richieste. Inoltre, quest’anno Miniconf si è resa disponibile anche a finanziare le nostre uscite a teatro. Non avendo un pulmino, è sempre stato difficile organizzare delle gite nel territorio, ma Miniconf ci supporta anche in questo e ci sentiamo davvero fortunati per l’attenzione che Giovanni Basagni ha verso la nostra scuola».

Secondo lei, il tempo pieno può essere una risposta concreta alle esigenze delle famiglie e al miglioramento dell’offerta educativa in zone come il Casentino? «La nostra esperienza è molto positiva. Credo che siano molte le famiglie che avrebbero bisogno di un servizio come il nostro. Anche la scuola del Corsalone offre un servizio a tempo pieno ed entrambi i plessi, accolgono bambini provenienti da tutto il Casentino: molte famiglie che lavorano alla Miniconf che non vivono a San Piero, ad esempio, scelgono di iscrivere qui i propri figli.

Credo quindi che alcune famiglie trarrebbero grande beneficio da un’estensione del tempo pieno, anche se è difficile riuscire ad accontentare tutti. Ci fa piacere però sapere che chi ha provato questa esperienza spesso la racconta in modo entusiasta e la “pubblicizza” spontaneamente, segno che i bambini stanno bene e che i genitori sono soddisfatti.

Molti apprezzano anche il fatto che il sabato i bambini siano liberi: possono così godersi il weekend in famiglia, senza il peso dei compiti (come nel nostro caso). I compiti, infatti, non sono un obbligo rigido nella nostra scuola: vengono proposti come esercitazioni consigliate, e se in un fine settimana un bambino non riesce a farli non è un problema. Il nostro obiettivo è collaborare con le famiglie per aiutare i bambini a crescere. Se in certi momenti i compiti sembrano troppi, siamo sempre disponibili a rivedere insieme la quantità: crediamo sia importante dare qualcosa, ma senza esagerare».

Se potesse riassumere in tre parole la scuola di San Piero, quali sceglierebbe? «Direi accoglienza, solarità e senso di appartenenza. Noi insegnanti facciamo lo stesso orario delle colleghe delle altre scuole, ma alterniamo mattine e pomeriggi, quindi passiamo molto tempo con i bambini e li conosciamo in tante sfaccettature. Il fatto di trascorrere insieme così tanto tempo ci permette di creare un legame profondo: la scuola diventa quasi una seconda casa. Siamo affezionati a ogni dettaglio, e il nostro obiettivo è far vivere ai bambini un’esperienza serena e positiva».

Dopo il racconto che Marcella ci ha fatto della scuola di San Piero, non ci aspettavamo parole diverse per descriverla. Un luogo che sembra trapelare davvero un senso di appartenenza e comunità, valori che oggi sembrano passare spesso in secondo piano. È bello, e fa ben sperare, sapere che in Casentino c’è una scuola in cui si insegna anche questo: a volersi bene, ad affidarsi alle persone che ci circondano e a viversi le giornate senza il vortice frenetico che oggi ci trascina fin da piccoli.

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