L’emergenza idrica in Casentino è entrata in una fase acuta. In molte aree della vallata l’approvvigionamento di acqua potabile è razionato, in altre è garantito solo con autobotti. La prolungata assenza di piogge in questi ultimi mesi hanno ridotto drasticamente le riserve e le fonti di approvvigionamento idrico. Gli invasi ed i laghetti collinari, fatta eccezione per quelli più importanti che sembrano in grado di assicurare acqua fino alla fine di agosto, sono completamente asciutti. Anche nelle aree servite da pozzi siamo oramai in presenza di importanti abbassamenti dei livelli della falda acquifera con conseguenti e crescenti problemi sia quantitativi che qualitativi dell’acqua. Questa la situazione che risulta dal costante monitoraggio che sta facendo Confservizi Cispel Toscana, l’associazione che rappresenta circa 200 aziende dei servizi pubblici.
(Vedi il quadro della situazione).

“Fino alla fine dello scorso mese di luglio – commenta il presidente di Confservizi Cispel Toscana, Alfredo De Girolamo – la situazione di crisi è stata circoscritta ad alcune aree, ed è solo grazie agli investimenti fatti negli ultimi anni e all’impegno dei gestori che essa non ha assunto dimensioni drammatiche nelle principali aree urbane; con il passare delle settimane, però, in mancanza di piogge significative il rischio di una crisi più generale, specialmente nelle zone collinarie montane, diventa reale”. Da oltre un decennio in Toscana si assiste a ripetute situazioni di emergenza idrica estiva, e pertanto “occorre ora prendere coscienza del fatto che siamo di fronte ad un cambiamento climatico epocale e che le fonti di approvvigionamento idrico attualmente disponibili non sono più sufficienti a soddisfare i bisogni dei cittadini”.

La dichiarazione di stato di emergenza nazionale e la nomina del governatore Rossi a commissario per la gestione della crisi – afferma ancora De Girolamo – “è una scelta importante, ma va resa subito operativa dalla Protezione Civile nazionale, cosi come la scelta tempestiva della Regione di definire una legge di semplificazione e attivare un tavolo per l’emergenza”. Ora occorre, però, assumere nuove decisioni, anche di carattere economico: “La gestione della crisi e il servizio di autobotte stanno producendo importanti disagi ai cittadini ed un costo molto elevato, oltre 2 milioni di euro nell’ultimo mese, con un incremento di spesa esponenziale se la situazione dovesse prolungarsi a tutto il mese di agosto e, come purtroppo già accaduto, spingersi fino al periodo autunnale; buon senso vorrebbe che questi costi venissero coperti dai fondi della protezione civile e non dalla tariffa del servizio idrico. E’ quindi tempo di definire uno stanziamento straordinario per coprire questi costi, che i Gestori stanno anticipando”.