di Mauro Meschini – Lo scorso anno, sempre nel mese di dicembre, abbiamo parlato di quello che era accaduto alcune settimane prima: della morte improvvisa in Madagascar di Tullio Ceccherini, del suo forte legame con quel Paese africano, dei progetti che stava portando avanti, della scuola che avrebbe voluto realizzare per i circa 180 studenti delle scuole elementari e medie che vivono a Betofaka, un villaggio che si trova proprio nel nord del Madagascar.
Un anno fa erano stati realizzati solo i nuovi bagni, mentre della scuola erano state tracciate le fondamenta, linee sul terreno da cui avrebbero dovuto prendere forma le mura e il tetto, anche se in quel momento sembrava che questo non sarebbe più stato possibile. Invece i mesi trascorsi da allora hanno visto rinascere l’idea originaria e il progetto sta ancora adesso sempre più prendendo forma, nel vero senso della parola. Tanti mattoni, realizzati sapientemente uno per uno a mano, hanno atteso che i lavori riprendessero, ma adesso, come è possibile vedere dalle foto, sono lì a rendere concreto quello che 12 mesi fa era ancora solo un’immagine astratta.
Naturalmente tutto questo è stato possibile realizzarlo solo perché c’è stato chi ha raccolto il testimone di Tullio e ha deciso di proseguire il cammino che lui aveva intrapreso. Per questo motivo è nata l’associazione MadagasCARE O.D.V. che è diventata lo strumento attraverso il quale rendere concreto il progetto per la realizzazione della scuola. Tra i tanti che, dall’inizio o nel corso del tempo, hanno partecipato a vario titolo e in diversi modi, alle varie iniziative ricordiamo solo Jolanta, moglie di Tullio e adesso Presidente di MadagasCARE. Il cammino non è stato semplice, ma certo è stato via via sempre più coinvolgente. Per arrivare ai positivi risultati che già oggi possiamo raccontare sono state messe in piedi cose nuove e importanti qui in Casentino, e tutto ha iniziato a concretizzarsi, almeno nel pensiero di ognuno, proprio nel giorno della commemorazione di Tullio Ceccherini.
Quelle idee si sono poi unite e hanno portato ad abbandonare la spontanea operosità di un gruppo di pochi amici, che aveva fino a quel momento reso possibile l’inizio del progetto, lasciando il posto a un’organizzazione solida e ben strutturata. La costituzione di una regolare associazione ODV (Organizzazione di Volontariato, n.d.r.) ha permesso, oltre all’ingresso in sistemi agevolati di autofinanziamento che saranno preziosi soprattutto per il futuro, di accedere subito a interventi come manifestazioni di beneficenza e mercatini “on the road” che, da una parte hanno permesso di raccogliere i contributi necessari per la prosecuzione dell’opera, e dall’altra hanno contribuito a far conoscere e ad allargare la platea dei volontari. Se si ripercorre il calendario, andando a cercare i tanti appuntamenti che sono stati organizzati, troviamo un elenco eterogeneo che ha permesso di coinvolgere tante realtà della vallata.
Si parte dallo scorso 25 luglio e dalla cena organizzata a Papiano da Casentino Senza Frontiere; poi il mercatino realizzato in occasione della Sagra del Fungo Porcino di Moggiona; quindi il pranzo di beneficienza del 21 settembre organizzato dalla Pro Loco di Corezzo; ad ottobre il mercatino di Autunno organizzato al Berretta Rossa di Soci, dove a novembre si è replicato con la tombolata. In occasione di queste Vacanze natalizie tante altre occasioni permetteranno a tutti di incontrare e conoscere l’associazione. Per adesso ricordiamo il 29 novembre e l’8 dicembre a Bibbiena Stazione; il 13 e 14 dicembre al Berretta Rossa di Soci e il 9 gennaio ancora a Bibbiena Stazione… Questo costante e intenso lavoro, possibile solo grazie al contributo prezioso di tanti volontari e di tante realtà del nostro territorio, ha permesso di far crescere MadagasCARE, diventata ormai una realtà familiare per molti in Casentino. Ma, mentre in Italia cresceva l’associazione, si gettavano anche le basi per riprendere il lavoro interrotto in Africa.

A maggio, e ancora solo poche settimane fa, alcuni membri dell’associazione si sono recati in Madagascar per riallacciare contatti e permettere, a quello che era un cantiere abbandonato, di tornare in attività. Come abbiamo detto, in primavera solo le fondazioni erano visibili, anche se già circondate da erbacce e da cumuli di mattoni già ordinati e pagati, ma lì ad aspettare di essere utilizzati. Era davvero necessaria una scossa che permettesse di far tornare la vita e un gioioso fermento. I viaggi e i contatti costantemente avuti hanno permesso di predisporre in Madagascar le condizioni ideali e necessarie affinché l’impegno e le risorse raccolte in Italia trovassero il migliore utilizzo.
Le leggi italiane, che obbligano un’O.D.V. a una contabilità regolamentata di tutte le spese e a tracciare via banche i pagamenti verso un soggetto giuridico riconosciuto, hanno imposto un nuovo e preciso rapporto con il Comune di Befotaka, unico responsabile e realizzatore dell’opera. Mettere a punto e far funzionare la macchina burocratica e organizzativa di un piccolo comune africano non è stato facile e a tutt’oggi non tutto fila sempre liscio. Ha richiesto e richiede ancora un lavoro continuo, ma anche in assenza della perfezione ormai il cantiere marcia. Il denaro raccolto è arrivato alla banca in Madagascar e, se pur con tempi africani, gli euro sono stati cambiati nella loro moneta e autorizzati.
L’impresa è tornata nel cantiere e i mattoni, prima accumulati per terra, costituiscono muri che permettono già di «vedere» quanto era stato previsto nel progetto originario. Le persone del comune direttamente impegnate nella costruzione, se pure in ritardo a causa di insufficienti mezzi di comunicazione, rispondono alle sollecitazioni e il rapporto con la sindaca e la popolazione locale è improntato a una collaborazione ampia e propositiva.
Questo ha portato già ad ampliare il progetto iniziale con interventi che saranno nel breve tempo subito realizzati per riparare il tetto della vecchia scuola, dove quando piove si allagano le aule e non è quindi possibile fare lezione. Per quanto riguarda invece la programmazione di interventi più a lungo termine si è pensato a opere che permettessero di aumentare il comfort della scuola e quindi sarà realizzato in primis un servizio mensa e, a seguire, strutture che permettano la promozione sportiva e aiuti nei trasporti, molto complicati in quell’area rurale.
Queste idee rendono concreto il senso della presenza di MadagasCare nel territorio africano: costruire una scuola per implementare processi di educazione e formazione delle ragazze e dei ragazzi presenti. L’obiettivo è avere in futuro occasioni di crescita e sviluppo generate in autonomia più che indotte da aiuti esterni. Per questo fine diventa importante anche insegnare inglese e francese fin dalle primarie, e qualcuno vorrebbe anche che fosse inserito l’italiano; oppure incentivare la formazione professionale in direzione di precisi mestieri, il tutto collaborando con autorità scolastiche regionali con cui sono già stati attivati contatti.
Possono sembrare idee ambiziose, esse stesse «sogni nel sogno», ma davvero vedendo quanto è stato fatto in questo anno e quanto entusiasmo accompagna questa avventura, tutto potrà diventare possibile. il sogno di cui avevamo parlato nel 2024 sta davvero diventando realtà.
Forse, in questo difficile e per tanti aspetti triste periodo, questa storia e quanto in essa è stato realizzato e si sta realizzando rappresenta davvero, per tutti, un bellissimo regalo di Natale!


