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sabato, 9 Maggio 2026

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Padel, la nuova passione del Casentino

di Federica Andretta – La storia del padel è abbastanza recente ed è caratterizzata da una rapida diffusione che lo ha reso uno degli sport in più rapida crescita al mondo con circa 30 milioni di giocatori e di cui oltre 500.000 solo in Italia. Abbiamo intervistato Tiziano Lunghi, maestro nazionale di tennis e istruttore di padel dell’Associazione Tennis Bibbiena (di cui è anche direttore), che recentemente ha vinto il Campionato Italiano di Padel riservato agli iscritti all’Ordine dei Geometri.

Tiziano, parlaci un po’ di te. «Svolgo attività di insegnamento come maestro nazionale di tennis da più di vent’anni e da un anno sono inoltre istruttore di padel presso l’Associazione Tennis Bibbiena. In Italia la Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP) gestisce lo sport. Da tre anni, infatti, con il cambio di statuto non si chiama più Federazione Italiana Tennis andando così ad inglobare altri sport di racchetta. La disciplina del padel mi è piaciuta fin da subito; dopo aver ottenuto il brevetto sono diventato insegnante».

Puoi farci una storia del padel? «Il padel nasce in Messico ad Acapulco nel 1969 grazie a Enrique Corcuera, un uomo d’affari messicano. Corcuera, che era appassionato di tennis, non aveva abbastanza spazio nella sua proprietà per costruire un campo da tennis così decise di adattare un’area più piccola (circa 20×10 metri), circondandola con delle pareti di circa tre metri d’altezza per evitare che la palla finisse tra la vegetazione circostante o nella proprietà dei vicini. Le prime racchette erano di legno, più piccole e senza corde e il gioco prevedeva l’uso delle pareti per i rimbalzi, rendendolo unico e divertente. Successivamente sono state migliorate grazie all’utilizzo di materiali sintetici e di tecnologie che ne hanno migliorato la potenza e il controllo. La moglie di Enrique, Viviana (ex Miss Argentina) creò il primo regolamento del gioco.

La svolta per il padel avvenne nel 1974 quando il principe spagnolo Alfonso de Hohenlohe (amico di Corcuera) visitò Acapulco rimanendo affascinato dal nuovo sport. Decise pertanto di importarlo in Spagna, costruendo i primi due campi da padel nel suo famoso Marbella Club sulla Costa del Sol. A Marbella il padel divenne subito popolare tra l’élite e le personalità influenti, contribuendo alla sua rapida diffusione. Tra gli Anni ‘80 e ‘90 al Marbella Club si disputarono tornei tra professionisti e celebrità che ne aumentarono ulteriormente la visibilità. Sempre negli Anni ‘70 grazie all’imprenditore argentino Julio Menditeguy (un altro amico di Alfonso de Hohenlohe) il padel arrivò in Argentina ottenendo un successo straordinario e senza precedenti, diventando rapidamente il secondo sport più praticato dopo il calcio con milioni di giocatori.

Nel 1991 venne fondata la Federazione Internazionale Padel (FIP) a Madrid per unificare le regole e promuovere lo sport a livello mondiale. Nel 1992 ci furono i primi Campionati Mondiali di Padel a Madrid e a Siviglia e nel 1993 il padel venne riconosciuto ufficialmente come sport (la grafia passò da “paddle” a “padel” per rendere più facile la pronuncia in spagnolo) dal Consiglio Superiore dello Sport in Spagna. Tra gli anni 2000 e 2010 il padel continuò a crescere (soprattutto in Spagna con migliaia di club): nel 2005 nacque il Padel Pro Tour, il primo circuito professionistico mondiale che nel 2013 venne rinominato World Padel Tour (WPT), diventando il circuito di riferimento per i professionisti e contribuendo enormemente alla visibilità internazionale dello sport.

Dal 2020 in poi il padel ha avuto un boom incredibile in molti Paesi europei tra cui Italia, Francia, Svezia, Belgio e Paesi Bassi, oltre a crescere in America Latina e in altre parti del mondo. Si stima che il numero di campi e di giocatori sia in costante aumento, rendendolo uno degli sport con la più rapida espansione globale!».

Che caratteristiche hanno in comune il tennis e il padel? «Sembrano discipline simili ma il padel è un po’ una sorta di fratellino minore del tennis. Il tennis, a differenza del padel, esige una base tecnica per l’apprendimento e per il gusto di giocare. Il padel, invece, può essere praticato anche ad un livello base, non comportando necessariamente grossi impegni a livello tecnico; ecco perché ha preso così tanto campo tra le persone. Il range di età è il medesimo di quello del tennis. Esistono poche scuole per padel riservate ai giovani tuttavia ci sono circoli dove si tengono corsi di padel riservati ad un pubblico adulto. Sono, infatti, più gli adulti ad avvicinarsi a questo tipo di sport mentre i giovani sono più restii. C’è sì, tra loro curiosità ma i giovani sono principalmente più attirati dal tennis visti anche i grandi successi e risultati riportati dal campione del momento Jannik Sinner».

Quali sono le regole del padel? «Le regole del padel sono simili a quelle del tennis: il sistema di punteggio è lo stesso (15, 30, 40, game, set, tie-break); per vincere un set sono necessari sei game (con almeno due di vantaggio, altrimenti si va al tie-break sul 6-6) e per vincere la partita di solito si vince al meglio dei tre set. Ci sono comunque delle differenze nel padel per quanto riguarda ad esempio il modo di servire, lo stile di gioco e i movimenti, la grandezza del campo (è più ridotto nel padel) e la possibilità di poter sfruttare le pareti per far proseguire il gioco: nel padel dopo il primo rimbalzo a terra, la palla può colpire le pareti laterali o posteriori e restare in gioco permettendo quindi scambi più lunghi e rendendo il gioco più tattico e strategico e basato sulla coordinazione di squadra; invece, nel tennis la palla può rimbalzare una sola volta sul campo e deve rimanere entro i limiti delle linee del campo. Se tocca le pareti o altri ostacoli, si perde il punto. Insomma, le regole del tennis non sono proprio le stesse, ci sono delle similitudini ma tendenzialmente vi sono degli aspetti caratteristici propri del padel che lo differenziano in maniera sostanziale dal tennis».

Che tipo di attrezzatura viene utilizzata nel padel? «Le attrezzature del padel sono diverse da quelle usate nel tennis. Non si parla di racchetta ma di pala: è lunga 40-45 cm, larga 26 cm e ha uno spessore di 38 mm; il peso varia per gli uomini e per le donne. La pallina è grande quanto quella del tennis ma è depressurizzata, cioè rimbalza di meno. Le dimensioni del campo sono più piccole ed è pertanto necessario avere una pallina meno rimbalzante al fine di attenuare il rimbalzo e la sua velocità. Il campo da padel ha una dimensione di 10 x 20 metri ed è composto da pareti di altezza diversa (alcune di tre metri e altre di quattro) e realizzate in materiali differenti: alcune sono in cristallo che, rispetto alle prime fatte in cemento, offrono una migliore visibilità e cambiano la dinamica dei rimbalzi permettendo pertanto una restituzione lineare e confortevole della palla ai giocatori; le altre sono in grata, materiale che rispetto al cristallo risulta più imprevedibile al giocatore. Dato che durante il gioco la palla può fuoriuscire dal campo di gioco le varie altezze delle pareti permettono un recupero molto più agevole della stessa».

Quando nasce l’Associazione Tennis Bibbiena? «L’associazione nasce 60 anni fa nel 1964 nei campi della “Pinetina” (come quasi tutti i circoli principali della vallata). Nel 1968 il maestro Angiolo Checcacci fonda la prima scuola tennis in provincia di Arezzo, la scuola Tennis Bibbiena. Nel 1978 l’Associazione riceve la Medaglia per il Merito Sportivo dal CONI. Nel 1991 viene costruito il Palatennis Bibbiena (unica struttura nel suo genere in Italia) e nel 1998 si disputa il primo Torneo Internazionale Giovanile a Bibbiena. Il focus dell’Associazione si è sempre concentrato sul tennis e negli anni abbiamo svolto tante attività a livello agonistico. Siamo riusciti con la squadra maschile a raggiungere la promozione in serie B2 e come squadra femminile abbiamo vinto un titolo toscano di serie D; abbiamo giovani bravi e ambiziosi. Come scuola tennis abbiamo cento ragazzi mentre tra tennis e padel come soci frequentatori siamo circa trecento iscritti. Il Presidente dell’Associazione è Emanuele Zoccola, Andrea Lombardi è Vice Presidente e Direttore Sportivo e Stefano Goretti Vice Presidente. In totale siamo tre insegnanti di tennis; abbiamo inoltre un preparatore fisico (che lavora in connubio con noi tecnici insegnanti nella preparazione e nella programmazione quotidiana dei vari gruppi pre-agonistici e agonistici) e un preparatore mentale (in qualità di mental coach sportivo, il suo ruolo consiste nel seguire i ragazzi del settore agonistico preparandoli mentalmente per quanto riguarda la sfera emotiva). La nostra scuola possiede cinque campi da tennis (quattro sempre esterni mentre uno ubicato all’interno del palazzetto) in varie superfici e tre campi da padel al coperto climatizzati. La frequenza presso la nostra struttura è costante durante tutto l’anno».

Quando nasce il torneo di padel? «Il torneo nazionale di padel nasce per la prima volta quest’anno ed è organizzato dal nostro Ordine professionale di geometri. Un importante appuntamento che si è svolto all’interno di “Geosport Geo Week 2025”, una rassegna sportiva annuale riservata a tutti i Collegi dei Geometri d’Italia organizzata dal Collegio della Provincia di Riccione a cui hanno partecipato in totale sei collegi a livello nazionale. La formula ha previsto una prima fase di gironi all’italiana, una semifinale ed infine una finale entrambe ad eliminazione diretta. Geosport è un’associazione che organizza le competizioni sportive, è quindi un ramo del nostro Ordine professionale. Tutto si è svolto presso il circolo Sun Padel di Riccione. I giocatori provenivano da città come Torino, Ravenna, Rimini, Arezzo. Ci siamo dati battaglia durante la semifinale contro il Ravenna che abbiamo vinto al terzo set e poi nella finale contro il Torino con cui abbiamo vinto in due set molto combattuti. Per quanto riguarda invece il tennis, sono ventidue anni che facciamo competizioni».

Qual è stata la classifica della finale di sabato 7 giugno? «Siamo arrivati primi; il Torino si è piazzato in seconda posizione seguito dal Ravenna in terza».

Qual è stato il range di età dei partecipanti? «Tra i trenta e i cinquanta. È stata una bellissima esperienza che rifaremo nuovamente il prossimo anno!».

È curioso come il padel, nato da un’esigenza di spazio e dalla creatività di un uomo, sia diventato via via un fenomeno globale grazie alla sua natura sociale, alla facilità di apprendimento e alla passione di chi lo ha scoperto e promosso nel mondo. E noi non potevamo esimerci dal parlarne!

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