Detta così sembra un’enorme esagerazione, ma purtroppo è la realtà. Al CUP di Bibbiena, il più importante e frequentato della valle, è stato installato un moderno schermo eliminacode, molto bello e funzionale. Ci si possono addirittura leggere le notizie in diretta di Sky TG24…
Ma c’è un “però”, grande quasi quanto la scommessa della Casa della Salute che stanno costruendo all’ospedale: se dovete ritirare analisi o referti e premete il tasto sul monitor con la dicitura “R”, preparatevi. Succede che potete aspettare un’ora, un’ora e mezzo, perfino due ore per ritirare i vostri esami! Come è possibile?
La colpa non è degli operatori e delle operatrici del CUP, non sono loro a non chiamarvi, ma del sistema operativo dello schermo che mette in fondo alla coda i numeri con la lettera R. Questa procedura non è attiva solo a Bibbiena, ma in tutti i CUP della provincia, Arezzo inclusa. Tutti i casentinesi, noi compresi, si chiedono il perché di questa assurda procedura che fa perdere ore di tempo a fronte di un’operazione che – se muniti di documento o delega – richiede appena 30 secondi.
Sembra che la spiegazione risieda nel fatto che alcuni “geni” della ASL (non sappiamo se ispirati da altrettanti geni del Governo o della Regione) vogliano impedire il ritiro dei referti allo sportello per spingere tutti verso il digitale e i servizi online. Sarebbe tutto molto bello, se non si scontrasse con la realtà quotidiana di una grande fetta di popolazione che non è capace o non può accedere ai servizi digitali. Questo sarà pure il futuro, ma nel presente crea solo tantissimo disagio ai cittadini e agli operatori stessi.
Forse i sindaci dovrebbero svegliarsi; invece di inviare la solita “letterina” di rito per indignarsi di fronte alla Regione, dovrebbero agire concretamente. Lo stesso vale per i sindacati; gli operatori del CUP sono in prima linea a ricevere quotidianamente offese e rimostranze dagli utenti che, dopo un’ora di attesa, vedono passare avanti decine di persone con numeri diversi dalla R. Operatori che rischiano anche aggressioni, a volte non solo verbali.
In ogni caso, se la ASL (enti che sembrano istituiti per creare disagi invece di facilitare la vita!) vuole che non si ritirino più fisicamente i referti al CUP, abbia il coraggio di dirlo chiaramente ed eviti di creare questo calvario ai cittadini. Ricordiamo che la sanità pubblica – che è un bene prezioso che difendiamo e difenderemo sempre – è pagata da tutti noi e dovrebbe essere al servizio della comunità, non viceversa!
Per ora, se dovete ritirare i vostri esami, mettete in cuore in pace, state tranquilli e… prendete mezza giornata di ferie…
Il Badalischio d’Argento, rubrica di satira politica e controinformazione


