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martedì, 23 Luglio 2024

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Spazio alle idee

di Mauro Meschini – Generalmente l’inizio dell’estate è il momento in cui giustamente si è portati ad alleggerire i ritmi pregustando un periodo di riposo e tranquillità. Potrà quindi sembrare come minimo strana la nostra proposta di dare avvio, proprio da questo mese, ad una nuova rubrica dedicata ad articoli e interventi in cui vorremmo fossero presentate idee, riflessioni, punti di vista e progetti sul futuro del Casentino.

Può sembrare anche un’iniziativa poco originale, ma di fronte alla calma piatta e anomala che dobbiamo purtroppo da tempo registrare in merito al dibattito su temi di interesse collettivo ci sembra veramente il minimo provare a dare, per quanto nelle nostre possibilità, un contributo e una sollecitazione ad un confronto di cui, almeno a nostro modesto avviso, si sente davvero il bisogno.

L’oggettiva cancellazione di ogni minima dialettica politica, la sparizione di forze politiche e partiti nella vallata, il progressivo svuotamento delle assemblee elettive nei singoli comuni con una ormai riduzione ai minimi termini di quello che dovrebbe essere un fecondo confronto tra posizioni diverse, tutti questi elementi hanno contribuito a oscurare e limitare l’individuazione di progetti e prospettive per il nostro territorio in un momento tutt’altro che positivo.

Il Casentino, come questo giornale da tempo racconta, è un territorio in cui da ormai molti anni si registra una progressiva diminuzione dei residenti e una continua chiusura di attività commerciali e lavorative. È un territorio in cui la mobilità risente pesantemente dell’assenza di veri e veloci collegamenti stradali e ferroviari con Arezzo, Firenze e la Romagna. È un territorio che ha visto ridimensionata la presenza e la capacità di intervento delle strutture sanitarie a iniziare dall’ospedale di Bibbiena. È un territorio in cui, per una scellerata scelta della Regione Toscana e una totale accondiscendenza dei primi cittadini della vallata non si può più nascere, decisione che, anche simbolicamente, bene rappresenta questo periodo di inesorabile declino e crisi.

Sarebbe a nostro avviso necessario pensare ad un progetto complessivo dedicato a questo territorio che proponesse un percorso alternativo di sviluppo, mettendo al centro le persone e la valorizzazione del contesto naturale e territoriale.

Crediamo che in Casentino ci siano le potenzialità per individuare le scelte giuste da fare e i percorsi più idonei da seguire, deve essere però permessa e promossa una vera apertura a contributi e punti di vista che fino ad oggi sono stati tenuti ai margini e si devono finalmente, con serietà e disponibilità all’ascolto, affrontare questioni che sono state spesso ignorate o, ancora peggio, avversate dalla “politica dei palazzi” perché ritenute non funzionali ai propri interessi.

Tra questi temi su cui non si è mai voluto veramente accettare il confronto c’è la nascita di una nuova struttura amministrativa per il territorio (Comune Unico o due più grandi comuni con più di 15.000 abitanti), elemento che, anche per le diverse norme utilizzate nella elezione dei sindaci e dei Consigli comunali da solo porterebbe un profondo cambiamento nella politica della vallata.

C’è poi la proposta di realizzare un polo formativo al Corsalone dove riunire le scuole superiori cancellando l’orrore della ex Sacci. Ancora la necessità di un progetto di rigenerazione dei centri storici e un rilancio delle attività artigianali e commerciali, accompagnate da proposte formative mirate.

Vorremmo anche segnalare due proposte di legge di iniziative popolare sostenute dalla campagna: «riprendiamoci il comune». La prima propone una riforma della finanza locale, la gestione diretta dei beni comuni a cominciare dall’acqua, la promozione di strumenti di autogoverno partecipativo. La seconda si prefigge la socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti e la messa a disposizione dei comuni e delle comunità territoriali le risorse del risparmio postale (per info: www.riprendiamociilcomune.it).

I temi non mancano e con le pagine che apriremo ogni mese a vari interventi vogliamo promuovere la discussione non per far nascere liste elettorali, ma per costruire un «programma» da mettere a disposizione di tutti.

Ci auguriamo che dopo le prime uscite ci siano anche richieste di intervento a cui saremo lieti di dare spazio. Ci diamo come conclusione di questa esperienza il mese di dicembre 2023, vedremo a quel punto se davvero i nostri auspici si saranno realizzati, se tanti temi di interesse collettivo saranno stati positivamente affrontati, se da questa nostra iniziativa saranno già nate altre occasioni di incontro e confronto.

Partiamo per questa nuova avventura convinti di proporre qualcosa di utile e interessante per il Casentino e curiosi dei risultati, sperando che la primavera sia il periodo giusto anche per vedere sbocciare tante feconde idee.

(Domani l’intervento di Sandro Sassoli, giovedì quello di Luca Galastri)

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