Pubblichiamo lo sfogo di una nostra collaboratrice che questa mattina si è trovata a compiere l’ennesimo disagiato viaggio sul “mitico” trenino del Casentino.

Sono solita prendere il trenino del Casentino da Arezzo per tornare nella vallata all’ora di pranzo. In genere parto dalla città alle 12.15 e arrivo a Bibbiena intorno alle 13. Oggi, dopo diversi mesi in cui io e gli altri pendolari viaggiavamo con il Vivalto o con l’Elfo, treni devo dire decenti, puliti e relativamente nuovi, mi è capitato di prendere un treno vecchissimo, un convoglio davvero antiquato sul quale suppongo i nostri genitori (ma forse anche i nostri nonni?!) hanno viaggiato prima di noi per andare nei licei e nelle scuole del Casentino. Complice il rientro dalle vacanze estive di tanti studenti casentinesi, la LFI ha probabilmente deciso di ripristinare sulla tratta un treno veramente obsoleto che non si capisce come sia possibile che venga fatto circolare ancora.
Ma il problema principale che ho vissuto in treno oggi non è stato legato tanto al fatto di essere a bordo di un convoglio vecchio e non proprio bellissimo, ma piuttosto alle condizioni in cui questo versava.
A parte il dondolio e gli scossoni (paragonabili ai “comodi” viaggi nelle carrozze dell’800!), la sporcizia questa mattina in quel treno era ovunque, in terra, sui sedili, persino nel porta valige.
I seggiolini erano veramente indecenti, con macchie marroni e nere più o meno grandi e più o meno visibili; alcune quasi fossilizzate dal tempo. Per sedermi ho dovuto girovagare un po’ tra le sedute per trovare quella più pulita o, comunque, la meno peggio tra quelle del mio vagone.
La cosa più inquietante di tutto il viaggio, poi, è stata la puzza, l’odore nauseabondo che emanavano gli stessi sedili e sono felice per tutti i lettori che questo non esali dalle foto che ho scattato. Un misto di fumo, di vecchio, di sporco che impregnava tutta l’aria. Un mix veramente letale che ha reso il mio viaggio un inferno! In più occasioni, infatti, mi sono dovuta coprire il naso e la bocca con un foulard per rendere il tutto un po’ più sopportabile.
Dopo una mattinata di lavoro speravo di rilassarmi in treno, dormire un po’ magari, invece sono stata sulle spine tutto il viaggio, 40 minuti di ribrezzo in cui mi faceva schifo anche solo stare appoggiata a quei seggiolini.
Credo che sia un’indecenza (specialmente per quello che costano abbonamento e biglietto in questa tratta) e che le belle parole, le promesse e le frasi fatte sul tristemente noto trenino si risolvano in una bolla di sapone dopo un viaggio disagiato come questo!

Melissa Frulloni