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lunedì, 28 Novembre 2022

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Liberi di sorridere

di Francesca Maggini – Il rientro in classe a settembre 2022, ha significato anche un lento ma prezioso ritorno alla normalità. Dopo due anni nei quali la scuola aveva profondamente vissuto il peso della pandemia, le nuove linee guida hanno notevolmente abbassato la guardia in tema di Covid e ciò ha permesso, un po’ a tutti i livelli e, ovviamente, anche nell’ambito scolastico, l’applicazione di restrizioni molto meno dure e incisive per la vita degli studenti all’interno delle scuole.

In questo lento ma continuo ritorno alla quotidianità i ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, stanno finalmente respirando aria di normalità, del resto nella scuola, come nel lavoro e nella vita di ogni giorno, c’era tanto bisogno di tornare a vivere senza troppe restrizioni, evitando quel senso di fragilità e paura che per due anni ha fatto da spartiacque tra la vita prima del Covid e la vita durante la pandemia. L’Istituto Superiore di Sanità, con il Ministero della Salute e quello dell’Istruzione, nel mese di agosto hanno pubblicato un documento con le linee guida che, poi, hanno coinvolto tutti gli aspetti operativi con l’applicazione di regole valide per tutti gli Istituti Scolastici. C’è comunque da precisare che, ancora oggi, rimane in vigore un doppio livello di misure, uno più leggero (se la situazione rimane stabile) e uno ben più severo caratterizzato da ulteriori misure e limitazioni, qualora ci fosse un significativo aumento dei contagi.

L’aspetto più importante riguarda senza dubbio il rientro tra i banchi scolastici senza mascherine e senza DAD, sicuramente un aspetto molto eclatante dopo questi due anni di pandemia nei quali le nostre abitudini sono notevolmente cambiate. Per quanto concerne le mascherine è quindi decaduto l’obbligo di indossarla sia per gli studenti che per il personale scolastico, la misura è rimasta valida solo per docenti, personale Ata e studenti a rischio di sviluppare forme severe di Covid. In questi casi, infatti, rimane fortemente raccomandato l’uso di mascherine ffp2. Gli ambienti scolastici vengono coinvolti in una sanificazione ordinaria (periodica) e una, detta straordinaria, che si attua solo in presenza di uno o più casi confermati di Covid.

Sarà sempre garantita, senza sintomi di febbre e senza tampone positivo, la presenza a scuola, nel senso che gli studenti potranno andare a scuola anche con il raffreddore, infatti le lezioni per studenti con sintomi respiratori di lieve entità, ma senza febbre, si svolgeranno regolarmente in presenza (dovranno comunque indossare una mascherina chirurgica o ffp2). Resta il fatto che gli studenti positivi al Covid o quelli che presentano marcati sintomi compatibili con il virus, come febbre, mal di testa, tosse, raffreddore, vomito; non potranno prendere parte alle lezioni e potranno rientrare solo quando le condizioni fisiche lo permetteranno. Non sono previsti controlli per l’accesso alle strutture, il buon senso e il rispetto di sé stessi e degli altri rimane un elemento fondamentale insieme ad una super consigliata igienizzazione delle mani e a ricambi d’aria frequenti.

Niente più didattica a distanza né quarantena, se si dovesse riscontrare a scuola un caso di positività al Covid-19, la persona contagiata verrà ospitata in una stanza dedicata o in un’area di isolamento. I contatti stretti seguiranno le indicazioni valide in tutti gli altri ambiti, cioè autosorveglianza per dieci giorni con l’obbligo di indossare una mascherina ffp2. L’eventuale assenza da scuola sarà trattata come una normale assenza. Tutti questi aspetti tecnici e pratici racchiudono in sé un significato ben più profondo, considerato che uno dei più gravi problemi del Covid sia stato la mancanza di socialità e di quella preziosa quotidianità nella quale i nostri ragazzi crescono, facendo esperienze e confrontandosi con il mondo che li circonda.

Questo tanto sperato ritorno alla normalità ha permesso di rivedere volti e sorrisi ormai dimenticati, tornare a guardarci in viso, a sederci più vicini riprendendo attività e abitudini che avevamo dovuto mettere da parte. Rivivere senza troppi timori gli incontri con gli amici e poter godere, in ambito strettamente scolastico, dell’intervallo e dell’accesso alla mensa, sono tornati ad essere piccoli ma preziosi momenti di socializzazione, confronto e vita tra gli studenti. Questo prezioso ritorno alla vita collettiva, alla condivisione del tempo, dello spazio e delle esperienze ci permette di lasciarci finalmente alle spalle quella dimensione aliena caratterizzata dalla perdita dell’integrità sociale.

Purtroppo resta ancora un’incertezza su quello che sarà e la ferita della pandemia è ancora aperta. Il Covid ha portato morte, ansia, paura e tanta disperazione ma il vivere serenamente questa quotidianità offre a tutti una nuova prospettiva e una spinta positiva per guardare al futuro. Probabilmente dovremo imparare a vivere con questo virus, abituamoci a farlo, rispettiamo le regole senza però rinunciare a vivere il nostro tempo!

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