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sabato, 6 Giugno 2026

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Viola, il colore nascosto dell’autunno

di Andrea Barghi Goaskim – L’estate ha lasciato il testimone all’autunno e la foresta sta cambiando atmosfere trasformandosi in un caleidoscopio di colori. Tra gli straordinari gialli cromo, il rosso vermiglio e i marroni dai riflessi ramati e rossastri, ciò che mi ha colpito tra queste sfumature è il viola. Forse perché raro a vedersi, oppure perché immaginiamo da sempre albe e tramonti rosso-arancio.

Il viola è spesso considerato un colore criptico e triste, ma in natura si rivela sorprendentemente entusiasmante. Per chi ama la foresta e non teme di alzarsi all’alba o rincasare al tramonto, c’è la possibilità di incontrare le rare quanto mistiche atmosfere violacee. Pochi sanno che il viola è associato alla regalità, alla rarità, alla magia e al mistero e, se accostato al rosa, alla femminilità.

Ma c’è di più: il viola richiama anche l’inconscio, l’irrazionalità e la solitudine. Sono atmosfere perfette per un’escursione nelle foreste più belle d’Europa, le Casentinesi, ovviamente. Le fotografie che accompagnano questo articolo risalgono a circa trentacinque anni fa, realizzate sul versante romagnolo del Parco: il luogo ideale per sorprendere all’alba quelle sfumature viola che si adagiano sulla schiena di Sassofratino e sul mitico alpeggio di San Paolo in Alpe.

Se ci si trova in quel frangente, soprattutto in autunno, possiamo approfittare del silenzio per una ricerca interiore e meditare sotto un biancospino, oppure davanti ai burroni della Giogana. Quelle atmosfere che ci avvolgono nel cuore della foresta agiscono sul nostro inconscio, ispirano spiritualità e trascendenza, permettono di oltrepassare i confini del mondo materiale per avvicinarsi a quello spirituale, liberando la mente dagli orpelli quotidiani.

E tutto questo può accadere soltanto qui, nel cuore delle foreste che da millenni percorrono l’Appennino, oggi conosciuto come Tosco-Romagnolo. Perché proprio in questo luogo? Di foreste antiche ce ne sono molte in Europa… Perché questo luogo è ancestrale, unico, evocativo e, cosa non indifferente, è a misura d’uomo. Ogni angolo delle Foreste Casentinesi è capace di accoglierci, facendoci sentire in un mondo a parte.

Auguro ad ognuno di voi di incontrare le atmosfere violacee durante un’escursione autunnale nello stupefacente, straordinario e mitico mondo ancestrale delle nostre Foreste Casentinesi.

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