di Antonella Oddone – La TBC è una malattia contagiosa causata dal micobatterio tubercolosis. È la seconda causa di morte per malattie infettive nel mondo dopo l’HIV. Nei bambini è particolarmente pericolosa a causa del sistema immunitario immaturo ed ha una progressione tanto più rapida quanto più piccolo è il bambino.
La trasmissione avviene tramite droplets (microparticelle acquose contaminate) rilasciate durante il parlare, il cantare oppure con tosse e starnuti. I droplets possono rimanere in sospensione nell’ambiente e restare contagiosi per ore (tipicamente gli ambienti di vita sovraffollati umidi e bui sono un fattore di rischio).
Non tutte le persone esposte al micobatterio si infettano e non tutte le infezioni provocano malattia. Si deve distinguere infatti tra infezione tubercolare e malattia tubercolare.
L’infezione avviene quando il micobatterio riesce a raggiungere gli alveoli polmonari, ma viene qui circoscritto dalla risposta immunitaria dell’individuo. Si forma in questo caso il “processo primario” una lesione che può rimanere latente tutta la vita e non dare mai malattia, ma che può riattivarsi in condizioni di basse difese immunitarie. Solo il 5- 10% degli adulti infetti immunocompetenti sviluppa una TBC attiva nel corso della vita, mentre in condizioni di fragilità ammalarsi dopo il contagio è la regola (come nei neonati o comunque nei bambini di età inferiore ai 5 anni, negli anziani e in tutti i soggetti che abbiano scarse difese immunitarie, per es. individui con HIV o in chemioterapia). In particolare oltre il 90% dei bambini piccoli infetti sviluppa la malattia attiva, e la progressione avviene entro 12 mesi. Il rischio massimo si osserva sotto i due anni.
Quali sono i sintomi? I sintomi sono spesso aspecifici: inappetenza, astenia, febbricola, rallentamento della crescita; tosse persistente e broncopolmoniti che non rispondono alle normali terapie antibiotiche; respiro sibilante dovuto alla compressione di bronchi e bronchioli da parte dei linfonodi infetti. Manifestazioni extra polmonari possono riguardare i linfonodi, prevalentemente cervicali, che possono colliquare e fistolizzare; il rene (un piccolo focolaio può distruggere un rene); le ossa in particolare le vertebre; il peritoneo (peritonite tubercolare); le meningi (la meningite tubercolare è la manifestazione più grave di TBC in età pediatrica, con sequele importanti).
Come si diagnostica? La diagnosi non è facile, bisogna pensarci ed è fondamentale una buona anamnesi, che consenta di rilevare la presenza di casi familiari, e un’accurata visita medica. Il primo test che si effettua, anche come screening, è il test di Mantoux, un test cutaneo che richiede una lettura dopo 48-72 ore. È positivo sia in caso di infezione che di malattia e diventa positivo anche dopo vaccinazione anti TBC. Il test Mantoux può essere negativo nelle prime 8-10 settimane dopo un‘infezione, dopo alcune malattie infettive anergizzanti come il morbillo come pure dopo il vaccino antimorbilloso e terapie cortisoniche o immunosoppressive. Si può effettuare a qualsiasi età. Il test Quantiferon è invece un esame del sangue. Come il test Mantoux non distingue tra infezione e malattia ma non è influenzato dalla vaccinazione anti TBC. Si può effettuare a partire dai 5 anni.
Che fare quando Mantuox o Quantiferon sono positivi? Una radiografia del torace permette di escludere una malattia tubercolare attiva. Se la radiografia conferisce un quadro di normalità, in assenza di sintomi, si pone diagnosi di infezione tubercolare latente e verrà prescritto un trattamento solo in situazioni particolari (sicuramente nei bambini di età inferiore ai 5 anni, anche se oggi la profilassi è consigliata a tutte le età). Il trattamento in questo caso è profilattico e viene effettuato con isoniazide per 6-9 mesi. In presenza di sintomi deve essere iniziata la terapia vera e propria che comprende almeno quattro farmaci. Molti anni fa la diagnosi di certezza si poneva con l’esame dell’escreato o, nel bambino incapace di espettorare, con l’esame del liquido gastrico, il che richiedeva alcune settimane. Oggi la conferma è più rapida, appena poche ore, con il test di amplificazione delle catene (PCR).
Prima dell’avvento degli antibiotici essere malato di TBC voleva dire morte quasi certa e l’unica terapia disponibile erano i bagni di sole. Oggi sappiamo che il sole funziona in quanto fonte di vitamina D, che aiuta i pazienti a sviluppare una migliore risposta immunitaria.
Una situazione che si verifica spesso è la scoperta di un nuovo caso di TBC alla scuola materna. Che fare?
Tutti, bambini e insegnanti, dovranno fare la Mantoux e, se negativa, ripeterla dopo 8 settimane (tempo di incubazione della tubercolosi). In caso di contatto stretto (familiare, bambini che frequentano la stessa classe o la stessa mensa) è indicata la profilassi con isoniazide fino al risultato negativo della seconda Mantoux. Per i contatti occasionali (stessa scuola ma non stessa classe) non è indicata la profilassi salvo casi particolari. Nei bambini sani non è indicata l’associazione dell’isoniazide con la vitamina B6, mentre è consigliata a tutti la profilassi con vitamina D.
DOTT.SSA ANTONELLA ODDONE Medico pediatra
(Rubrica ESSERE L’Equilibrio tra Benessere, Salute e Società)


