di Marco Roselli – Fino a pochi anni fa il territorio casentinese era considerato indenne da determinati parassiti poi, con la mancanza del freddo nella stagione invernale abbiamo assistito ad una sempre maggiore diffusione di insetti nocivi per le coltivazioni, tanto che proprio mentre sto scrivendo questo articolo, la mosca dell’olivo sta continuando il proprio ciclo larvale all’interno delle olive in diverse zone della valle. E’ pur vero che la percentuale di danno è ancora limitata, ma di questo passo, con l’aumento delle superfici investite a olivo e con il perdurare del clima mite, è probabile che la presenza del fitofago si faccia massiccia. Per questi motivi, nella prossima stagione, consiglio l’installazione delle trappole di monitoraggio.
Scopo del presente documento è di sensibilizzare sia gli operatori professionali che gli hobbisti affinché prestino attenzione alla possibile comparsa, anche nel nostro territorio, della Popilla japonica. Come dimostrato dalle esperienze avute con la Cimice asiatica e con il Cinipide del castagno, il riconoscimento tempestivo della presenza del parassita contribuisce a bloccarne la diffusione.
L’insetto Popillia japonica è un coleottero scarabeide, originario del Giappone, considerato una delle specie invasive che ha causato danni significativi nelle zone dove si è diffuso. Come noto, i principali fattori che possono limitare o favorire la diffusione degli insetti sono la temperatura e l’umidità, tuttavia, la disponibilità degli ospiti e le condizioni climatiche attuali, sono tali da consentire l’insediamento della Popilla praticamente ovunque. A causa dell’elevato rischio fitosanitario, Popillia japonica è stata inclusa nella lista degli organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione Europea.
Diffusione della Popilla japonica Fino al 2014, in Europa, la presenza di Popillia japonica Newman era conosciuta unicamente in Portogallo. Purtroppo però, a causa dei continui scambi internazionali, nello stesso anno venne rinvenuta anche in Italia, nel Parco del Ticino.
Da allora, molto rapidamente, l’insetto si è diffuso in tutta l’Italia Settentrionale tanto da spingere il legislatore ad adottare azioni di contenimento immediate “misure fitosanitarie di emergenza per l’eradicazione” dell’organismo nocivo ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1584.
Come viaggia, quali sono i danni e i sintomi Le possibili vie di ingresso sono rappresentate da:
- Trasporto passivo degli insetti adulti (“autostoppismo”) su vari mezzi di trasporto (es. voli nazionali ed internazionali, veicoli su gomma etc.), indipendentemente dalle piante ospiti eventualmente trasportate;
- Terreno in accompagnamento a piante da impianto (es. piante in vaso, piante in zolla, prato a rotoli) potenzialmente infestato da uova, larve e/o pupe;
- Suolo potenzialmente infestato da uova, larve e/o pupe.
L’incremento dell’area infestata è di circa 10 km all’anno e varia in funzione delle condizioni pedoclimatiche.
Nei prati con alti livelli di infestazione di larve di P. japonica, il cotico erboso risulta danneggiato sia dall’erosione delle radici operata dalle larve sia dalla movimentazione del terreno operata dai predatori delle stesse quali uccelli, cinghiali, talpe.
I danni sono causati sia dalle larve nel terreno, che si nutrono delle radici di graminacee, che dagli adulti, che presentano un comportamento gregario, alimentandosi sulla vegetazione di numerose specie coltivate e spontanee.
Il primo sintomo facilmente individuabile causato dagli adulti di P. japonica è la presenza di foglie completamente scheletrizzate delle piante delle quali si nutre. Gli individui erodono la lamina fogliare nelle porzioni più morbide lasciando progressivamente scoperte le sole nervature.

Ciclo vitale di P. japonica In Italia compie una sola generazione all’anno e sverna come larva di terza età nel terreno. Gli adulti sfarfallano verso l’inizio di giugno e sono attivi fino a settembre, con un picco di volo in genere nel mese di luglio.
Piante ospiti Specie molto polifaga, è considerata dannosa su più di 100 specie ospiti, sia spontanee che coltivate: alberi da frutto, vite, nocciolo, essenze forestali (acero, faggio, betulla, tiglio), colture in pieno campo (mais, soia, erba medica), ortive (pomodoro, fagiolo, asparago), ornamentali (rosa, dalia) e molte altre.
Sintomatologia dell’infestazione Come sopra accennato, gli adulti si radunano in gran numero sulle foglie delle piante ospiti che erodono completamente. Le larve si accrescono nel terreno a spese delle radici delle piante, interrompendo il flusso di linfa verso la parte aerea, la quale subisce un rapido deperimento con ingiallimenti e successivo disseccamento.
Periodo di osservazione dei sintomi La presenza degli adulti e le defogliazioni a carico della parte aerea delle piante è possibile osservarli nel periodo estivo, tra giugno e agosto. Lo sviluppo delle larve con l’erosione degli apparati boccali si protrae per tutta l’estate, si completa entro la primavera successiva. I danni al cotico erboso sono visibili a lungo.
Contributi Popilla japonica – ciclo biologico (Servizio Fitosanitario Nazionale). Regione Toscana – schede tecniche servizio agricoltura


