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giovedì, 16 Aprile 2026

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Il Logo Casentino

Nelle ultime settimane è stata divulgata sul web un’iniziativa interessante: la promozione, da parte dell’attuale sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli, di un logo dalla grafica accattivante chiamato “Logo Casentino”. Nel video di presentazione si informava che alcune aziende del territorio casentinese avevano utilizzato per i propri prodotti il suddetto Logo. Abbiamo quindi intervistato il diretto interessato, per saperne di più in merito alle origini di questo Logo…

Da dove nasce l’idea del “Logo Casentino“? «Di personale non c’è nulla nella creazione del Logo. In realtà esiste da diversi anni e il sottoscritto l’ha semplicemente riscoperto. Si tratta di un’iniziativa dell’Ambito Casentino, consorzio associativo composto da tutti i comuni della vallata. L’ente ha lo scopo di promuovere il turismo sostenibile, alla scoperta dei tesori del nostro territorio. Il nostro Ambito turistico è stato istituito insieme agli altri 27 della Toscana tramite l’applicazione della legge regionale 24/2018, che ha suddiviso il territorio toscano in 28 porzioni omogenee. I comuni all’interno di ciascuna porzione sono stati spinti da Regione Toscana a collaborare affinché potesse venire a crearsi un soggetto giuridico, il cui obiettivo era (ed è) la promozione del turismo all’interno dei territori circoscritti. Se posso permettermi, anche se reputo l’idea di fondo intelligente, sussistono alcune criticità per quanto riguarda l’applicazione della suddetta legge, poiché alcune porzioni di territorio non sono così omogenee. Nel nostro caso, però, credo sia stata effettuata una demarcazione corretta dei confini, poiché nel nostro ambito turistico sono presenti tutti i comuni del Casentino, eccezion fatta per quello di Capolona. Si tratta quindi di undici comuni, con capofila Poppi, succeduto a Pratovecchio Stia, che hanno il compito e il dovere di promuoversi vicendevolmente dal punto di vista turistico, così da evitare che gli stessi lo facciano in maniera autonoma con risultati certamente peggiori. L’iniziativa è stata finanziata per i primi anni, anche se adesso i fondi stanno esaurendosi. Poco dopo la fondazione, infatti, è stato creato il sito dell’Ambito, con il supporto di un’azienda del settore informatico locale, la promozione cartacea, con volantini e quant’altro, e la partecipazione presso fiere ed eventi, con l’ausilio non meno importante dei social. In ultima istanza è stato creato il “Logo Casentino”, con finalità di promozione territoriale, dallo slogan: “Casentino, naturalmente autentico”».

Oltre alla promozione del turismo, l’iniziativa può anche essere letta e pubblicizzata come un volano per la vendita dei prodotti delle aziende del territorio? «I due ambiti vanno sicuramente a braccetto. Un buon successo sul fronte turistico garantisce importanti entrate per l’economia e per le imprese locali. L’idea dell’Ambito Turistico è infatti quella di fornire strumenti specifici atti a migliorare l’efficienza delle nostre strutture ricettive, quali agriturismi e alberghi, rifornendole di materiale informativo ed erogando al personale corsi di formazione ad hoc per potenziarne la capacità operativa (si parla di hospitality management). Per fare un esempio, qualche tempo fa sono stati invitati noti esperti italiani di turismo in Casentino, i quali sono stati protagonisti di un tour delle nostre strutture alberghiere e agrituristiche dove hanno fornito delle indicazioni specifiche sulle modalità operative che massimizzano il numero di visitatori, quindi dei clienti. Insomma, si opera nell’ottica della promozione turistica e del supporto alle strutture ospitanti».

La sua attività di promozione del “Logo Casentino” effettuata sui social e rivendicata su alcuni articoli di giornale esula dagli obiettivi dell’Ambito Turistico Casentino? «La riscoperta del Logo è stata una mia intuizione. Circa tre mesi fa, dando un’occhiata al sito e notandolo mi sono detto: “Perché non appellarsi pubblicamente alle aziende chiedendo l’utilizzo del Logo come brand per i prodotti?” considerando anche il fatto che le imprese casentinesi esportano in tutta Italia e anche nel mondo. L’utilizzo del Logo nei siti, nei social, nelle offerte comporterebbe una sponsorizzazione gratuita e efficace del nostro territorio. L’idea è stata coadiuvata da un amico imprenditore locale impegnato nel settore automotive, durante il rally estivo di quest’anno. Infatti, sopra la carrozzeria di alcune auto in gara, appartenenti a concorrenti provenienti dal Trentino-Alto Adige, erano presenti adesivi raffiguranti il logo della propria regione. Mi sono chiesto se fosse stato possibile replicare l’idea e, ricordandomi dell’esistenza del nostro Logo, ho iniziato a pubblicizzarlo alle aziende nostrane».

Quante aziende hanno aderito per adesso? A quali settori appartengono principalmente? «Al momento hanno aderito attività legate al settore alimentare, automobilistico, meccanico, addirittura alcune cantine vinicole… Devo ammettere che le imprese che hanno accolto l’iniziativa sono abbastanza eterogenee, segno del carattere inclusivo del progetto. In via definitiva, sono circa un centinaio quelle che hanno manifestato interesse per l’adozione del logo. Chiaramente, nei prossimi mesi avremo numeri più precisi in merito in base alle effettive adesioni realizzate».

Come viene stipulata l’adesione? È gratuita? «Aderire al logo è gratuito, previa compilazione di un apposito modulo online da parte del soggetto aderente. Segue poi l’invio all’Ambito Turistico tramite “domanda di utilizzo del Logo Casentino”. Esiste un regolamento dell’Ambito che prescrive i vari diritti e doveri che l’azienda è tenuta a rispettare in caso di adesione al Logo. La richiesta deve essere riportata, in prima istanza, al comune ove l’impresa ha sede».

Quali altri progetti dell’Ambito Turistico Casentino, secondo lei, è doveroso citare? Quali potrebbero essere i progetti futuri? «Vorrei soffermarmi di nuovo sul sito, dal quale è possibile accedere a diverse sezioni e prenotare, per chi lo volesse, una vacanza in Casentino. Inoltre, tramite il consorzio dei comuni dell’Ambito si è riusciti a promuovere il progetto dei cammini: il celeberrimo “Cammino di Francesco”, la “Via Romea-Germanica” ecc. Per quanto riguarda il futuro, è chiaro che le decisioni si prendono in sede di Conferenza dei sindaci del Casentino. Dal mio punto di vista, occorre puntare sulla conoscibilità del nome. Vorrei coinvolgere anche le imprese locali in questa missione, poiché spesso esco dal territorio casentinese e nessuno di coloro con cui mi interfaccio lo conosce. Dunque, è chiaro che, in termini di notorietà, pecchiamo di parecchio rispetto ad altri luoghi della nostra regione. Per tale motivo, è doveroso impegnarsi di comune accordo per portare il nome della nostra valle al di fuori della stessa in maniera prorompente, anche attraverso modalità peculiari e diversificate. Mi vengono in mente gli enormi pannelli pubblicitari siti a Firenze come esempio di marketing che potrebbe funzionare. Quindi, partendo da chi è più vicino a noi, cioè fiorentini e aretini, è necessario far conoscere i nostri luoghi. Un accorgimento che tengo a sottolineare è quello di sfruttare il cosiddetto “turismo esperienziale”: si tratta di tour guidati alla scoperta delle peculiarità e del folklore locali.

Ad oggi tutto ciò manca in Casentino, e mancano i professionisti che se ne occupino, quando invece in altre zone della regione diverse realtà propongono pacchetti turistici di questo tipo. Non è tanto la bella stagione a deficitare in termini di affluenza dei visitatori: in estate le strutture sono piene. Tali pacchetti turistici sarebbero da sfruttare soprattutto durante la bassa stagione, per evitare un “over tourism” estivo e potenziare quello invernale, oggi non particolarmente profittevole. Ad oggi si parla di circa 275 mila presenze di visitatori concentrate in tre mesi e mezzo all’anno. Occorre ospitare i restanti 120/130 mila turisti negli altri nove mesi per arrivare alla soglia dei 400 mila annuali, così da avere un ritorno economico all’altezza di quello che la nostra terra ha da offrire. Riconosco che non sia un obiettivo semplice, ma abbiamo prodotti gastronomici molto interessanti anche nei mesi più freddi. Dovremmo prendere esempio dal territorio del Chianti, che raccoglie tutti i turisti di Firenze in quella che è l’esperienza vinicola per eccellenza, una degustazione conosciuta in tutto il mondo. Perché non introdurre un modello simile nel nostro Casentino?

Credo che sia una materia di discussione importante in sede di Conferenza dei sindaci. Esorto infatti i miei colleghi casentinesi a promuovere il “Logo Casentino” e, insieme ad esso, le bellezze che solo la nostra valle sa offrire!».

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