Può capitare che su uno specifico argomento molto rilevante, su cui da tempo e in diverse occasioni si sono svolte discussioni e siano state previste decisioni, si rincorrano «voci» e siano riportati fatti assolutamente lontani dalla realtà. Se l’argomento in questione è poi legato a un luogo simbolo e fortemente rappresentativo di una comunità o di un paese queste imprecisioni rischiano di diffondere notizie e informazioni che, oltre ad essere assolutamente false, possono con il tempo risultare anche controproducenti e dannose, non tanto e non solo per il fatto inesistente che si veicola, ma per le auspicabili risposte positive che magari da tempo si attendono in merito ad un contesto assolutamente importante per la collettività.
Venendo ai fatti stiamo parlando della Casa di Riposo «San Romualdo» di Pratovecchio, un luogo situato nel cuore del paese che, anche logisticamente, ne rappresenta davvero un punto di riferimento importante a cui tutti sono strettamente legati. Molti ricorderanno che già alcuni anni fa sul futuro della RSA sono state fatte tante dichiarazioni e proposti tanti progetti. Si è parlato di ristrutturazione, di adeguamento, anche di trasferimento in un altro luogo. Concretamente sono stati fatti degli interventi di consolidamento, ma certamente questo non ha chiuso la questione che è rimasta in attesa di nuove risposte. Nell’ultimo Consiglio comunale del 2025 la questione è stata riproposta all’attenzione dell’assemblea dall’Amministrazione che ha comunicato che grazie a specifiche risorse reperite sarebbe possibile procedere alla demolizione e ricostruzione della struttura. Su questo si è aperto un breve confronto durante il quale il gruppo «Per Pratovecchio Stia» ha espresso alcune perplessità in merito alla possibile necessità di ulteriori finanziamenti e al merito dell’intervento. Tanto è bastato per diffondere la notizia che addirittura i consiglieri del gruppo avrebbero espresso un «voto contrario» alla proposta dell’Amministrazione.
«Non c’è niente di vero. Non c’è stata nessuna votazione sulla Casa di Riposo semplicemente nel corso di una discussione su un ordine del giorno abbiamo chiesto trasparenza, conti precisi e programmazione per evitare sprechi di soldi pubblici. Evidentemente alcune cose che abbiamo rimarcato sono state mal interpretate (speriamo in buona fede)…» Questa una sintesi del comunicato che lo stesso gruppo consiliare «Per Pratovecchio Stia» ha diffuso nei giorni seguenti la riunione del Consiglio comunale in merito a quanto si stava erroneamente raccontando. Per conoscere meglio i dettagli di questa vicenda abbiamo posto alcune domande a Saverio Agostini, capogruppo in Consiglio comunale.
Ci può riassumere quanto è accaduto e cosa è stato proposto nel Consiglio comunale del 23 dicembre? «Durante il Consiglio comunale del 23 dicembre 2025, fissato anche per l’approvazione del bilancio 2026-2028, ci è stato riferito dall’Amministrazione che è stato vinto un bando regionale di circa 1.300.000,00 euro per il 2026 e di circa 700.000,00 per il 2027 per la demolizione e ricostruzione della casa di riposo San Romualdo di Pratovecchio».
Quali perplessità avete presentato e per quali motivi? «Abbiamo apprezzato l’ottima notizia: sappiamo tutti che è necessario intervenire su una struttura che va avanti a proroghe e deroghe. Abbiamo, però, evidenziato che il finanziamento non è sufficiente per completare l’opera e che si pone quindi il problema di reperire le altre risorse necessarie. Inoltre, abbiamo chiesto di avviare una riflessione che tenga conto della nuova Casa di Riposo della Misericordia di Stia…».
Con una RSA in costruzione a Stia avrebbe forse senso valutare interventi che completassero l’offerta di servizi. Già nel vostro programma era previsto un Centro diurno a Pratovecchio. Potrebbe essere una soluzione magari aggiungendo la creazione di un Co-housing… «È vero. Già in campagna elettorale ci eravamo posti questa domanda: con la struttura da 40-60 posti a Stia, è opportuno fare un «doppione» più piccolo o sarebbe meglio pensare a una Casa Famiglia, a progetti di Co-housing o a un Centro diurno? Una buona amministrazione dovrebbe pensare a come offrire una offerta più completa possibile per i propri cittadini. E un Centro diurno potrebbe essere davvero importante, anche tenendo conto della riforma annunciata dall’assessora regionale alla Sanità, Monia Monni».
Come questa proposta dell’Amministrazione verrà portata avanti e come sarà possibile aprire un vero dibattito e discussione su questo… considerato che in altre occasioni è stato di fatto negato? «Al momento non sappiamo che cosa voglia fare l’Amministrazione. Noi cerchiamo trasparenza, conti precisi e programmazione e siamo ben disponibili a fare la nostra parte per un progetto che valuti come si integreranno le due strutture e quale sia il piano migliore per i nostri anziani. La riflessione può essere avviata nelle commissioni consiliari, ma dovrà necessariamente coinvolgere anche la comunità. Questo per noi dovrebbe fare una buona amministrazione».


