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martedì, 9 Giugno 2026

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Pratovecchio Stia senza medico, il Sindaco c’entra

Ma è vero che il Sindaco non c’entra niente? Qualcuno ha scritto (più o meno): ma che c’entra il Sindaco con la carenza di medici di famiglia? È una domanda seria e merita una risposta precisa. (E la pone perfino Francesco Lucacci (vi ricordate di lui?)). Non partiamo dalla nostra opinione. Partiamo dalla legge.

Il decreto legislativo n. 502 del 1992 (la norma nazionale che disciplina il Servizio Sanitario Nazionale) attribuisce alle Conferenze dei Sindaci funzioni di indirizzo, verifica e valutazione sull’attività delle aziende sanitarie locali (articolo 3, comma 14). Non è una facoltà: è una responsabilità istituzionale che vale in tutta Italia, indipendentemente dal colore politico di chi amministra.

In Toscana, quella responsabilità è ulteriormente dettagliata. La legge regionale n. 40 del 2005 assegna ai Sindaci e alle loro Conferenze un ruolo formale, esplicito e non delegabile nel governo della sanità territoriale. La Conferenza Zonale Integrata dei Sindaci, di cui il nostro Sindaco fa parte, emana gli indirizzi per l’elaborazione del Piano Integrato di Salute, lo approva, ed è responsabile politicamente della sua attuazione (articolo 12-bis, comma 5). È la stessa Conferenza che esercita le funzioni di programmazione integrata delle politiche sanitarie e sociali a livello zonale (articolo 21): si tratta di quel Piano che nel nostro primo post abbiamo citato e che fotografava, nero su bianco, tutte le criticità del Casentino, carenza di medici di base compresa.

I Comuni esercitano inoltre le funzioni di indirizzo, verifica e valutazione sull’azienda sanitaria tramite la Conferenza Aziendale dei Sindaci (articolo 12, LR 40/2005). E la Conferenza Regionale dei Sindaci partecipa per legge alla definizione delle politiche sanitarie regionali e al coordinamento della programmazione locale (articolo 11, LR 40/2005).

Dunque: il Sindaco non nomina i medici di famiglia, è vero. Ma partecipa per legge alla programmazione che deve garantirli. Ha voce in capitolo sugli indirizzi, sulle risorse, sulle priorità. Ha il potere (e il dovere…) di alzarsi in quei tavoli e dire: questo territorio non può restare senza medici di base, e finché non ci sono garanzie concrete non approvo nulla.

Il problema è nazionale e strutturale? Sì. E allora il ruolo della politica locale è battersi per ottenere soluzioni concrete, non adeguarsi alla situazione generale e chiamarla “onestà intellettuale”.

L’adattamento cronico a condizioni inaccettabili non è realismo: è resa. È accettare, anno dopo anno, che vivere in un’area interna significhi avere meno diritti. E’ accettare che non avere un medico nel proprio comune sia “la nostra condizione geografica”. Non lo è.

È il risultato di scelte politiche o di scelte mancate perché se un Sindaco scrive letterine invece che agire come dovrebbe e potrebbe, significa che non conosce le proprie prerogative e non sa esercitare il proprio ruolo.

Ecco perché il Sindaco c’entra. Noi continueremo a fare domande precise. E aspettiamo risposte altrettanto precise.

Lista “Per Pratovecchio Stia”

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