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martedì, 16 Dicembre 2025

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Lista di Comunità, Bibbiena: «Vergogna in consiglio comunale: il sindaco e la maggioranza bocciano l’educazione al rispetto e scelgono il silenzio»

Con un voto cinico e incomprensibile, è stata bocciata la mozione presentata da Lista di Comunità che proponeva l’istituzione di un ciclo di incontri, organizzati dal Comune, sull’educazione sessuo – affettiva, al consenso e al rispetto di genere, rivolti ai ragazzi nella delicatissima fascia di età 8-13 anni e ai loro genitori.

Da parte nostra non si trattava di un capriccio politico, né di una sterile iniziativa ideologica. Era un’iniziativa di civiltà, un’azione concreta per rispondere a un’urgenza sociale che tutti vediamo quotidianamente sulle pagine di cronaca: la necessità di fornire ai nostri pre-adolescenti gli strumenti per comprendere il proprio corpo, stabilire confini, imparare il significato fondamentale del consenso e respingere ogni forma di discriminazione e violenza basata sul genere.

E la risposta della maggioranza? Un NO secco, motivato da argomentazioni francamente inaccettabili.

Il Sindaco e i suoi consiglieri hanno giustificato la bocciatura della mozione affermando che l’educazione a questi temi sarebbe “competenza esclusiva della scuola” e che un’iniziativa promossa dal Comune sarebbe un atto di “arroganza“.

Arroganza? Arrogante è chi si volta dall’altra parte!

Questa è una motivazione qualunquista e “di comodo”. Affermare che un tema così vitale e trasversale debba essere confinato tra le mura scolastiche è una comoda scusa per non assumersi la responsabilità politica e morale che spetta a chi governa la comunità. Di fronte all’aumento del bullismo, della violenza di genere e della confusione che i social media riversano sui giovanissimi, l’immobilismo del Comune non è prudenza: è complicità nel silenzio.

L’opposizione ha ribadito con forza un concetto fondamentale, ignorato da chi siede in maggioranza: il Comune non solo può, ma ha il dovere preciso di affiancare le famiglie e le istituzioni scolastiche.

Un’Amministrazione ha la responsabilità del benessere dei suoi cittadini, e questo include l’offrire supporto, strumenti e luoghi di confronto per le famiglie che si trovano ad affrontare sfide educative sempre più complesse, spesso senza avere le competenze per farvi fronte. Il ciclo di incontri proposto non intendeva sostituirsi alla finalità educativa della famiglia, bensì rafforzarla, offrendo mediatori e specialisti che potessero dialogare sia con i ragazzi che con i loro genitori.

Non è arroganza, è cura della comunità” affermano i consiglieri di minoranza. “Rinunciare a questo è un atto di indifferenza. Significa accettare passivamente che i nostri figli crescano senza bussole etiche, lasciati soli di fronte a una realtà complessa che richiede risposte chiare e supportate dalle istituzioni.”

Il 6 novembre non è stata bocciata una semplice mozione; è stata bocciata una visione di comunità aperta, inclusiva e responsabile. Il Sindaco e la sua maggioranza hanno preferito trincerarsi dietro la burocrazia e le scuse di competenza, scegliendo l’immobilismo per paura di affrontare temi ritenuti scomodi.
Una bocciatura che arriva, per giunta, a pochi giorni dal 25 Novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Una giornata che vedrà, anche stavolta e inevitabilmente, i soliti proclami dai facili consensi, dimenticandosi quanto siano le azioni, ancora una volta, a fare la differenza.

Con questo rifiuto si è perso, per l’ennesima volta, l’opportunità di investire concretamente nel futuro e nella prevenzione. Chi ha votato contro questo provvedimento deve ora assumersi la piena responsabilità di aver lasciato i nostri ragazzi e le loro famiglie senza un supporto istituzionale importante, sulla scia di quanto invece stanno già facendo molti altri Comuni, che avevamo portato ad esempio e che evidentemente non si sono posti il problema del loro “essere arroganti” ma hanno preferito investire sulla crescita dei cittadini più giovani.

La comunità ricorderà questo rifiuto, l’ennesimo segno di un’Amministrazione che parla di famiglia, ma poi la abbandona nei momenti di maggiore necessità.

‍Lista di Comunità, Bibbiena

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