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mercoledì, 22 Settembre 2021

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La seconda estate

di Matteo Bertelli – La seconda estate in emergenza sanitaria – per chi ci crede, per gli altri, vedetela un po’ come volete… – è ormai alla sua conclusione ed è arrivato il momento di fare un bilancio di tutto quello che è successo.

Peggiora, di anno in anno, la situazione climatica: intorno a Ferragosto era impossibile trovare un posto fresco nemmeno tra i monti di Badia Prataglia. Gli stessi monti che hanno ospitato, di nuovo, i militanti di Forza Nuova. Un punto su cui ci sarebbe da discutere, per non parlare di politica, che quella fa innervosire e crea barricate, almeno per quanto riguarda assembramenti e simili. Per quanto teniamo a ricordare che certe manifestazioni di affetto verso determinate glorie passate non appartengono, per fortuna, alla presa di posizione nel dibattito politico e democratico, in quanto completamente fuori da ogni previsione costituzionale.

Al netto di questi caldi e degli estremismi, rimane la questione Covid, tanto per non farsi mancare nulla che possa essere trasformato in arma da complottisti o negazionisti. Tra No-Covid, No-Vax e altre degenerazioni della libertà di pensiero, anche il Casentino non poteva uscirne indenne, in quanto terra di benpensanti.

Basta mettere il muso fuori dalla propria tana per scoprire che esistono migliaia e migliaia di pensieri contrastanti sull’attuale situazione: c’è chi si vaccina e continua ad indossare la mascherina quando entra nei bar, c’è chi grida allo scandalo, chi al complotto e c’è, infine, chi ancora non ci crede che questo Covid esista veramente, recuperando i libri da cui aveva studiato quando c’era da parlare di scie chimiche e sbarchi sulla luna.

Lungi dal sottoscritto voler sminuire il pensiero altrui, ma come disse un certo Martin Luther King – con una frase abusatissima che andrebbe un attimo presa in considerazione, ma non è questa la sede adatta – “la mia libertà finisce dove comincia la vostra”.

Se vogliamo fare gli estrosi, possiamo aggiungere anche la famosa citazione di Evelyn Beatrice Hall, erroneamente attribuita a Voltaire, sulla voglia di combattere per le idee degli altri, che è sempre un evergreen. Green. Come il green pass. Il mostro che sta incombendo come minaccia sulle libertà personali di tutti noi. L’idea di un governo, di una dittatura sanitaria, perfetta per stanare chi ha capito tutto, i dissidenti, quelli che non ci stanno.

E, infatti, in tanti non ci stanno. Basterebbe forse farsi un vaccino, per chi vuole, o, comunque, un tampone a spese proprie. Ma no, è molto più comodo far pesare le proprie decisioni di boicottaggio al governo su chi invece crede realmente che un problema ci sia e che sia in corso una pandemia.

Lasciando da parte le frecciatine, non è corretto. Non è corretto vedere ristoranti nostrani che ti fanno sedere al coperto senza nemmeno chiederti di esibire il green pass (obbligatorio!).
È più comodo? Si.
È corretto? No.
Porta qualcosa ai ristoratori?
Forse tre coperti in più da parte di chi non si è voluto vaccinare, ma anche tanti coperti in meno da parte di chi ha paura di trovarsi accanto uno che, con un colpo di tosse, manda all’altro mondo il nonno ultra-ottantenne che sta mangiando un bel piatto di pici al cinghiale.

E i ragazzi? Diamo sempre la colpa a loro, ma sappiamo realmente come la pensano? Fatevi un giro di chiamate, contattate tutti i ventenni che conoscete. Quanti di questi sono senza vaccino? Si, alcuni non ci credono e sono stati obbligati o dalla famiglia o dalle imposizioni dello Stato (in vacanza poi non ci vai, o, se ci vai, quando torni ti fai una bella quarantena perdendo, magari, il lavoro). Ma ispirano fiducia. Girano le scatole per le discoteche, per i tavolini distanziati in Pratello, per le vacanze in Riviera a divertimento dimezzato? Si. Ma c’è la speranza in un mondo migliore se ci affidiamo ad una generazione che si informa non soltanto su Facebook, guidati dall’algoritmo del quiz “indovina che personaggio di Happy Days sei”.

Non ne siamo fuori, non lo siamo mai stati, probabilmente, da prima di marzo 2020 – tanto per dar fiato a qualche complottismo ulteriore –. E allora dove sta la sicurezza che in tanti mettono in mostra?

Siamo stanchi. Tutti.
Anche chi non ha mai amato la vita mondana adesso sta pregando, a discapito di quanto molti meme dicano, che riaprano le discoteche per prendere un quattro bianchi alla fragola o un angelo azzurro come faceva nel 2006.

Quest’estate, forse più della scorsa, abbiamo respirato un po’ di libertà. Non tanta come quella cantata da Jovanotti nel tiepido 2017, ma non ci possiamo veramente lamentare, forse. Lo dico, più che altro, in vista di una possibile chiusura d’autunno, magari indirizzata solo a quelli che non hanno una scusa plausibile per avere un bel foglio verde.

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