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lunedì, 16 Febbraio 2026

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Le radici del futuro

di Eleonora Boschi – Dal 28 al 31 agosto si terrà nelle nostre foreste la sesta edizione de “Le radici del futuro: scoperta e cura dell’ambiente. Abitare le terre di mezzo”, un convegno dedicato alla scoperta della natura, che ha per protagoniste le nostre foreste (ma non solo) e ciò che le circonda.

Dietro le quinte di questi incontri, camminate e momenti di riflessione c’è anche Don Gianni Marmorini, che ci ha raccontato come è nato questo convegno e cosa ci aspetta quest’anno. «L’idea è nata durante un cammino spirituale. Da molti anni la comunità di Papiano, «Papiano Insieme», si ritrova periodicamente per leggere insieme la Bibbia. Durante questi incontri si è sviluppata una grande sensibilità verso l’umano e verso la natura in cui abitiamo. Anche le sacre scritture ci invitano a “coltivare e custodire” ciò che ci circonda, ed è in queste parole che è racchiusa la custodia del creato. La nostra attenzione al mondo è quindi stimolata da questa parola. Dato che la nostra comunità è ormai abbastanza conosciuta, nel 2020 è nata l’idea di organizzare qualcosa di speciale nelle nostre foreste.

Quello fu l’anno del Covid, ma dato che l’evento era previsto per l’estate e all’aria aperta, riuscimmo comunque a farlo lo stesso. Fin da subito seguimmo un doppio filone: la parola e la camminata in foresta, arricchita dalla presenza degli esperti del parco. Difatti, ci siamo appoggiati fin da subito al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e a tutti coloro che ci lavorano, che ci hanno sempre supportato e aiutato.

Con il passare degli anni, l’idea che avevamo si è ampliata e trasformata e oggi affronta diversi temi, con l’obiettivo di unire l’interesse locale con degli aspetti più generali che riguardano il mondo intero. Nelle scorse edizioni, abbiamo infatti parlato delle coltivazioni antiche del Casentino, per esempio, ma anche dei problemi che sta affrontando la vegetazione delle foreste Amazzoniche. Inoltre, un tema che si è ripetuto negli anni, è quello del clima e della crisi climatica che stiamo affrontando, essendo comunque un argomento collegato alla natura che ci circonda.

L’anno scorso, per affrontare questo tema, ha partecipato telematicamente (per questioni ambientali – per ridurre il suo impatto nell’ambiente cerca di limitare il più possibile gli spostamenti) anche il climatologo Luca Mercalli, con il quale abbiamo parlato anche degli aspetti economici legati al mondo della foresta che, con l’aumento della crisi climatica sono in crescita. “Le radici del futuro» nasce con l’obiettivo di riavvicinare le persone alla foresta, al bosco, per aumentare la conoscenza di questo mondo meraviglioso facendo tesoro il più possibile delle voci e conoscenze di esperti locali.

Dallo scorso anno, visto il grande interesse verso questa iniziativa, ci siamo affidati a figure professionali, richiedendo una direzione scientifica e alzando l’asticella dell’evento, invitando ospiti abbastanza famosi. Ciò nonostante, l’autenticità del luogo non viene mai meno, così come l’attaccamento a persone emergenti ed esperte. Un binomio costante di questo convegno è quindi “Locale e Generale”; l’ anno scorso, per esempio, ha partecipato anche il professore e antropologo Dipak Pant, uno studioso che gira il mondo cercando di capire come le comunità primitive si integrano con la società in evoluzione che le circonda. Quest’anno, ad aiutarci e a organizzare gli eventi ci sarà Luigi Torreggiani, perito agrario e giornalista che collabora con la Compagnia delle Foreste e scrive articoli per varie riviste, fra cui Sherwood.

L’idea è quella di preservare la bellezza della diversità e questo comporta anche includere e accogliere pensieri e visioni diverse. Persone esterne ed esperte nel settore ci permettono di migliorare continuamente portando nuovi spunti e riflessioni. Il programma di quest’anno, come sempre, prevede anche due camminate, una di queste sarà un po’ più impegnativa a livello fisico, l’altra invece è più tranquilla per permettere a tutti di partecipare. Entrambe le camminate prevedono la presenza di circa 5 guide ambientali che animano la camminata fornendo spiegazioni e curiosità. Solitamente, sono previste 3 tappe in cui ci si ferma tutti insieme e si affronta il tema principale della giornata.

Negli anni precedenti, i convegni hanno sempre prestato più attenzione al mondo vegetale che a quello animale; con il tempo però abbiamo capito che ciò che conta è la biodiversità, anche nella sua accezione filosofica. La natura ci insegna che la foresta più resistente è quella più ricca di biodiversità. Questo dovrebbe insegnarci che anche la biodiversità umana è importante, ma invece viviamo ancora in un contesto in cui tendiamo a ghettizzarci e ad annientare le diversità. Questa biodiversità ci insegna l’importanza delle connessioni. I nostri incontri vogliono aiutarci a prendere coscienza di come tutti gli elementi della foresta, alberi, cespugli, piante, siano collegati fra di loro: non c’è una vita singola ma una vita d’insieme. Tutto è connesso e tutto è insieme. E questo insieme è formato da tanti elementi diversi. In natura alberi diversi comunicano, si aiutano, trasmettono sostanze importanti per altre piante è un mistero di gioia e bellezza unica che l’uomo deve imparare ad apprezzare e rispettare.

L’obiettivo primario di questa iniziativa è quindi la conoscenza e gli effetti della conoscenza: maggiore attenzione, sensibilità e aiuto a vivere la nostra vita e a rispettare il creato. L’obiettivo è quello di far conoscere come funziona la foresta, cosa è un albero, come fa a crescere e che sia proprio questa conoscenza a far nascere le idee, l’affetto, la cura, l’amore verso ciò che ci circonda. Una cosa che ci ha fatto molto piacere è stato notare che negli ultimi anni sempre più persone del posto hanno partecipato al convegno. Mentre nei primi anni erano più le persone provenienti da fuori, le ultime edizioni hanno riscosso grande successo anche fra gli abitanti della nostra vallata e questo ci riempie di gioia».

Don Gianni Marmorini conclude questa nostra chiacchierata ringraziando le Amministrazioni comunali, il Parco delle Foreste Casentinesi e l’Unione Dei Comuni che in tutti questi anni sono sempre stati molto disponibili e aperti all’iniziativa. Per partecipare a questi incontri ricchi di emozioni e conoscenza, è necessario prenotarsi mandando un’email all’indirizzo: papianoradicifuturo@gmail.com. Per partecipare è richiesta una quota di iscrizione che comprende assicurazione, le guide ambientali durante le due escursioni e il pranzo della domenica a Papiano per concludere questi tre giorni di scambi ed emozioni.

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