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mercoledì, 21 Aprile 2021

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La Brigata di Raggiolo non si è arresa alla pandemia

di Lara Vannini – A un anno dall’inizio della pandemia. che ha scosso alla radice il nostro modo di sentirci vivi e in contatto con il resto del mondo, una delle necessità più forti che abbiamo sentito, è stata sicuramente trovare strade alternative per mantenere i rapporti con gli altri, continuare a dare vita a progetti e passioni, sfruttare questo tempo “sospeso” per riflettere sulle cose realmente importanti.
A Raggiolo, uno dei borghi più belli d’Italia con una storia antica e ricca di fascino, la “Brigata di Raggiolo”, un’associazione presieduta da Paolo Schiatti, non si è arresa alla pandemia e nonostante le restrizioni e l’isolamento, ha deciso di pensare ad un modo per non perdersi e mantenere forti i legami tra le persone e Raggiolo.
Lucia Brocchi, vicepresidente dell’Associazione, ha deciso di raccontarci in prima persona, come nasce l’iniziativa “Racconta Raggiolo” e come la voglia di credere nel futuro e mantenere la memoria viva sia l’unica strada efficace per preservare l’identità di un paese nel tempo.

“Racconta Raggiolo”: un’esigenza di condivisione
“Racconta Raggiolo” è una idea che nasce dalla Brigata di Raggiolo ed in particolare dal suo presidente Paolo Schiatti. Il periodo del primo lockdown, a marzo 2020, è stato un momento di totale smarrimento, ma anche un periodo nel quale si sono rallentati i ritmi frenetici della vita abituale, ripensando al passato con grande emozione.
La Brigata ha cercato di capire, in un momento di isolamento fisico, quale potesse essere un modo per non perdersi e per mantenere forti i legami tra le persone e delle persone con il paese.
Così è nato il progetto “Racconta Raggiolo”, per dare l’opportunità a chi avesse voluto, di condividere i pensieri e le emozioni nel ricordo di Raggiolo. È stato un modo di ricreare la piazza in modalità virtuale, dal momento che da marzo-aprile, il paese torna realmente a rianimarsi ed essere assiduamente frequentato.

Tenere accesa la luce su Raggiolo
Raggiolo, ha certamente subito gli effetti della pandemia ma non l’ha vissuta in modo passivo. Grazie allo sforzo associativo è stato dato un senso anche a questo periodo così buio. L’iniziativa “Racconta Raggiolo” è stata il primo segnale che La Brigata ha voluto lanciare per dire a tutti coloro che frequentano ed amano Raggiolo che neppure una pandemia di così grandi proporzioni avrebbe spento le luci del paese.
Dopo la fine del lockdown, il borgo è tornato a rianimarsi ancora più degli altri anni, offrendosi come luogo sicuro rispetto alle città affollate.
Con caparbietà e determinazione e con tutte le difficoltà che il rispetto delle regole sanitarie imponevano, nel periodo estivo, sono stati creati una serie di eventi, visite guidate, passeggiate e spettacoli nel bosco che hanno offerto la possibilità a tutti di partecipare in sicurezza e serenità.
La pandemia ha imposto l’annullamento della Festa di Castagnatura che si svolge alla fine del mese di ottobre, ma ancora una volta i social hanno aiutato a lanciare un programma di eventi on line “La castagnatura al tempo del covid” tra i quali “Storie intorno al fuoco” una serie di video-letture per bambini con Samuele Boncompagni. La pandemia è ancora in atto, ma anche le idee della Brigata di Raggiolo non si stanno fermando e già sono in programma nuovi progetti per il futuro.

Il baule dei ricordi e un concorso in 10 tappe
“Racconta Raggiolo” ha riscosso fin da subito un grande successo. Turisti, artisti legati a Raggiolo, abitanti di ieri e di oggi, hanno inviato storie, aneddoti e pensieri fino ad arrivare ad ottantuno racconti. La partecipazione è andata al di là di ogni aspettativa e leggendo i testi è stato come rivivere i momenti del passato.

Sono emersi episodi di vita sereni e gioiosi trascorsi insieme agli amici, i ricordi dei genitori, vivere liberi nella natura, e per coloro che sono stati accolti come nuovi abitanti o visitatori ne è emerso il senso di protezione, accoglienza e di pace ritrovata.
Il ricordo più toccante è stato senza dubbio quello delle famiglie che nascoste e protette dal paese durante le persecuzioni razziali sono sopravvissute e che ancora oggi sono grate agli abitanti di Raggiolo e definiscono questo luogo “famiglia”.
Con il materiale raccolto è stato inoltre realizzato un video dall’Associazione “Noidellescarpediverse”, dando vita ad un racconto itinerante all’interno del borgo.
La Brigata di Raggiolo ha pensato inoltre di istituire un piccolo concorso sui racconti pervenuti che è già iniziato sabato 20 gennaio 2021 e proseguirà fino a sabato 27 marzo con 10 appuntamenti durante i quali saranno presentati brevi video estratti dalla raccolta “Racconta Raggiolo”.

L’identità di un borgo passa attraverso la memoria delle persone che lo hanno vissuto e dai fatti grandi e piccoli che ne hanno connotato la storia. A Raggiolo la memoria è custodita oltre che nei ricordi e nei sentimenti delle persone, nell’Ecomuseo della castagna e della transumanza, un vero e proprio scrigno della memoria che custodisce oggetti, video, foto filmati della tradizione che aiutano a conoscere Raggiolo fornendo la chiave di lettura per visitare il paese.

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