di Anselmo Fantoni – Un altro anno archiviato, il 2025 iniziato con cinque nascite in quel di Serravalle faceva percepire una rinascita inaspettata, lontano dal Casentino i venti di guerra, gli storici lavori sulla nostra SR71, nulla di tanto nuovo, una cosa è certa il Casentino sta vivendo un periodo se non proprio d’oro almeno d’argento. Le aziende sono alla ricerca di collaboratori segno che il lavoro non manca, il volontariato invece vive un momento delicato perché i volontari stanno diventando merce rara.
A gennaio eravamo tutti pronti a vedere scomparire la ex Sacci, ma purtroppo l’eco mostro è ancora li, come a dire che non sarà facile liberarsi di lui. A febbraio l’ennesimo grido d’allarme del Panno Casentino e ancora dobbiamo registrare la totale incapacità dei soggetti in campo per trovare una soluzione soddisfacente al problema. A marzo abbiamo fatto un giro per le chiese giubilari del Casentino, il giubileo della speranza, necessario per spazzare via i venti di guerra che aleggiano sopra l’Europa.
Ad aprile un segno di speranza concreto, può sembrare un atto folle, da sognatori e retrogradi, ma riaprire un edicola è tenere viva la cultura, è voler affermare che non tutto può essere digitalizzato, certo la tecnologia aiuta ma guardarsi negli occhi senza controlli mantiene collegata l’umanità. L’edicola di piazzolina è un atto eroico e come tale va considerato. A maggio prende corpo l’Associazione Viticoltori Casentinesi, un’istituzione di cui si sentiva la necessità da tempo, nel mondo moderno diventa centrale sviluppare sinergie e condividere strategie, per andare lontano bisogna fare squadra. A giugno si torna a parlare della follia Gravenna, ma soprattutto in questo mese abbiamo vissuto l’ennesimo flop dei referendum un segno inequivocabile dello scricchiolio istituzionale.
A luglio il Casentino dà il meglio di se, sagre per tutti i gusti, foreste accoglienti sperando che alla fine la nostra valle non sia soltanto questo anche se non è poi così male. Ad agosto continua un estate bellissima, i turisti ci sono, le sagre continuano e le guerre sembrano molto lontane. A settembre finite le ferie si ritorna sulla grande opera della Gravenna, 27 milioni di euro per quattro km quasi 7 milioni a km, ogni commento è superfluo.
A ottobre abbiamo parlato delle mamme, e che dire, le mamme sono la spina dorsale del mondo. A novembre nulla di nuovo ancora un grido d’allarme per il povero panno Casentino e l’ennesima storia sull’ex Sacci, ma la cosa più importante è il cessate il fuoco su Gaza, tanto si dovrà fare per ricostruire ma almeno la guerra è «formalmente» finita. A dicembre è arrivato il Natale e tutti siamo stati più buoni, ci siamo goduti le feste con amici e parenti, pronti ad un altro anno.


