L’articolo de “La Nazione”, con cui i cinque Sindaci chiedono ad unisono al Sindaco di Bibbiena di mettere in atto ogni azione necessaria per completare un’opera infrastrutturale di primaria importanza per l’intera vallata, del 10 agosto scorso, sul nuovo tracciato della strada, che attraversa la Ex Sacci, come sa bene il Sindaco Tellini, il Sindaco di Bibbiena non può fare nulla, anzi, è proprio il Sig. Tellini, amico del Sig. Ceccarelli, che avendo il maggior tracciato di territorio nel suo Comune, per realizzare l’opera ed accontentare i cinque Sindaci, potrebbe incidere fattivamente sul problema economico.
Sa benissimo il Sig. Tellini, quando dice: “La realizzazione della variante nel suo tracciato originario è già stata finanziata dalla Regione”, che è un FALSO!
Inoltre, si cerca di falsificare ancora la realtà dei fatti, dicendo che l’impossibilità del proseguo della variante è a causa della situazione della ex Sacci: è FALSO!
Ribadisco ancora una volta, tutto documentato da atti esistenti (Provvedimento Dirigenziale n. 45/EC del 08/03/2013 dell’Amm.ne Prov.le Arezzo – indirizzato a: Comune Bibbiena e Chiusi Della Verna, ARPAT Arezzo, Prefetto Arezzo, Regione Toscana Direzione Generale Politiche Territoriali ed Ambientali e Azienda USL 8), che nell’area ex Sacci NON vi sono rifiuti tossici, che l’area è stata completamente bonificata, che al sottoscritto è da 26 anni che gli viene impedito di fare alcunchè su un territorio che poteva dare uno sviluppo socio-culturale e commerciale a tutta l’area del Casentino, pensando di essere sempre protetti e sino ad ora, questi signori lo sono stati!
Se il Sig. Tellini mi vuole accompagnare dentro la Ex Sacci e mi dice dove devo spazzare, sono disponibilissimo, ma ciò non ha niente a che vedere con l’esproprio, che la Regione Toscana dovrebbe esercitare, per poter eseguire un’azione rapida, come richiesto dai Sindaci.
Per quanto riguarda la salute pubblica, sarebbe importante per il Corsalone, che il Sindaco stesso, cioè il Tellini, smettesse di immettere reflui puzzolenti nel rio, che scorre attraverso la ex Sacci, finendo nell’Arno e, che, essendo “cacca”, oltre a provocare emissioni maleodoranti, come sa bene lui stesso, non si può fare, perché è vietato per legge. La proprietà, ha fatto svariate denunce: sono state tutte archiviate. Ultimamente ho parlato del problema sopraindicato con il Comandante delle Guardie Municipali di Bibbiena, Sig. Piantini, che è stato molto gentile, nell’affrontare la situazione.
Ritornando alla ragione per cui non è stata fatta la ristrutturazione dei dieci capannoni, che ho demolito nel suo Comune, bonificando tutta l’area, una volta che avete saputo che la ex Sacci l’avevo comprata io, voi avete cambiato il Piano, facendo un comparto, trasformando la situazione esistente. Facendo questo, non ho potuto civilmente realizzare l’opera, ero obbligato a rivolgermi ai “suoi Amici” ed il Sindaco non indugiò, a dirmi, che se davo, 3 – 4 – 5 milioni, come fosse ghiaia, ai “personaggi conosciuti”, come da lettera raccomandata da me inviata al Comune di Chiusi della Verna, dove protestavo per il modo corruttivo con cui venivo trattavo (nota R.R. del 05/10/2011), mi sarebbe stato permesso di realizzarla.
Per quanto riguarda l’esproprio, vedi la rotonda che viene costruita al Corsalone, viene fatto l’esproprio a €. 0,60 al mq., per un parcheggio asfaltato e che, con molta probabilità, i metri conteggiati, che dicono loro, non sono quelli reali, ma molti di più. In questa occasione, non ho contestato per il momento, per non fermare l’opera.
Sono le stesse persone, che a Subbiano mi hanno chiuso la strada davanti al mio capannone, spostando il progetto in una zona archeologica, dove venivano rinvenuti con la ruspa, scheletri e manufatti antichi, che un grande Professore del luogo, aveva scoperto e classificato.
A seguito del Provvedimento Dirigenziale n. 45 dell’Amm.ne Prov.le di Arezzo, che ho citato in premessa, parlai con il Sig. Tellini, se era possibile trovare un accomodamento e presentai un disegno a firma dell’architetto Mariottini, per poter avere l’autorizzazione necessaria, per trasformare l’area ex Sacci ed avere i titoli per eseguire l’opera. Non ebbi nessuna risposta.
Non dopo molto tempo, iniziarono ad uscire “giornalate” del Sig. Tellini ed ecco che appare il Sig. Mazzi, funzionario del Corpo Forestale dello Stato (Procura di Arezzo, gruppo specializzato in materia ambientale).
Venni chiamato al telefono la sera del 21/09/2016, da una persona che mi sembrava il Vice Ispettore Serafini e che mi disse che chiamava dalla Procura, per essere informato che la mattina seguente, mi dovevo far trovare presso il mio ufficio alle ore 8,00.
Fui sorpreso da tutto ciò, tant’è che la mattina aspettai invano dalle ore 8,00 alle ore 10,15, fino a quando si presentò il Vice Ispettore Serafini Gabriele, che conoscevo e mi notificò il Decreto di Sequestro Preventivo dell’area ex Sacci.
Subito dopo, mi recai immediatamente presso la ex Sacci e trovai il Sig. Mazzi, insieme a molti giornalisti della Provincia di Arezzo, nella mia proprietà, senza avermi chiesto il permesso di entrare. Il Sig. Mazzi, Ispettore Forestale, mi disse che il Colonnello della Forestale, che era lì presente, mi voleva parlare. Andai dietro al Sig. Mazzi ed il Colonnello mi domandò come mai avevo acquistato la ex Sacci. Io risposi, perché desideravo trasformare l’area in un polo socio-culturale e commerciale. Sapevo che stavo subendo un’ingiustizia e pertanto al Colonnello iniziai a cantargli “Fischia il vento”……
Trovai molti camion dei pompieri: era stato preparato tutto in grande stile! Naturalmente ciò che era scritto nel decreto di sequestro non è stato accertato, e cioè:
- consentiva l’emissione in aria di sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente, ecc.;
- smaltiva illecitamente rifiuti speciali e non pericolosi mediante il loro abbandono all’interno di un’area di sua proprietà (il tutto veniva definito in migliaia di metri cubi);
- utilizzava la predetta area di sua proprietà per accumulare, abbandonare definitivamente a seguito di numerosi conferimenti, rifiuti speciali non classificati (e ripetendo costantemente “migliaia di metri cubi”);
- si sottolinea che si configura la discarica
Tutto ciò non è stato accertato, in quanto inesistente, da una causa durata ben sette anni!
Per farvi capire meglio la falsità di questi “personaggi”, sono stato assolto per il sequestro dell’area (Sentenza del Tribunale di Arezzo 20/03/2023) ed il Giudice ordina l’immediata restituzione del bene, che doveva essere rimesso in mio possesso, senza alcun indugio e specifica che, tutti i rifiuti presenti nell’area, fino a questa data, non devono essere soggetti ad ulteriori campionamenti, in quanto NON nocivi per la salute e per l’ambiente. A tal proposito evidenzia che l’art. 256 Lgs 152/2006, prevede la confisca dell’area nella sola ipotesi di discarica abusiva, qui non verificata.
Ebbi poi modo di prendere un appuntamento con il Colonnello della Forestale, con cui esprimevo tutti i falsi che venivano fatti dal Mazzi e company e che il giornale La Nazione del 23 settembre 2016 scriveva: “Bomba ecologica Sacci”.
Menzogne su menzogne! Addirittura su “La Nazione”, scrivevano di aver portato via vagoni di amianto, mentre, invece, intanto non erano vagoni, ma merce portata via con dei camion ed erano mattoni e mobili d’ufficio, che avevo conservato per utilizzarli per la realizzazione dell’opera e che loro, abusivamente, mi avevano sottratto. Purtroppo, devo constatare, che in molti articoli usciti sul giornale La Nazione, non ho mai letto la verità!
Oltre ciò, lo stesso giorno dell’uscita dell’articolo su “La Nazione”, il Sig. Mazzi scrive al Procuratore della Repubblica, Dott. Roberto Rossi: “Provvedimenti contingibili per interventi di rimozione di rifiuti speciali”, sottoponendogli uno scritto che continua a dire che esiste una quantità complessiva e stimata di migliaia di metri cubi di rifiuti e che si evidenzia che una parte della copertura del fabbricato principale, realizzata in eternit, è parzialmente crollata con la conseguente dispersione di amianto nell’aria. Tutto FALSO! Scrive, inoltre, “considerata la pericolosità dell’area, ovvero la presenza di pozzi a cielo aperto, situati nel perimetro interno della stessa…”: non esistono pozzi, quindi ulteriore menzogna!
Sottoposi anche questo documento al Colonnello e mi fu risposto, che contava molto sul Procuratore Rossi e, con questo, tornai a casa. Il Vice Ispettore Mazzi cercava di creare una situazione per potermi togliere la proprietà, dicendo che mantenevo una condotta quiescente e in tal modo responsabile dei reati ipotizzati, in particolare Cassazione Penale nn. 50634/2014, 493277/2013 e 23211/2014. Lui diceva che la stessa condotta era tutt’ora in corso. Naturalmente NULLA di VERO! Tutto questo veniva scritto nell’atto del sequestro.
Erano stati organizzati, nel frattempo, da mascalzoni, i seguenti fatti:
- dato fuoco ad uffici, che avevo predisposto per eseguire l’opera;
- è stata tagliata e gettata di sotto la guaina, che avevo nel frattempo fatto mettere sul tetto, per riparare l’immobile da infiltrazioni;
- vi sono stati portati 40 di eternit e delle lastre, sempre di eternit, per giustificare il ritrovamento sulla mia proprietà.
Naturalmente non era difficile trovare, come tutt’ora sarebbe facile scoprire, chi ha portato quel materiale lì, essendo materiale proveniente da un capanno, che il Mazzi poteva in qualsiasi momento, attraverso le fotografie della Comunità Montana di tutti i capanni esistenti, presenti nella zona, scoprire il proprietario che aveva tolto l’eternit, disfacendosene in modo illegale, forse, proprio per “aiutare” i soliti “personaggi”, che avrebbero trovato l’eternit nella mia proprietà.
Mi ritrovai, in una giornata che il Mazzi perquisiva il mio sito, ad assistere ad una telefonata con la USL del Casentino. Dato che avevo fatto scrivere dall’avvocato, per poterci far dare delle spiegazioni da questa Dott.ssa dell’USL, sentii che il Mazzi gli ordinava di fare quello che dicevano loro (la Procura), tant’è che durante l’esportazione di materiali dall’ex Sacci, questa Dott.ssa, che era insieme ad un altro Dottore dell’Usl, li presente, non mi fece entrare, anzi, mi disse che sarebbe stato molto peggio se insistevo, perché, in tal caso, avrebbe chiamato la Forestale e per me sarebbero stati guai!
Mi toccò soccombere e tornare a casa. Fu proprio in questa occasione che mi portarono via mattoni, i mobili degli uffici e altra merce. In questi giorni sono venuto a conoscenza, che è stata fatta un’interrogazione per quanto riguarda i compensi percepiti dal Vice Ispettore Mazzi, indirizzata al Ministro del Ministero della Giustizia, con cui si chiedono le modalità con cui è stato selezionato il personale del corpo forestale, ritenuto più adatto all’espletamento della convenzione ISMEA-CFS. A fronte dei 122.500,00 euro corrisposti al solo Vice Ispettore Mazzi nel solo anno 2013, si chiede se i risultati attesi dalla Convenzione ISMEA-CFS, siano stati pienamente conseguiti. (5-08498).
Naturalmente, a confronto dei 300,00 euro circa, che vengono dati mensilmente a una persona con Handicap, c’è da chiedersi, cosa ci sia sotto ad un tale compenso, elargito in un solo anno ad un vice ispettore, che già percepisce uno stipendio mensile per svolgere il suo lavoro e considerando che, facendomi l’atto di sequestro, ha erroneamente messo a mio carico una particella, che è di proprietà di altri, a mio parere, non sembra sia in grado di svolgere attività di concetto e di sapienza. Anche il Dott. Bondi dell’ARPAT, mi disse che gli avevano aumentato lo stipendio, dopo che ebbi a ridire con lui, facendogli addirittura una denuncia, per non avere avuto un comportamento equo con il sottoscritto.
Purtroppo molti danni sono stati fatti al Casentino. Quante aziende si sono messe nelle mani dei politici e che fine hanno fatto. Fortunatamente le persone hanno capito ed hanno provato a cambiare. Mi auguro che questo succeda anche nel comune di Chiusi della Verna e se succederà, sarà risolto finalmente il problema “Ex Sacci”.
Ho altre informazioni da dare ai cittadini e lo farò presto, lo prometto!
Sono sempre stato per l’accoglienza, il dialogo, la pace, la collaborazione, il confronto ed il rispetto verso tutte le istituzioni, verso gli anziani, i giovani e tutte le persone volenterose, però non è possibile continuare ad accettare l’operato di questi “personaggi”, non tanto contro me stesso, ma maggiormente contro tutta la comunità di questo territorio. Il mio desiderio più grande è che, voi tutti che leggete, queste mie parole, mi aiutate a realizzare l’opera.
Marino Franceschi


