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venerdì, 17 Aprile 2026

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Nonostante tutto… Il Golf Club Casentino c’è!

di Mauro Meschini – Chi non conosce il campo da golf di Poppi? Praticamente tutti sanno di cosa stiamo parlando, perché negli ultimi 40 anni questo sport è stato sempre più presente in Casentino grazie all’associazione che ne promuove l’attività nello splendido scenario situato vicino al castello dei Conti Guidi.

Nell’ultimo anno però, l’attività di questa importante e preziosa realtà ha dovuto fare i conti con le discutibili scelte dell’Amministrazione del Comune di Poppi e con le voci che sono iniziate a girare sul proprio futuro. Con Roberto Mariottini, presidente dell’associazione Casentino Golf Club Arezzo, abbiamo parlato di quello che sta accadendo e, soprattutto, di quello che si pensa di fare in futuro.

Prima di parlare di oggi, ripartiamo dall’inizio e da quando questa esperienza ha preso il via… «L’esperienza del golf in Casentino è partita nel 1986 su iniziativa di privati, che sono poi i soci fondatori, che ebbero questa intuizione, a cui io tra l’altro all’inizio, quando ero in Comunità Montana, non ero favorevole, ma direi sbagliando perché il golf è diventato oggi un importante volano per la vallata, sia in termini sportivi che turistici. Considerando che la metà degli utenti in estate sono stranieri. Siamo partiti quindi nel 1986 con 9 buche, poi negli anni successivi sono stati fatti altri interventi e ulteriori 4 buche che però ad oggi non sono ancora omologate. In ogni caso fin dall’inizio c’è stato l’obiettivo di arrivare alle 18 buche che permetterebbero di entrare in un sistema e in un circuito di competizioni più ampio. Il nostro è quindi un campo a 9 buche con il progetto di 18, ma è comunque apprezzato in tutta Italia, per il panorama, l’ambiente, la struttura. È il top nella sua categoria. In questi anni l’obiettivo è stato quello di completare il progetto e trovare le risorse necessarie per un intervento condiviso con il Comune di Poppi. Oggi però tutto è nelle mani dell’Amministrazione comunale e quindi noi ci troviamo ad essere solo degli affittuari un po’ «passivi» e all’oscuro di quello che succede e si vuole fare…».

Questo perché a fine 2024 l’Amministrazione ha deciso di mettere a bando la gestione spezzettando le diverse attività e voi avete partecipato come un qualunque soggetto esterno diventando solo dei gestori. Ma c’è la volontà di portare avanti questo progetto? «Io ho fatto un incontro con il Sindaco e sembra che si stia andando all’appalto del progetto, ma sono notizie che mi sono state riferite. Oggettivamente i soci non è che adesso hanno poi questo gran interesse. Certo questo permetterebbe di avere una struttura di altro livello, ma per come siamo coinvolti nel progetto si fatica ad essere entusiasti. Il progetto funzionerebbe se si riuscisse a trovare un punto di collaborazione e cogestione del percorso, non un rapporto proprietario-affittuario. Una cosa di cui non si tiene conto è che noi abbiamo un bilancio di circa 300.000 euro, sono soldi dei golfisti che in questi 40 anni sono stati interamente spesi su una struttura pubblica, e questo non viene riconosciuto. Non si capisce che queste risorse dei soci sono andate, a parte gli stipendi di 4 operatori, interamente nel campo… nessuno vuole svolgere il ruolo del Comune, ma il Comune deve tenere conto che un campo da golf senza soci non funziona…».

E già adesso sembra che questa situazione abbia provocato l’allontanamento dei soci e perdite, a iniziare dalla chiusura del ristorante… «Certo ha provocato l’allontanamento dei soci, poi si sono diffuse voci sul fatto che avremmo chiuso e non saremmo stati in grado di andare avanti. Voci che non hanno nessun fondamento. Però una parte dei soci si è allontanata, nell’incertezza c’è stato chi non ha rinnovato e chi ha scelto lidi più sicuri, nessuno paga a gennaio la quota se si dice in giro che «non arrivano alla fine dell’anno». Anche questa disinformazione ci ha nociuto, in realtà noi ci siamo, in piena attività e siamo in grado di portare avanti il progetto, di portare avanti la manutenzione del campo, di fare fronte alle spese per l’affitto. Certo per quanto riguarda il ristorante abbiano restituito al Comune l’affidamento perché con l’ipotetico gestore non è stato possibile trovare un accordo. Il problema è che occorre trovare una collaborazione vera per restituire fiducia a chi dovrebbe venire a pagare la quota associativa e vorrebbe trovare servizi e un calendario delle gare. Questa situazione deriva dal fatto che non è stato possibile rinnovare la convenzione e abbiamo dovuto rispondere a un bando perché, ci dicevano, dovevamo rientrare nei criteri di trasparenza europei. In realtà ad altre associazioni il Comune di Poppi ha rinnovato tranquillamente la convenzione sostenendo che erano gli unici soggetti che potevano svolgere quell’attività. Ma anche noi del golf eravamo e siamo gli unici in grado di svolgere questa attività. Diciamo che siamo stati presi di mira e sono stati usati due pesi e due misure, non capisco davvero questa attenzione in negativo dimostrata verso il golf. Giocare a golf costa come andare un anno in palestra, è accessibile a tutti, è un servizio che fai alle strutture turistiche del Casentino… non si capisce questo atteggiamento ostile…».

È una domanda che meriterebbe risposte chiare… comunque da poco siamo arrivati alla fine del primo anno di gestione? «Si, è finito il primo anno di affitto per il quale paghiamo una quota».

E quanti anni di gestione sono previsti? «Sono sei più altri sei».

E il ristorante era inserito nell’attività affidata? «No, il ristorante era inserito in un altro bando dei tre che erano previsti. Noi abbiamo partecipato a quello del campo, in cui era compreso il bar, e a quello del ristorante. Per il ristorante la Giunta precedente ci aveva autorizzato a fare un contratto con una società, ma quando si è insediata la nuova Amministrazione hanno annullato la delibera e di fatto il ristorante è rimasto senza gestore…».

Hanno annullato la delibera forse perché probabilmente avevano già in mente di fare un bando per tutto? «Si, ma per annullare una delibera del Comune occorre che sia presente un difetto di forma o di sostanza. Quale provvedimento è stato preso nei confronti di chi ha fatto la delibera? In questo caso il ristoratore aveva già fatto degli investimenti e si è annullata una delibera così, senza un chiaro motivo e senza pensare alle conseguenze. Comunque con lo stesso gestore abbiamo poi partecipato al bando, ma il canone richiesto è stato considerato troppo alto e abbiamo comunicato al Sindaco che non potevamo mandare avanti la gestione».

Il bar invece, visto che la sua apertura era collegato alla gestione del campo, è aperto? «Il bar in questo momento è aperto, però anche lì si deve fare un accordo con il gestore ma poi occorre il nullaosta dell’Amministrazione, che quindi potrebbe non dare l’autorizzazione e non saremmo in grado di erogare il servizio. Quindi è una situazione molto controversa. Io comunque auspico che ci si possa sedere intorno a un tavolo e insieme fare un percorso, non si tratta di un rapporto commerciale, è un rapporto tra un’istituzione e un’associazione, composta in stragrande maggioranza di casentinesi, che insieme vogliono gestire un bene pubblico. Nessuno vuole fare speculazioni o farsi stipendi…».

Ecco, c’è poi un altro aspetto, gli edifici che dovrebbero essere realizzati nelle vicinanze dei campi da golf. Ma sono previsti davvero? Dove precisamente? «Non ne so niente in particolare. Solo c’era un bando per realizzare quanto previsto nella parte bassa del campo, dove c’era l’ex campo pratica. Dovrebbero essere circa 5.000 metri, dove si doveva sviluppare l’attività del golf e dove invece si troverà uno sviluppo immobiliare… non ne sappiamo di più siamo gestori di un servizio non abbiamo un rapporto continuo con il proprietario…».

Tra l’altro il campo è nel Comune di Poppi, ma in effetti il golf dovrebbe essere sentito proprio da tutto il Casentino, ma nessun altra istituzione può intervenire e dire la propria nello specifico… «A questo proposito il nome che fu dato, Casentino Golf Club Arezzo, guardava già lontano perché un campo di 18 buche deve avere un numero di frequentatori elevato e questo obbliga ad aprirsi verso l’esterno, verso Arezzo. Un campo di 18 buche richiede un’organizzazione diversa e più complessa, per questo proprio ad Arezzo vogliamo già oggi riaprire il campo pratica per favorire l’arrivo di golfisti dalla città».

Questi sono i progetti e la visione dell’associazione, che giustamente guarda lontano. Ma come pensate di organizzarvi per l’anno 2026? «In questo anno noi organizzeremo le nostre gare, ci occuperemo della manutenzione del campo cercando di migliorare il contesto e l’ambiente. Speriamo di andare in regola con l’attività del bar. Per il resto non possiamo dire di più, su quello che sarà del ristorante non abbiamo una minima idea…».

Anche quello era un importante richiamo e un punto di riferimento… «Il vecchio gestore aveva fatto diventare il ristorante del golf, un ristorante non solo per i golfisti. Un ottimo risultato, ma ora non sappiamo cosa si pensa di fare. A me piacerebbe costruire un percorso insieme all’Amministrazione, per adesso non è stato possibile. Noi pagheremo il nostro affitto, amplieremo l’attività per i giovani, riapriremo l’attività ad Arezzo… ma se arriveremo alle 18 buche occorrerà una collaborazione tra noi e il Comune molto più stretta o sarà difficile portare avanti l’attività».

In attesa di risposte ci sembra comunque di capire che il Casentino Golf Club Arezzo c’è ed è assolutamente in grado di portare avanti quello che è diventato un punto di riferimento per molti casentinesi e un’attrazione per tanti turisti stranieri… «Noi ci siamo e come abbiamo fatto in questi 40 anni continueremo a garantire ai frequentatori, con lo stesso impegno e la stessa attenzione, uno spazio unico per giocare a golf. Pensate che ci sono stranieri che ogni anno tornano da noi per godere di questo ambiente e del suo panorama. Questo mi ha anche spinto a pensare di progettare una specie di percorso nel campo di gara dove, intorno ad ogni buca, trovare il modo di presentare, raccontare e spiegare ciò che è possibile vedere e quello che offre il panorama che si può osservare da quel punto. Ogni buca ha una vista diversa, da ogni buca si vede uno scorcio diverso della nostra vallata, sarebbe un ulteriore modo per favorire la conoscenza e la promozione del territorio».

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