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domenica, 3 Luglio 2022

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Il difficile e importante lavoro delle edicole

di Marco Alterini – Come sappiamo la società è in continua evoluzione e i cambiamenti degli usi e costumi negli ultimi anni hanno avuto un’accelerazione, dovuta al progresso tecnologico, che non era immaginabile, così ci ha colto di sorpresa e spesso non siamo riusciti a gestirla. In questo modo rischiamo di perdere delle realtà importanti e fondamentali e questo, assurdamente, invece di proiettarci in un futuro migliore, rischia di farci regredire dal punto di vista sociale e culturale.

Abbiamo già affrontato in queste pagine come il cambiamento dei consumi e delle reti di distribuzione, con la conseguente difficoltà dei negozi di vicinato, rischi di far morire i nostri centri storici che rappresentano il Made in Italy più autentico con ripercussioni negative sul turismo.

Questa volta vogliamo parlare della crisi di un settore che, otre ad essere uno dei più validi presidi del territorio dei nostri centri storici, è anche un presidio culturale che da sempre rappresenta la crescita intellettuale del nostro paese, contribuendo a formare una popolazione più matura e dotata di più senso critico, tanto più oggi che, grazie al web, siamo invasi da un numero esagerato di informazioni, delle quali è sempre più difficile conoscere la fonte e l’attendibilità e che rischiano veramente di farci perdere la bussola, creando, di fatto, un nuovo tipo di ignoranza, che ci rende meno liberi nelle nostre scelte. Il settore in oggetto è quello delle edicole che ha avuto, negli ultimi anni, una contrazione dovuta principalmente alla diminuzione delle vendite dei quotidiani.

Oggi le notizie ci arrivano in tempo reale attraverso i canali digitali h24, ma se ci fermiamo qui, oltre a dimenticare di verificarne l’attendibilità, come già detto, ci viene a mancare la riflessione e il commento su quelle notizie, che erano propri della carta stampata, con gli articoli delle grandi firme del nostro giornalismo che contribuivano in questo modo alla maturazione e formazione di una società migliore e le edicole erano e sono il mezzo attraverso il quale ci arriva questo fondamentale servizio, quindi un vero e proprio presidio culturale.

Le edicole sono dunque in affanno ed hanno ovviato alla perdita di fatturato ampliando, negli ultimi anni, la loro offerta merceologica, ormai accanto a quotidiani, riviste e fumetti, compresi quelli di autore, si vendono non solo libri, ma giocattoli, gadget vari, souvenir, si diventa veri e propri “hub” dove si va per ritirare pacchi consegnati dalle multinazionali dell’ e-commerce, si acquistano biglietti dell’autobus e biglietti dello stadio, si stampano certificati comunali, da ricordare l’esempio del comune di Firenze, dove negli ultimi 7 anni hanno chiuso 200 punti vendita del settore, che ha autorizzato le edicole a vendere prodotti enogastronomici a km0, contribuendo così a sostenere il territorio.

Voglio qui anche sottolineare come l’emergenza pandemica abbia creato ulteriore difficoltà anche a questo settore, ricordo come Confesercenti attraverso Fenagi, il sindacato di riferimento, si sia recentemente attivata per togliere l’obbligo del controllo green pass nelle edicole che operano in ambienti chiusi, di fronte alla velocità con cui si consegna un quotidiano, assurdo perdere diversi minuti per controllare, soprattutto in presenza di affollamento.

Il nostro edicolante di Poppi, Giancarlo Gori (nella foto di fronte alla sua edicola), che riveste la carica di presidente provinciale SNAG (Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai), un autorità del settore, mi conferma i problemi che devono affrontare i titolari delle edicole che, di fronte alle tante ore di lavoro e presidio del territorio, spesso 7giorni su 7, hanno visto ridursi significativamente i propri fatturati e il relativo reddito, insieme alla difficoltà di vendere l’attività al raggiungimento della pensione, perdendo così, spesso, quella che era la loro liquidazione. Giancarlo continua nella nostra amichevole chiacchierata a darmi dei dati, a descrivermi la situazione e ad indicarmi possibili soluzioni che riporto di seguito.
A livello nazionale le edicole sono passate da 42.000 a 23.000 ed in Casentino negli ultimi 3-4 anni abbiamo perso 8 punti vendita, passando da 23 edicole a 15, alcuni paesi dell’alto Casentino rischiano di rimanere senza il loro giornalaio.

Per tamponare questa emorragia nel 2021 si è aperto un tavolo di trattativa col Governo e tutti i componenti della filiera, editori, rappresentanti sindacali, distributori, pubblicitari, per usufruire al meglio del recovery plan e ristrutturare il settore. Sempre nel 2021 si ottiene il credito d’imposta per le edicole. Da ricordare anche l’accordo con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per stampare e distribuire in edicola certificati comunali come già detto sopra.

Sempre Giancarlo mi fa notare come tutto questo abbia senz’altro aiutato il settore, ma da solo non basta per ottenere una inversione di tendenza, la soluzione sta nel riportare i giovani in edicola per far loro riscoprire il piacere di leggere un quotidiano e assaporare le notizie in modo più lento, ma più completo, solo domandandoci il perché le cose accadono e analizzando i vari punti di vista, si può veramente entrare nella notizia e farsi una propria opinione. Questo ambizioso obbiettivo secondo lui si può ottenere solo riportando i giovani in editoria, in una rivoluzione che in questo caso partirebbe dall’alto per creare prodotti editoriali adatti ai giovani stessi.

Tornando al nostro Casentino, dove sempre più spesso si parla di puntare al turismo, per ottenere uno sviluppo economico sostenibile, Gori sottolinea come nella nostra vallata manchino uffici turistici e d’informazione e come questa funzione potrebbe benissimo essere svolta dalle edicole per la loro presenza ancora capillare nel territorio e aperte tutti i giorni dalla mattina alla sera. Lui stesso come presidente SNAG aveva anche proposto all’ente Parco, sempre in riferimento alla promozione turistica, di poter distribuire in edicola i certificati per la raccolta di funghi e castagne e di aver ricevuto risposta negativa perché il nostro Parco Nazionale Delle Foreste Casentinesi aveva già un accordo con le Poste, ora tutti sappiamo quali sono gli orari di apertura delle Poste e quanto tempo richieda anche fare un semplice bollettino.

Per concludere, vediamo quanto sia importante salvare queste realtà territoriali, quanto sia già stato fatto nella giusta direzione, soprattutto nel sensibilizzare l’aiuto delle pubbliche amministrazioni e quanto ci sia ancora da fare, non sia mai detto che un giorno si debba rimpiangere di non aver fatto tutto il possibile per salvaguardare l’aspetto culturale dei nostri luoghi, ringrazio Giancarlo Gori per la sua competenza e disponibilità, persone come lui contribuiscono a valorizzare il nostro territorio.

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