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sabato, 25 Giugno 2022

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10 risposte per dire SI al Comune Unico

Per togliersi tutti i dubbi e votare convinti per il SI. 1 Avremo un territorio grande come Roma con il numero di abitanti come Campi Bisenzio. I comuni prendono i trasferimenti dallo stato in base agli abitanti. Oggi i 13 comuni del casentino percepiscono circa 11,15 milioni di euro di trasferimenti, con il Comune unico perderemo circa 2 milioni di euro all’anno, più i quasi 5 milioni annuali delle deleghe regionali.

Risposta 1:
Solo con un comune unico è possibile governare al meglio un territorio come quello del Casentino, culla di civiltà e cultura fin dal medioevo. I fatti fino ad oggi dimostrati da questo attuale sistema amministrativo frammentato e litigioso, hanno dimostrato ampiamente nell’immaginario collettivo tutti i limiti del caso. Non è stato possibile far crescere la grande risorsa turistica che la nostra valle ha da sempre, non è stato mai valorizzato alcun che se non i patrimoni di vocazione religiosa, in cui i preposti alla promozione di ciò ne sanno ben più degli ex ed attuali amministratori locali, non è stata mai creata una strada di fondovalle capace di rispondere al meglio alle esigenze delle nostre economie produttive per colpa della segmentazione della sua composizione nei vari territori comunali in cui ognuno tirava l’acqua al proprio mulino. Non è mai stata azzeccata una formula efficiente per il trenino del Casentino , degno più del Far West che delle esigenze vere dei molti pendolari più bisognosi di un sistema metropolitano . Sono stati costruiti con enormi sprechi di danari pubblici tronchetti ferroviari e aree logistiche (vedere esempio di Calbenzano) con criteri di dubbia progettualità e competenza tant’è che ad oggi non servono a nulla. Non si è mai potuto istituire un piano degli orari che permettesse a scuole aziende e cittadini comuni di funzionare al meglio in sinergia con le proprie esigenze e non quindi con quelle delle aziende di trasporto, con la conseguenza ( solo una tra le tante) di far perdere ad ogni nostro figlio un anno di scuola superiore nell’arco di un quinquennio.

Con un estensione cosi grande ci sarebbero comunque più risorse per poter venire incontro alle varie esigenze territoriali facenti riferimento agli ex comuni. Le risorse umane e i mezzi d’opera presenti per gestire al meglio il territorio sarebbero maggiormente garantiti a tutti e non solo in alcune limitate porzioni come avviene adesso. Il personale presente e futuro, in virtù di queste caratteristiche avrebbe al possibilità di essere specializzato e poter conseguire qualifiche e gratificazioni professionali che oggi non è possibile avere per via di una massa critica mancante.

Non è vero che verrebbero perse le deleghe regionali in quanto, queste verrebbero rese di diritto al comune unico del casentino per effetto giurisdizionale e legislativo conseguente al superamento dell’attuale Unione dei Comuni a 9 rispetto alla sovranità che un comune ha in senso lato.

I comuni sono enti territorialmente autonomi e sovrani con proprio potere legislativo e statutario, le Unioni dei comuni o ex comunità montane, sono enti derivati non eletti direttamente dal popolo e che per funzionare al meglio hanno bisogno dell’approvazione dei consigli comunali che le compongono, creando inevitabilmente un effetto di ridondanza inutile macchinosa e costosa.

2 Gli incentivi per le fusioni di Comuni per fare il comune unico sono 3 milioni di euro in 5 anni,non 30 milioni in 10 anni come dichiara il comitato per il si.
Risposta 2
Gli incentivi per i comuni unici sono di origine regionale per cinque anni e statale per dieci anni. I contributi nel loro totale ammontano davvero a circa 28 milioni di euro in 10 anni. Inoltre, i fondi che il legislatore ha previsto per le Unioni dei comuni e per i comuni unici sono ben distinti e separati, tant’è che proprio in virtù di questa caratteristica quelli per le fusioni sarebbero maggiormente garantiti dato il numero inferiore rispetto alle unioni per cui, sull’ammontare totale dei rispettivi fondi contributivi si avrebbe la certezza assoluta per quelli relativi alle fusioni (prendendo in pratica il 100% spettante), mentre per le unioni è possibile prenderne solo parzialmente visto che in Italia in base ai recenti dati 2011 ne sono state create più di 500 a differenza delle sole 9 fusioni.

La pioggia di danari erogabili è maggiore per il fondo delle fusioni e minore in proporzione al numero per le unioni.

3 Ci saranno grandi disagi per la popolazione Casentinese. Le municipalità di cui parla il quesito referendario sono state tolte dall’ultima finanziaria.

Risposta 3:
Le Municipalità di cui parla il quesito ovvero in riferimento all’Art. 9 della proposta referendaria,non sono state affatto abolite, semmai incentivate . Lo stesso TUEL 267 – 2000 – per gli enti locali e disposizioni susseguenti lo smentisce chiaramente con l’Art.16 , dimostrando quindi la assoluta compatibilità tra la legge nazionale e la stessa proposta di cui all’oggetto. Si tende spesso a confondere l’abolizione delle municipalità circoscrizionali sotto i 100.000 abitanti per i comuni già esistenti piuttosto che dare conto davvero di ciò che dispongono le leggi in materia.

Per i comuni formatisi da fusione, indipendentemente dal numero di abitanti, per funzionare al meglio vengono dotati di tali strumenti amministrativi cosi da poter tutelare proprio le identità territoriali e la rappresentatività rispetto all’amministrazione unica.

Le sedi degli attuali comuni verrebbero mantenute rendendo invariati tutti i servizi di cui il cittadino abbisogna. Inoltre, a differenza di un sistema come quello attuale, sarebbe possibile poter usufruire da qualsiasi cittadino del comune unico di ogni servizio che lo riguarda e, a differenza d’ora, potrebbe farlo in tutto il territorio . Per esempio, un cittadino di Montemignaio potrà usufruire di un qualsiasi ufficio comunale anche in un municipio diverso dal suo, questo significa che per esso non sarà più necessario perdere ore di lavoro inutilmente per tornare al proprio paese da un luogo di lavoro distante come potrebbe essere Poppi o Soci, dal momento che potrebbe recarsi nell’ufficio a lui più vicino. Quindi il Comune Unico avvicina maggiormente i servizi al cittadino in ogni caso creando indubbiamente vantaggio e non disagio.

4 Sui costi della politica non ci saranno risparmi. L’amministrazione di un comune con la struttura descritta dal quesito referendario costerebbe di più di tutte le amministrazioni dei 13 comuni attualmente presenti.

Risposta 4:
Il Comune Unico rappresenta risparmio in ogni caso e questo sia per la conseguente razionalizzazione delle spese amministrative e gestionali, sia per la forte riduzione dell’apparato politico amministrativo . Tale ente costerebbe per la parte politica soltanto 180.000 euro rispetto agli attuali 600/700 .000 di adesso. Da circa 220 politici attuali si passerebbe a soltanto 25 oltre che ad 1 solo segretario rispetto agli attuali 9 presenti tra cui una sorta di decimo in relazione al direttore generale attualmente in essere con l’Unione dei Comuni.

Insomma, è ovvio che cosi facendo si taglierebbero molte delle attuali cariche politiche esistenti, ma tutto ciò comporterebbe una indispensabile semplificazione della macchina amministrativa, con conseguente risparmio ed efficienza in quanto il cittadino, le imprese, le scuole, il sistema sanitario, forestale ecc. avrebbe a che fare con un unico referente e con unici piani regolatori, urbanistici, edilizi, strutturali e di gestione dei servizi. Nell’era moderna, quella in cui è necessario unire le forze per sopravvivere alla globalizzazione, alla crisi conclamata che anche il nostro Casentino sta vivendo, non possiamo continuare a credere che piccolo è meglio. Se vogliamo competere ed evitare che i nostri giovani e le nostre imprese migrino verso lidi più appetibili e meno farraginosi, bisogna fare “sistema comune” . E’ bene ricordare ai casentinesi che secondo il centro per l’impiego del Casentino a Giugno 2011 la disoccupazione giovanile era al 33%, che per le donne casentinesi vi erano sempre meno opportunità di lavoro e che l’aumento agli ammortizzatori sociali era aumentato in maniera esponenziale a livelli superiori rispetto a quello delle altre vallate. Il Comune unico non è la panacea di tutti i mali, ma uno strumento più idoneo per superarli di sicuro.

5 Con il Comune unico chiuderanno uffici postali,scuole e servizi per i cittadini nelle frazioni e nei comuni marginali. Vigerebbe solo la logica numerico- economica.

Risposta 5:
Con il comune Unico sarà finalmente possibile per le scuole rapportarsi con un unico referente il quale non potrà redimersi dalle proprie responsabilità nei confronti dei cittadini casentinesi e del fabbisogno tecnico culturale del territorio e delle attività produttive presenti. Attualmente infatti le scuole superiori sono costrette a relazionarsi direttamente con la provincia anziché avere rapporti indispensabili con i sindaci ed aziende che di fatto, fino ad oggi hanno sempre tralasciato il problema con fare lassista.

A sostegno di ciò vi è appunto la complicata questione della scelta di indirizzo scolastico per i nostri alunni a cui dovrebbero partecipare con una logica di concertazione i comuni, le aziende e le provincie.

Il liceo Classico, irrinunciabile per accedere con la metodica ottimale alle università, da tempo ormai non esiste più in Casentino ed alcuni indirizzi tecnico professionali sono lasciati spesso al caso anziché scelti con congruo criterio. Non ultima, la questione legata al piano degli orari di vallata che penalizza fortemente i nostri studenti facendogli perdere circa 10 minuti ogni ora di lezione che nell’arco di 5 anni si trasformano in 1 anno di scuola in meno.

Nelle frazioni, verrebbero garantiti servizi maggiori rispetto ad oggi poiché con il Comune Unico sarà possibile usufruire di maestranze qualificate e mezzi d’opera più specializzati con cui poter focalizzare l’attenzione in ogni momento ed in maniera diffusa sulle varie esigenze specifiche del territorio interessato, cosa oggi molto difficile soprattutto per i piccoli comuni che non hanno ne mezzi ne personale sufficientemente adeguati.

I servizi in genere verranno comunque garantiti e non verrà smantellato nessun ufficio postale per ragione di un comune unico in quanto, come ben sappiamo, gli uffici postali sono sotto la giurisdizione statale e quindi non hanno nulla a che vedere con il comune in senso assoluto, casomai si può certamente affermare che con un unico referente la concertazione verso le POSTE sarà maggiore in virtù del maggior peso politico economico che questo potrà dimostrare rispetto al piccolo comune attuale.

6 Ci saranno solo 16 consiglieri di maggioranza e 8 delle opposizioni. Le istituzioni saranno così sempre più lontane dai cittadini e dai loro veri bisogni. A chi ci rivolgeremo???

8 I comuni piccoli e medi non avranno rappresentanza. Anche i più grandi però saranno penalizzati fortemente. Attualmente a Bibbiena il Comune più grande ci sono 21 consiglieri comunali,che affrontano i problemi dei cittadini di tutto il territorio. Con il Comune Unico se va bene ne saranno eletti 4 o 5. Sarà davvero più facile di adesso per i cittadini di Bibbiena,o di Poppi,vedere affrontati e risolti i propri problemi?

Risposta 6 e 8:
Con il nuovo Comune del Casentino la gestione dell’amministrazione politica sarà affidata a 24 consiglieri 1 giunta ed 1 sindaco che, coadiuvati come prevede la legge sulle fusioni, da dei Comitati di Gestione nelle varie municipalità garantiranno rappresentanza e servizi al cittadino , riportando la politica alla sua vera essenza democratica e civica quale dovrebbe essere davvero. I rappresentanti dei comitati di gestione infatti non riceveranno alcun corrispettivo, saranno eletti contestualmente al consiglio e saranno incompatibili con cariche istituzionali. Questi avranno un potere di indirizzo politico verso il consiglio stesso cosi da poter dare conto in maniera capillare delle varie esigenze di cui il loro territorio abbisogna, cosa attualmente non praticata soprattutto nelle frazioni, se non per conto di “capi popolo” o presidenti di Pro-Loco.

7 Siamo sicuri che un comune di 48000 abitanti abbia più peso politico degli attuali 13 comuni del Casentino?crediamo davvero che Campi Bisenzio,Cascina,Capannori,sesto Fiorentino,siano poi così influenti????

Risposta 7:
Spesso si tende a snaturare le capacità reali di un Comune come quello che verrebbe a costituirsi con la fusione dei 13 comuni presenti in Casentino.

Si dice che un comune unico ad 11 ( formula ideale ) o a 13 sarebbe troppo popoloso, salvo poi affermare a seconda delle volte, l’esatto contrario sostenendo che 36.000 o 48.000 abitanti nel secondo caso sarebbero pochi e assimilando tale realtà a quella di Gubbio o Scandicci che, secondo i sostenitori del no non avrebbero alcun peso politico in più rispetto ai nostri attuali comuni casentinesi.

Ebbene, ad oggi nei confronti delle ATOO ( rifiuti e acqua) un comune come quello di Ortignano conta appena lo 0,1% Bibbiena il 2% e Pratovecchio 1% mentre Arezzo con 100.000 abitanti conta per il 30% e Montevarchi per circa il 12% cosi come la nuova fusione che avverrà tra Figline ed Incisa che con più di 24.000 abitanti conteranno molto più di adesso. Con un comune unico del Casentino avremmo una valenza in questi “nostri”contesti con i quali dobbiamo relazionarci pari almeno al 15% con evidente maggior peso politico e decisionale.

9 In tutti i comuni un numero enorme di associazioni sociali,culturali,sportive e di volontariato, in collaborazione e con i finanziamenti erogati delle varie amministrazioni comunali hanno tessuto negli anni una rete di eventi,di servizi e di attività socio culturali di inestimabile valore. Con il Comune Unico sparirà tutto questo patrimonio fondamentale per dei territori montani come i nostri.

Risposta 9:
Il COMUNE UNICO è una scelta coraggiosa, ma non è assolutamente in contrasto con il contesto reale del Casentino ovvero, non esiste un Casentino frammentato nella vita quotidiana di ognuno di noi e non esiste neanche nella formula identitaria dell’immaginario collettivo, esiste soltanto a livello politico amministrativo e questo dovrebbe far riflettere.

Siamo ormai in un epoca globalizzata in cui l’Europa unita è tale pur non parlando la solita lingua, un epoca in cui i nostri figli( oramai da diverse generazioni ) frequentano le stesse scuole superiori riconoscendosi sotto ogni profilo in un UNICA IDENTITA’. Molte associazioni sportive, culturali o di volontariato che operano nel nostro territorio si trovano spesso in contrasto con le diverse disposizioni e regolamenti adottati negli attuali singoli comuni , accentuando sempre di più la necessità di fare sistema comune e di poter operare in un unico territorio ormai uguale per tutti. I nostri imprenditori che operano in comuni diversi dal loro non hanno nessun potere di democrazia partecipata (non possono votare il sindaco che amministra la località in cui questi hanno l’azienda) nei confronti dell’amministrazione in cui passano la maggior parte della loro esistenza.

Con il COMUNE UNICO tutte queste problematiche, per certi versi assurde e chiare indicatrici del SEGNO DEI TEMPI verrebbero risolte in virtù di un unico referente, di servizi più qualificati e contando di più politicamente. Si avrebbero maggiori possibilità di ottenere risorse e finanziamenti regionali e statali con concrete possibilità di partecipare ai bandi europei attraverso un personale interno competente e qualificato, che ad oggi, non è possibile avere. Quindi una gestione del territorio ottimale e più rispondente alla nostra collettività.

10 Siamo consapevoli che ci sono tante cose che devono cambiare, e in parte molte stanno già cambiando. Con coraggio dovremmo razionalizzare sempre di più i costi e continuare con maggiore convinzione ad associare i servizi. Ma non servirà a nessuno distruggere e snaturare tutto. Il Casentino è meraviglioso,dobbiamo salvarlo non distruggerlo.

Risposta 10:
Un Italia dei comuni cosi com’è oggi, composta spesso da piccoli comuni di 500 – 1.000 – 3.000 …o anche di 10.000 abitanti non è più rispondente all’epoca in cui viviamo. Lo stesso legislatore nazionale lo fa presente di continuo, quando ci indica che la strada maestra è quella della razionalizzazione della spesa pubblica e della semplificazione amministrativa. Quindi anche in tal senso un COMUNE UNICO DEL CASENTINO, concepito o come da proposta referendaria, oppure attraverso una formula ideale di 11 COMUNI, risulterebbe la soluzione migliore per progredire e farci entrare a pieno titolo nel futuro.

E’ ora di cambiare, di rinnovarsi e di abbandonare certi concetti precostituiti tali per cui si vede la questione del COMUNE UNICO come una mera questione ideologica tra destra e sinistra.

Il COMUNE UNICO è uno strumento diverso e più al passo coi tempi di quanto non lo sia questo attuale assetto amministrativo, che non è inutile ed inefficiente solo per colpa di una certa politica di potere, bensì per via di un vecchio SISTEMA ITALIA che da tempo non funziona più e che necessita urgentemente di essere rivisto e cambiato.

Con il COMUNE UNICO,dimostreremo a tutti di cosa saremo capaci noi casentinesi. Daremo a questo nostro territorio, da secoli culla di cultura e civiltà, la possibilità di rigenerarsi a nuova vita cosi da fungere come esempio per la nostra Italia intera.

CASENTINO UNITO

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