di Federica Andretta – «Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo». Parole queste che hanno fatto la storia e che continuano ad oggi a scolpire il nostro futuro. Parole che ci spronano, ci esortano ogni giorno a prendere in mano le nostre vite e a fare qualcosa che lasci un segno concreto, tangibile e indelebile. Ma dietro questa frase è possibile scorgervi un’ulteriore interpretazione; se vogliamo davvero un cambiamento, dobbiamo prima cambiare noi stessi. E non si tratta semplicemente del classico ‘rendersi utili’ o del ‘far del bene al prossimo’ o del ‘diventare delle persone migliori’. Parole grandi quelle di Gandhi che racchiudono in sé infinite sfumature di valore. Ma come possiamo cambiare davvero il mondo? Come possiamo essere quel cambiamento di cui Gandhi parlava? Forse una delle tante risposte si cela nelle bellissime parole della grande Audrey Hepburn che tanto si dedicò fino alla sua morte al lavoro umanitario: «nel diventare più maturo scoprirai che hai due mani. Una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri». Qualcuno dice che «i volontari non sono remunerati, non perché non valgono nulla ma perché sono inestimabili». Ed ha proprio ragione. Il loro operato non ha prezzo! Un esempio di come il volontariato si sia adoperato e continui tutt’ora ad adoperarsi per la propria comunità è la Confraternita di Misericordia di Soci che vanta una storia lunga ben 110 anni. Scopriamone di più attraverso il racconto di Filippo Laponi, Governatore della Misericordia.

L’anno della fondazione «La Confraternita di Misericordia di Soci fu fondata il 1° Ottobre 1909 da un gruppo di cattolici di Soci. La proposta nacque in seguito ad una visita pastorale tenutasi a Soci nel giugno del 1908 e a uno scambio di corrispondenza tra il Parroco Don Beniamino Bravi e il Vescovo Mons. Volpi. Don Bravi era preoccupato per l’opera svolta nel paese dalla Croce Bianca, così chiese il permesso di fondare una società di mutuo soccorso di ispirazione cristiana-cattolica unendo le compagnie cosiddette di Devozione già esistenti: la Compagnia dei Flagellanti (con sede nella cappella a nord di Piazza Garibaldi), quella del Corpus Domini e quella dell’Immacolata Concezione le quali si trovavano in critiche circostanze finanziarie con pochi confratelli e non avevano altro scopo se non il culto. Con la fusione Don Bravi voleva aggiungere i soccorsi materiali a quelli spirituali già esistenti. Il vescovo approvò ben volentieri ma la notizia di questa fondazione non fu accolta alla stessa maniera dai socialisti e dagli anticlericali che videro nella Misericordia uno scomodo concorrente in settore che ritenevano ormai di loro esclusiva competenza. I rapporti tra queste due associazioni non furono quindi dei migliori e sfociarono in una tragica vicenda tutt’ora non chiara».

Una generosa donazione e la creazione di una scuola materna «Nel 1916 morì il Cav. Sisto Bocci, Direttore del Lanificio, il quale volle gratificare tutte le istituzioni di Soci con somme cospicue lasciando tra l’altro 5.000 Lire alla confraternita per l’ingrandimento e il miglioramento del suo locale e 80.000 Lire all’asilo infantile. Saputo del lascito testamentario Don Bravi si affrettò a istituire una scuola materna e, a nome della Misericordia, si dichiarò disposto a concedere i locali a condizione che l’asilo avesse un indirizzo educativo religioso. Così facendo avrebbe ottenuto il denaro per terminare i lavori iniziati dalla confraternita per la costruzione della sua sede e così avvenne».

La morte di Don Bravi «Nel 1922 morì Don Bravi (parroco a Soci per più di trent’anni) a cui succedette Don Guido Buti che divenne anche Corettore della Misericordia. Nonostante una divergenza avutasi nel ’23 tra Don Buti e parte dei confratelli, nulla è dato sapere sulle vicende della confraternita fino al 1965 (anche se continuava a esistere e a operare); infatti, sappiamo che possedeva un carro funebre a stanghe a cui veniva attaccato un cavallo in occasione dei funerali ma niente di più».

L’anno di rinascita della confraternita «Nel 1965 con il nuovo Parroco Don Silio Bidi riprende vita la confraternita. Nel frattempo nel 1951 Soci inaugurò la sua nuova chiesa. Il nuovo Governatore, Comm. Danilo Livi, e il nuovo Segretario, Giuseppe Corezzi, inviarono una lettera in cui comunicarono alla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia che la Confraternita di Misericordia di Soci era stata ricostituita e si chiedeva un nuovo statuto in sostituzione di quello del 1909 che servisse da orientamento per lo svolgimento delle attività che l’associazione si proponeva di svolgere. Da qui in avanti la confraternita si distinse per dinamismo e volontà di operare».

Una scultura commemorativa ai caduti «Una delle opere più importanti fu la realizzazione di un monumento ai caduti di tutte le guerre – progettato dall’Architetto Zetti di Bibbiena – inaugurato nel ’75 e posto in un’aiuola verde dinanzi la chiesa di Soci. La caratteristica del monumento è costituita da due macine di frantoio su cui sono state incise in rilievo le parole di una frase dettata da Don Silio Bidi (all’epoca parroco di Soci): “Le guerre sono la macina dei popoli” e un’altra: “La Confraternita di Misericordia di Soci ai caduti di tutte le guerre”. Infine, una lampada votiva testimonia il ricordo della popolazione verso coloro che hanno sacrificato le loro giovani esistenze in guerra. Tale monumento venne fortemente voluto dalla confraternita che da sempre non si propone solo di svolgere compiti assistenziali, ma anche di tramandare ai posteri la memoria di quei giovani che nel corso di due sciagurate guerre sacrificarono la loro gioventù».

Le tante novità dagli anni ’60 in poi «Dal ’65 fino al 2005 in questi quasi quarant’anni di associazione tutto si è moltiplicato, dal numero di iscritti, ai mezzi e ai servizi:
– 1967: arriva la prima auto funebre;
– 1969: viene fondato il gruppo dei donatori di sangue Fratres;
– 1989: l’Ing. Mario Bertaccini succede al Comm. Livi nella carica di Governatore;
– 1990: viene realizzato il primo corso di Primo Soccorso;
– 1996 e 1998: sono inaugurate, rispettivamente, una nuova auto funebre e una moderna ambulanza;
– 1999: gli eredi di Don Dario Donatini, parroco di Partina, donano un’auto per i servizi sociali. Lo stesso anno si tiene il secondo corso di Primo Soccorso;
– 23 giugno 2002: vengono inaugurate una nuova auto (dono dei coniugi Pastorelli) per i servizi sociali e la nuova rimessa automezzi;
– agosto 2004: la Misericordia concede in uso gratuito al Comune di Bibbiena la propria sede storica per l’ampliamento dell’asilo comunale non più attivo;
– dal 1998 prende il via il servizio di trasporto ordinario e di emergenza in convenzione con l’ASL (tutt’ora attivo) e si potenzia il servizio funebre.
In pratica negli ultimi vent’anni dal ’98 in poi la confraternita si è sempre distinta per dinamismo e volontà di operare. Si è passati da effettuare nel 1998 circa 100 servizi con ambulanza e circa 40 servizi funebri con una sola ambulanza e un’auto funebre fino ad arrivare al 2018 anno in cui sono stati effettuati:
– circa 350 servizi con due ambulanze e percorsi circa 30.000 km;
– circa 400 servizi e percorsi oltre 40.000 km con due mezzi attrezzati adibiti a trasporto disabili e a servizi alla comunità;
– circa 150 servizi e percorsi circa 10.000 km con l’auto adibita a trasporti sociali;
– circa 100 servizi e percorsi oltre 7.000 km con l’auto funebre.
Il parco mezzi della confraternita – composto da due ambulanze, due mezzi attrezzati, un’auto per servizi sociali e un’auto funebre – è al momento sufficiente per soddisfare il fabbisogno della popolazione del nostro paese di Soci e non solo. La confraternita nel corso degli ultimi quindici anni è riuscita a dotarsi di una rimessa automezzi che ha opportunamente ristrutturato per venire incontro alle normative igienico-sanitarie e per ospitare al meglio i mezzi stessi. La confraternita si è anche munita, grazie alla messa a disposizione dei locali di proprietà della Fondazione Asilo Bocci Bianchi, di ambienti adibiti ad uffici e ad area di sosta per i volontari che svolgono servizio di ambulanza BLSD in collaborazione con le altre associazioni del paese»

Le varie tipologie di attività condotte dalla Misericordia «Le attività delle confraternita sono molteplici: da quelle caritative più semplici (effettuate in collaborazione con la carità parrocchiale) fino ad arrivare ai servizi di trasporto sociali, di trasporto dializzati, di trasporto disabili, di trasporto ordinario con ambulanza e di trasporto di emergenza con postazione BLSD in stand by presso la sede. Non possono mancare certamente l’organizzazione di attività ricreative e culturali, di pesche e mercatini di beneficenza; prestito gratuito di sedie a rotelle, letti e materassi antidecubito. Non per ultimo, la confraternita svolge regolarmente assistenze sanitarie a manifestazioni sportive, ricreative e di carattere culturali come gare, feste paesane ed eventi in genere. La confraternita è stata altresì cofondatrice e promotrice insieme al Comune di Bibbiena del Progetto “Il Cuore di Bibbiena” che nel corso degli ultimi cinque anni ha reso il nostro comune e, in particolare, il paese di Soci ‘cardioprotetto’ grazie all’installazione di numerosi DAE dislocati nei vari punti strategici del paese; ne ricordiamo due fra tutti, uno collocato in Piazza Garibaldi e l’altro – donato dalla stessa confraternita alla parrocchia di Soci – installato presso il nuovo plesso dell’oratorio parrocchiale. Tutto questo viene portato avanti dal Consiglio Direttivo dagli organi amministrativi della confraternita ma soprattutto tutti i giorni dai suoi volontari (ben 45) che con spirito di dedizione, sacrificio e voglia di rendersi utili al prossimo prestano il proprio servizio volontariamente e quindi gratuitamente senza ricevere nessun compenso o rimborso di alcun genere; quindi a loro va il mio ringraziamento e soprattutto a loro deve andare il ringraziamento della popolazione. Volontari che hanno effettuato e effettuano tutti quotidianamente numerosi corsi di vari livelli per rispondere a pieno alle esigenze e al livello di supporto socio-sanitario che gli standard attuali richiedono. La confraternita specialmente nel corso degli ultimi vent’anni ha dimostrato e continua tutt’oggi con la propria opera a portare avanti i principi cristiani di carità e di misericordia. Voglio ricordare che il sostegno da parte dei nostri iscritti, di tutti i benefattori e delle aziende del territorio non è mai mancato quando la confraternita ne ha avuto bisogno»

2019: un anno davvero speciale! «Quest’anno ricorre il 110° anniversario dalla fondazione, e come potete immaginare la confraternita non si ferma mai (come è giusto che sia), per cui il nostro prossimo obiettivo sarà quello di costruire un gruppo di protezione civile e di dotarci di attrezzature e di percorsi formativi per far fronte alle future emergenze che si dovessero verificare nel nostro territorio pertanto l’appello è sempre quello di “Aiutateci ad Aiutare”, poiché la confraternita è sempre e sempre lo sarà al servizio della popolazione!»
Vogliamo anche noi ringraziare Filippo Laponi per il meraviglioso lavoro che svolge ogni giorno la Misericordia. Un doppio grazie anche per il tempo dedicatoci a narrarci la storia di un’associazione che ha rappresentato e rappresenterà un valore aggiunto non solo per Soci ma per tutta l’intera vallata!

(tratto da CASENTINO2000 | n. 304 | Marzo 2019)