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sabato, 1 Ottobre 2022

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Quelli della 71…

di Anselmo Fantoni – Viaggiare per le vie italiane non è cosa per tutti, non abbiamo le strade a dodici corsie americane, né quelle ordinate del nord Europa. Fondo stradale pessimo, segnaletica orizzontale quasi assente, carreggiate strette, tratti perennemente congestionati. Si spendono milioni di euro per rotonde incomprensibili o per addirizzare tratti diritti con una pianificazione pari allo zero, con Comuni, Province e Regioni che non riescono a mettersi spesso d’accordo per una viabilità moderna e all’altezza di un paese all’avanguardia. L’ultima rotonda nata in quel di Porrena, opera strategica per decongestionare un tratto di strada notoriamente pericoloso, mentre al bivio da Poppi per Soci in una zona veramente pericolosa ancora nulla.

A Santa Mama l’apoteosi di spreco del territorio raddoppiando una diritta, rendendo impossibile un eventuale raddoppio della ferrovia, fino ad arrivare al Corsalone, dove si è pensato una rotonda abbattendo addirittura una casa per reimmettersi all’interno di un nucleo abitativo, qui i nostri politici sono anche riusciti a perdere, pare, il finanziamento per la realizzazione dell’opera, che rallentando fino a fermarsi servirà a supportare diverse campagne elettorali come fu per la ciclopedonale.

Quando ti avvicini a Bibbiena non serve leggere i cartelli, te lo dicono i dossi e le buche della strada il fatto che si sta attraversando dei paesi e, quando passi a Rassina, capisci che non c’è alternativa, sei nel buco della 71. Ma immaginatevi cosa deve essere guidare un mezzo pesante, un trasporto eccezionale, un camion carico di merci e lungo quanto una coda in tangenziale, solo super uomini possono riuscire nell’impresa di rifornirci di derrate alimentari, cemento, legname e qualsiasi tipo di materiale necessario alla vita di tutti i giorni, ma anche di trasportare i prodotti casentinesi verso tutto il mondo.

Essere camionista è una vocazione, devi essere precisino, un po’ meccanico, mezzo carrozziere e ultimamente anche un po’ perito elettronico. Per agevolare la vita di questi eroi che cosa si poteva inventare? Una volta si tenevano in contatto con i baracchini, ma la tecnologia avanza ed ecco che dalla mente di Michele Villa scaturisce l’idea di creare un gruppo WhatsApp per tenersi aggiornati sulla situazione del traffico della nostra 71, infatti in qualsiasi momento e in qualsiasi ora c’è sempre un mezzo pesante sull’unica arteria di collegamento nord-sud della nostra vallata.

Il progetto è piaciuto e oramai quasi tutti gli autisti dei bisonti della strada hanno aderito al gruppo; nato per risolvere problemi operativi in una strada difficile, ovviamente non si è fermato qui e il 26 giugno si è dato appuntamento a Corezzo per un pranzo tra amici. Paolo Moretti, Marco Sensi e Alberto Acciai, sono stati tra i più attivi organizzatori dell’evento, oltre cento i partecipanti e una giornata infuocata contraddistinta da ricordi e gusto per lo stare insieme che rimarrà nella memoria. Sono stati ricordati colleghi che ora guidano sopra le nuvole e altri che non vogliono assolutamente abbandonare la loro vocazione di trasportatori, ritrovato documenti di decenni fa, foto di come era difficile lavorare in situazioni limite, sia in Italia che all’estero.

Ovviamente il pranzo si è inoltrato ben oltre all’ora della merenda, ma il clima di amicizia ha incollato alle sedie tutti i partecipanti. Era presente anche il Sindaco di Chiusi della Verna Giampaolo Tellini a cui è stato chiesto come mai i cittadini sono più efficienti quando si tratta di trovare soluzioni a dei problemi contingenti e invece i Sindaci casentinesi pare non riescano ad organizzarsi in modo efficace per strategie condivise. Il Sindaco giustamente ha fatto notare che è più facile organizzare cene che amministrare, consigliamo quindi ai primi cittadini di organizzare qualche convivio invece di difficili assemblee per tentare di dare risposte concrete ai cittadini non solo in termini di viabilità, potrebbe funzionare.

L’atmosfera del pranzo è stata un misto tra sagra paesana e riunione di parenti, si conoscevano quasi tutti, perché in un modo o nell’altro il lavoro li ha portati a frequentarsi, e nel bisogno anche ad aiutarsi, non c’erano facce cupe nonostante i costi dei carburanti e le norme sempre più restrittive che costringono i nostri autisti non solo a slalom tra buche e lavori in corso, ma anche svicolarsi tra pastoie burocratiche, imposte per la sicurezza di tutti, ma a volte un po’ cervellotiche.

Chi guida un bestione tutti i giorni per tanti anni ha davvero qualcosa di poco comune, l’amore per il proprio lavoro, la massima cura per il mezzo per non rischiare di rimanere fermi o di causare incidenti, un’integrità fisica e morale che permetta di gestire anche i più strani imprevisti. Quello che sognano tutti sono strade a quattro corsie, manti stradali curati, aree di sosta ben attrezzate, ristoranti con ampi parcheggi, più rispetto da parte degli automobilisti.

Quando troviamo in strada un camion che rallenta la nostra marcia, pensiamo che se possiamo trovare ciò di cui abbiamo bisogno nel negozio sotto casa, dal mangiare ai vestiti, dalla benzina all’acqua minerale, è grazie a questi eroi che contro mille difficoltà, a volte sacrificando le cose più care, si mettono incessantemente al nostro servizio.

Quando incontrate un camion salutate l’autista, potrebbe trasportare il vostro ultimo desiderio che avete comprato su internet, perché mai come in questo caso c’è un cuore oltre le cose. Buona strada a tutti.

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