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lunedì, 23 Maggio 2022

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La lasagna pasticciata di Francesco

di Anselmo Fantoni – Francesco Fani da Soci fin da piccolo cucinava a causa della salute precaria della madre. Da giovane è stato pilota di rally, ma lo sport che ancora pratica è lo sci che da sempre ha seguito con tanti amici.

Qual è il tuo piatto preferito?
«Le lasagne, non a caso ne ho scelto una variante per questa ricetta.»

Quanto è importante per te la cucina?
«Mi piace tantissimo cucinare, lo trovo rilassante e poi è un modo per passare un po’ di tempo per amici e parenti.»

Cosa pensi quando sei ai fornelli?
«Sono concentrato sulla ricetta o il pranzo, non mi distraggo molto.»

Sei uno chef solitario o ami cucinare con altri?
«Di solito cucina mia moglie Loretta che è più brava di me, ma io adoro comunque aiutarla.»

Cosa pensano i tuoi familiari e i tuoi amici delle tue preparazioni?
«Quando preparo da mangiare di solito non si lamenta nessuno…..sarà per cortesia? Credo che in fondo cose immangiabili non le abbia mai fatte.»

Hai sempre cucinato o hai iniziato da grande?
«Purtroppo per motivi familiari ho iniziato da piccolo, anche se mio fratello Giorgio era migliore di me, ho dovuto fare di necessità virtù, ma come già detto ai fornelli ci sono sempre stato volentieri.»

Sei auto didatta o hai imparato da qualche chef?
«Completamente autodidatta, cerco però di rubare da chi ne sa più di me anche se amando i piatti della tradizione oramai ho poco da imparare.»

LASAGNA PASTICCIATA


Ingredienti
Tagliatelle gr. 200
Tagliatelle verdi gr. 200
Besciamella lt. 1,5
Pisellini gr. 125
Salsicce n° 3
Parmigiano gr. 150
Qualche punta di asparagi
Una zucchina

Preparazione
Sbollentare le tagliatelle i piselli, gli asparagi e le zucchine fatte a rondelle. Preparare uno strato di tagliatelle aggiungendo gli ingredienti e la besciamella, altro strato di tagliatelle e ancora besciamella e piselli e salsiccia. Terminare l’ultimo strato con abbondante farcitura e ultima spolverata abbondante di parmigiano, infornare per un’ora per circa un’ora. Far riposare qualche minuto prima di servire e buon appetito.

VINO CONSIGLIATO

Aglianico del Vulture Donato d’Angelo, Rosso DOC, 2015

di Anselmo Fantoni – La lasagna è un piatto assai versatile, puoi farla con sfoglia normale, con sfoglia alle erbe, con le tagliatelle, con le paste, vegetariana, di carne o di pesce. Se hai fantasia puoi farti la tua lasagna personale usando gli ingredienti più originali. Il piatto di questo mese è di fatto particolare, con ingredienti che se saputi combinare daranno un preparato dolcemente accattivante, ovviamente la parte da leone la fa la besciamella che deve legare tutti gli ingredienti avvolgendoli nella sua morbidezza e deve essere impreziosita soprattutto da un ottimo parmigiano. Questo piatto senza ragù ha nella salsiccia la traccia importante di sapore e speziatura per cui deve essere fresca e di grande qualità. Per questo piatto semplice abbiamo scelto un vino di una famiglia lucana, la proprietaria Filomena Ruppi è coadiuvata dal marito Donato d’Angelo e dalla figlia Emiliana entrambi enologi, e dalla figlia Erminia che si occupa della commercializzazione dei prodotti. Una squadra motivata dove tradizione e innovazione ricercano la sintesi attraverso il lavoro incessante verso la qualità. Abbiamo scelto l’Aglianico del Vulture Doc Donato d’Angelo perché idoneo ad accompagnare il piatto del mese. Il colore concentrato rubino accompagna ai profumi di visciole, mora di gelso e prugna, avvolti in rosa rossa e peonia che aprono al pepe e liquirizia finale.
In bocca è pieno, avvolgente di grande equilibrio dove alcool e morbidezza contengono il robusto tannino favorendo un finale fresco e sapido di grande piacevolezza. L’abbinamento col piatto è soddisfacente e invita a più di un sorso e di un boccone. L’azienda rinnovatasi nel 2001, mantiene una piccola porzione di vigne più antiche ma ha ampliato la gamma dei vitigni presente dando vita a una gamma interessante di vini. L’Aglianico è il vitigno principale e sapientemente lavorato e i lucani si sa, sono persone laboriose e riservate, preferiscono far parlare il prodotto del loro lavoro, e non transigono sulla qualità, tanto che le annate che non raggiungono lo standard qualitativo aziendale non vengono imbottigliate. Cosa molto rara nel panorama vitivinicolo. Questa volta un viaggio in quel di Barile a Potenza non è vicinissimo, ma se passate in zona non perdete l’occasione di visitare un’azienda che è una famiglia o se preferite una famiglia che è divenuta azienda con radici profonde nel territorio. Come sempre sia che siate in compagnia di parenti o di amici, moderazione per la vostra ed altrui salute, e in fondo cosa volete in più dalla vita? Un Lucano…..buona degustazione. Aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt.

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