di Marta Andreani – Asili nido in Casentino: le strutture, i numeri, le agevolazioni. Ecco le info che servono sul mini mondo casentinese dell’infanzia. Ma come sono cambiati gli asili e come si è aggiornata la cultura dell’infanzia? Per saperne di più siamo andati a consultare il regolamento servizi per l’infanzia del Comune di Bibbiena. I “nuovi” servizi per l’infanzia hanno come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità psico-fisiche di tutti i bambini dai 3 ai 36 mesi. Grazie ad essi e in collaborazione con le famiglie, i bambini possono sviluppare le loro capacità creative ed allargare le proprie esperienze e conoscenze; sviluppare la capacità di comunicazione interpersonale sia con i coetanei che con gli adulti, allo scopo di consentire il confronto costruttivo delle idee e dei pensieri imparando a cooperare con il prossimo.

Il regolamento divide i servizi comunali per la prima infanzia in diverse tipologie: la prima è il nido d’infanzia; seguono altri servizi integrativi come lo spazio gioco, il centro per bambini e famiglie, il servizio educativo in contesto domiciliare e i servizi ricreativi o di custodia. Il nido d’infanzia comunale, che è quello di cui vogliamo parlare, è destinato ai bambini dai 3 mesi ai 3 anni di età e di qualunque nazionalità. La figura dell’educatore in particolare è indispensabile per la cura e dell’educazione dei bambini, il suo lavoro è quello di pianificare e gestire tutte le attività educative. Per i bambini è un’importante figura di riferimento e svolge una funzione di rilievo anche per la famiglia, sostenendola e facilitando il processo di crescita e sviluppo del bambino e non solo: la sua preparazione gli consente di favorire la socializzazione fra genitori. Attualmente negli asili ha molto rilievo, il rapporto numerico fra educatori e bambini. Questo garantisce all’educatore di lavorare nel miglior modo possibile. La normativa prevede un certo numero di bambini per educatore a seconda dell’età, ad esempio non più di 6 bambini per educatore per i bambini di età inferiore a 12 mesi; non più di 7 per i bambini di età compresa tra 13 e 23 mesi.

In Casentino hanno sede diversi asili Nido, pubblici e privati, che offrono programmi educativi aggiornati in risposta alla nuova cultura dell’infanzia. Fra diversi nidi pubblici come il nido “Ambarabà” di Soci, il nido “Magico Boschetto” di Ortignano, il Nido di Poppi, il nido “Papaveri e Papere” di Castel San Niccolò e il nido “Alberto Fani” di Stia, abbiamo contattato i tre asili in gestione all’Unione dei Comuni Montani del Casentino, quello di Poppi, di Castel San Niccolò, di Ortignano Raggiolo. I bambini iscritti nei tre asili del nostro territorio sono 51: 20 bambini iscritti a Poppi, 20 bambini ad Ortignano e 11 bambini ospitati invece a San Niccolò. La gestione dell’asilo nido di Castel San Niccolò è affidata alla cooperativa Koinè, quella di Poppi alla Progetto 5, mentre quella di Ortignano Raggiolo all’Albero del Pane. In questo caso c’è una compartecipazione alla gestione del nido della ditta Miniconf.

I costi degli asili sono definiti dall’amministrazione comunale e abbattuti dalla possibilità di presentare l’ISEE. I bambini che vengono ospitati vanno dagli 0 ai 3 anni di età e vengono forniti di tutti gli stimoli necessari per il raggiungimento dell’autonomia, passo dopo passo a fianco dell’educatore. Una novità nell’ambito educativo è l’attività di coordinamento pedagogico zonale che consiste in una supervisione della funzionalità delle strutture. In questo ambito vengono poi organizzati dei corsi di formazione sulla continuità educativa da 0 a 6 anni. Per quanto riguarda le iscrizioni, negli asili del territorio dell’unione, riaperti dal 2 settembre scorso, il 12 febbraio è scaduto il termine fissato per l’iscrizione, tuttavia è uscito un bando che permette a nuovi bambini di essere iscritti nel caso si liberassero dei posti.

Meno numerosi rispetto a quelli pubblici sono gli asili privati. Ne abbiamo contattati alcuni: “Le molliche di pane” di Stia, il nido “Santissima Concezione” e “La carovana dei giocattoli”, entrambi del Comune di Castel Focognano. Alessandra Martini del nido “Santissima Concezione” ci ha spiegato l’organizzazione tecnica ed educativa del loro asilo privato: “Qui le iscrizioni vengono aperte i primi dell’anno, di solito poco dopo l’apertura di quelle della scuola materna, e vengono messi a disposizione i posti. Quest’anno abbiamo 9 posti per il nido e 9 per la sezione primavera.” I costi naturalmente sono più elevati rispetto agli asili pubblici, ma dipendono tuttavia da alcuni fattori. Come ci spiega la signora Martini: “Un fattore che porta ad una variazione del prezzo è la richiesta di servizio. Esistono tre tempi di permanenza al nido nel corso della giornata. Il tempo corto è il più breve, il bambino frequenta il nido solo la mattina e il servizio comprende il pranzo alla mensa ma non il sonnellino pomeridiano. Di solito il tempo corto finisce alle 14:00, dopo di che inizia la fase del tempo medio, dove il bambino oltre che al sonnellino pomeridiano fa anche la merenda. Dopo le 16:00 finisce il tempo medio e inizia il tempo lungo, dove il bambino resta fino all’uscita, ossia fino alle 17:00 circa. I tre tempi sono dunque fattori che variano il costo dell’asilo privato. Tuttavia anche i tempi di iscrizioni hanno una loro importanza: iscriversi fuori dalle date di scadenza prefissate toglie la possibilità di usufruire delle eventuali agevolazioni”. Anche le attività sono tante: “Oltre che la mensa, che resta un momento educativo molto importante, l’attività del cambio e poi del riposo è un momento molto delicato di privatizzazione del bambino, qui entra in gioco l’importanza della sintonia con l’educatore. La signora Martini conclude spiegandoci che cosa è la “sezione primavera”: “Questo è un servizio in più offerto dal nostro asilo che permette ad un bambino di restare nella stessa struttura fino a 6 anni, senza subire cambiamenti troppo drastici come il cambio di insegnanti. Quest’anno abbiamo ben 20 bambini alla materna”.

Affidare il proprio figlio ad un asilo non è mai cosa semplice. Il Casentino, però offre ai genitori diverse scelte che spaziano dal pubblico al privato, per poter lasciare il tutta tranquillità e sicurezza il “pupo” a queste strutture. Un passo sicuramente all’inizio non facile che, però, se fatto in armonia può rivelarsi educativo per bimbi e genitori.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 268 | Marzo 2016)