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lunedì, 16 Febbraio 2026

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Una casa che profuma davvero di casa

di Melissa Frulloni – È un processo naturale, arriva per tutti, ad un certo punto della vita, la voglia di lasciare la casa familiare per costruirsene una propria. Quelle nuove mura, quegli ambienti, diventano sinonimo di autonomia, indipendenza, voglia di cavarsela da soli e di dare vita ad una propria famiglia, con i suoi riti e le sue regole. Dicevamo si tratta di un processo naturale da cui non sono certamente escluse le persone con disabilità. Anche per loro arriva quel momento, quel bisogno di lasciare il nido che li ha cresciuti e accuditi, per sperimentare la vita da adulti.

Il diritto all’abitare in modo indipendente è un principio fondamentale sancito sia a livello internazionale che nazionale, in particolare per le persone con disabilità, ma spesso la realtà cozza con le normative vigenti e non permette l’attuazione di leggi specifiche, come la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) e la Legge Delega sulla Disabilità (Legge n. 227/2021). La Convenzione stabilisce il diritto a vivere in modo indipendente e ad essere inclusi nella comunità, nonché garantisce la libertà di scelta sul luogo di residenza e con chi vivere; la legge italiana mira a introdurre un progetto di vita personalizzato e partecipato, sviluppando strumenti per la vita indipendente.

La normativa ha sancito dei punti essenziali che possono davvero permettere alle persone con disabilità di sperimentare il diritto di abitare, ma nel concreto, esiste in Casentino questa possibilità? Che cosa offre la nostra vallata al di là dei centri diurni – servizi importanti per gli ospiti e per le loro famiglie, ma davvero capaci di garantire “un progetto di vita personalizzato”?

Abbiamo parlato di questo e molto altro con Mauro Conticini, fondatore e presidente uscente della onlus amICAREte, che lo scorso 6 settembre ha inaugurato un nuovo spazio per l’autonomia abitativa delle persone con disabilità. La struttura, denominata “Profumo di casa”, è stata realizzata a Serravalle, in uno storico immobile, dato in affidamento alla onlus dalla congregazione delle suore Mantellate.

«Abbiamo creato uno spazio fondato sulla condivisione, la collaborazione, la solidarietà e l’autodeterminazione, un luogo in cui chiunque possa sentirsi davvero a casa. Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire alle persone con disabilità la possibilità concreta di sperimentare l’autonomia abitativa: decidere come e con chi vivere. Ma il progetto dà anche la possibilità di provare questo spazio per capire dove e come costruire il proprio futuro, basato sull’indipendenza e sulla libertà di scelta. Troppo spesso si dà per scontato che una persona con disabilità debba essere guidata nelle proprie decisioni o peggio, che qualcun altro debba scegliere al suo posto. Ma, salvo nei casi in cui vi sia un’incapacità legalmente riconosciuta, ogni individuo ha il diritto fondamentale di autodeterminarsi. Questo vale anche e soprattutto per il diritto ad abitare: scegliere dove vivere, con chi condividere la propria quotidianità e in che modo sentirsi pienamente felici.» – Ci ha spiegato Conticini.

Il progetto di amICAREte è iniziato nel 2020 quando è stato avviato un percorso di conversione e riqualificazione della struttura di Serravalle: “È apparso chiaro sin da subito che l’immobile avesse bisogno di essere ristrutturato; abbiamo provveduto ad eliminare le barriere architettoniche, creando un ambiente accogliente e funzionale dove ogni utente sarà in grado di sperimentare la propria autonomia abitativa.” – Ha continuato Conticini –

“La struttura “Profumo di casa” è di fatto un luogo di residenzialità temporanea per persone con disabilità; qui potranno infatti sperimentare, in maniera concreta, il diritto all’abitare indipendente. Ognuno potrà soggiornare nella struttura per tutto il tempo che ritiene necessario; c’è chi resta un fine settimana, chi si trattiene per più giorni, in base alla propria esigenza di sperimentare, testare e capire l’idea di che cosa significhi vivere lontano dalla propria famiglia di origine. È una specie di palestra che vuole allenare all’indipendenza e all’autodeterminazione per permettere agli ospiti di essere pronti a fare questo passo.”

Un ruolo determinante in questo percorso è stato svolto dall’incontro con l’associazione Pole Pole – Piano Piano Onlus di Arezzo, una realtà da anni impegnata in progetti di solidarietà e cooperazione internazionale, con un’attenzione particolare verso le popolazioni africane. Il legame con Pole Pole è nato da una comunanza di valori profondi: il rispetto per ogni essere umano, la convinzione che ogni persona, a prescindere dalla propria condizione, abbia diritto a scegliere il proprio percorso di vita e la fiducia nella forza delle relazioni autentiche e solidali come motore del cambiamento sociale.

Non si è trattato semplicemente di un supporto logistico o economico. L’associazione ha scelto di condividere una visione, credendo fin da subito nella possibilità di costruire uno spazio in cui l’inclusione non fosse solo un concetto astratto, ma una pratica quotidiana, concreta e tangibile. Ha messo a disposizione risorse, competenze e soprattutto una presenza costante e partecipe, contribuendo in modo fondamentale alla realizzazione del progetto “Profumo di Casa”.

Grazie a questo sostegno, “Profumo di Casa” è diventato molto più di un’iniziativa sperimentale sull’autonomia abitativa per persone con disabilità. È diventato un simbolo di ciò che si può costruire quando associazioni, famiglie e comunità decidono di lavorare insieme, mettendo al centro le persone e le loro potenzialità. È un luogo fisico, ma anche uno spazio ideale, in cui si intrecciano storie, esperienze, culture e desideri; un punto di riferimento non solo per chi vi abita, ma per l’intero territorio, capace di ispirare nuovi modelli di convivenza, di accoglienza e di partecipazione.

Il progetto si è così radicato, permettendo agli attori coinvolti di allargare lo sguardo e di rafforzare la propria identità, dimostrando che anche le realtà più diverse, se guidate da ideali comuni, possono generare qualcosa di unico.

Una casa che profuma davvero di casa, perché fondata sull’ascolto, sulla libertà di scelta e sulla forza della comunità. “Profumo di Casa” rappresenta molto più di un progetto edilizio: è la testimonianza concreta di come il lavoro condiviso tra associazioni, istituzioni e territorio possa generare valore sociale, restituendo dignità e prospettive di vita indipendente a tante persone.”

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