di Fiorenzo Rossetti – Diversamente dall’andamento meteorologico di questa primavera, l’ambiente politico romagnolo è stato decisamente più caldo. Ad infiammare la discussione è stata la notizia delle scelte operate dal Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, rispetto ai nominativi che compongono la terna dalla quale estrarre la figura che rivestirà il ruolo di Presidente del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi.
La terna esclude completamente un rappresentante romagnolo dalla guida dell’Ente Parco e nomi indicati sono tutti e tre appartenenti alla regione Toscana e legati politicamente a Fratelli d’Italia. A prendersi cura del tema e ad animare la scena politica nel contesto dell’’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, è Il Consigliere regionale del Pd Daniele Valbonesi.
Valbonesi già Sindaco di Santa Sofia e Presidente della Comunità del Parco, si sente molto coinvolto politicamente ed emotivamente nella vicenda che interessa un territorio che conosce profondamente e che ama. Ho avuto il piacere di contattare Valbonesi e farmi raccontare lo stato delle cose. Nasce di seguito un resoconto della chiacchierata che abbiamo fatto.
Innanzi tutto, si segnala che vi era stata una prima interlocuzione tra Regione e Ministero per definire in maniera concertata la scelta dei nominativi da proporre; la Regione non ha espresso dei propri candidati, sebbene si fosse rappresentata l’esigenza, dopo 22 anni di guida con rappresentanti del versante toscano, di un’alternanza al timone del vertice del Parco. Diversamente invece hanno fatto i territori romagnoli più direttamente coinvolti che, attraverso i cinque Sindaci (che si segnala essere di rappresentanza politica eterogenea) hanno trasmesso al Ministro una propria proposta, indicando la figura della attuale Presidente facente funzione del Parco, Claudia Mazzoli.
La terna proposta a livello ministeriale ha scatenato un forte dissenso a livello locale contribuendo ad animare un botta e risposta tra Consiglieri regionali PD e di Fratelli d’Italia. Valbonesi punta sulla regola, non scritta, dell’alternanza tra un Presidente toscano e uno romagnolo, affermando che ora tocca a un romagnolo; nulla contro la Toscana e senza questioni campanilistiche.
Valbonesi non nasconde l’amarezza per la qualità del rapporto istituzionale con il Ministero, segnalando anche che il taglio sulle accise sui carburanti per calmierare i prezzi, si è riversato soprattutto sul trasferimento di un meno 10% di risorse ai Parchi naturali. Questo a conferma quanto l’argomento conservazione della natura non fosse proprio nelle grazie di questo Governo.
Secondo Valbonesi il Ministro propone una terna di nominativi che assomiglia ad una spartizione politica più che la risultante di ragionamenti di rappresentanza locale, equilibrio istituzionale e competenza in materia. Pichetto Fratin formalmente non avrebbe ancora inviato (come da prassi) al governatore della Regione Emilia-Romagna i nomi dei candidati: ripensamento, inghippo burocratico o sfuma ancora la possibilità di una guida romagnola?
Nel caso questa terna di nominativi fosse confermata, il Consigliere afferma che molto probabilmente la Regione non rilascerà l’intesa contemplata nella norma (Legge 394/91). Valbonesi si sta adoperando con ogni mezzo per coinvolgere istituzioni e cittadini in questa vicenda.
Lo stesso ha anche cercato di responsabilizzare gli esponenti politici locali del centro destra, invitandoli ad un “sussulto” e a riflettere sulla svendita del territorio montano romagnolo, peraltro già penalizzato dalle scelte del governo centrale con l’introduzione della legge sulla montagna e le norme sull’accorpamento scolastico. Il Consigliere romagnolo vorrebbe trovare una forma di mediazione in questa disputa tra opposti segni politici di governo nazionale e regionale.
La soluzione passerebbe attraverso un compromesso che vada ad individuare ed eleggere a Presidente una figura non troppo marcata politicamente, di grande competenza scientifica e/o amministrativa, con un adeguato carisma sul territorio e preferibilmente appartenente ai territori romagnoli del Parco.
La norma prevede che l’ultima parola l’abbia il Ministero competente; quindi, in caso di mancato accordo con le Regioni e dopo un passaggio con le Commissioni parlamentari, Pichetto Fratin procederà alla nomina del Presidente scegliendo tra i nomi compresi nella terna.
La difesa dell’ambiente naturale non dovrebbe essere campo di scontro politico, ma luogo di aggregazione in cui riversare le più maniacali attenzioni, gesti di rispetto e cura. Ogni sforzo di liberazione dalla cecità verso questi temi è un gesto lodevole e da ringraziare.


