di Francesca Maggini – L’Edicola di Piazzolina, nel cuore del centro storico di Bibbiena è ormai, da quasi un anno, un nuovo punto di riferimento per tanti bibbienesi e non solo. Il progetto di riapertura dell’attività, nato dalla voglia di rilanciare il centro storico e non lasciar morire un’attività storica di piazza Roma, ha trovato, fin da subito, un prezioso riscontro dimostrando come, anche in una società ultramoderna come la nostra, i legami civili e sociali rimango comunque il cardine relazionale per ricreare un senso di comunità e di appartenenza. Un luogo di cultura, di incontro, di aggregazione ma anche di integrazione sociale. Infatti fra i volontari dell’attività ci sono anche i ragazzi del centro diurno L’Isola che non c’è.
Come ci spiega Gianmarco Mellini psicologo e coordinatore del centro: «L’iniziativa nasce con l’idea di recuperare il contatto con il territorio di riferimento. Si tratta di un’importante opportunità di vivere il centro storico e di salvaguardare le attività locali. Quando si è presentata l’occasione, abbiamo unito le nostre forze al gruppo di volontari tramite la partecipazione di due ragazzi del centro diurno L’Isola che non c’è. È nato così qualcosa di concreto e abbiamo avviato un percorso capace di arricchire i progetti di vita dei singoli; i ragazzi, infatti, accompagnati da due operatori del servizio, referenti educativi e assistenziali, partecipano direttamente all’attività, essendone protagonisti a tutti gli effetti. Fin da subito abbiamo avuto un riscontro positivo e i ragazzi si sono inseriti naturalmente nel ruolo pratico, prendendo velocemente dimestichezza con gli spazi e con le richieste delle persone. Si è sviluppata in tal modo una base per essere all’interno di un contesto in maniera coerente con la comunità e in accordo con essa. Con questo progetto guardiamo dunque ad un duplice obiettivo: abilitazione e inclusione. La cosa più importante, però, è che si sia creato un clima stimolante e divertente. Gli stessi ragazzi, con entusiasmo e partecipazione, chiedono spesso di andare e l’attività ha un ottimo feedback da parte dalla clientela. Così, una volta al mese, i bibbienesi trovano il team de L’isola che non c’è a prestare servizio tra i volontari dell’edicola di Piazzolina, in un clima di convivialità e tanta serenità».
In perfetta sinergia fra pubblico, privato e associazionismo, questo progetto dimostra come spesso dalle cose più semplici si possono ottenere i risultati migliori e le cose normali possono diventare straordinarie. Affrontare seriamente e con consapevolezza le disabilità significa saper ascoltare e apprendere dalle esperienze dirette di chi vive una condizione difficile, la capacità di sviluppare una prospettiva inclusiva che permetta di superare le barriere culturali e promuovere un ambiente in cui la valorizzazione delle differenze è alla base delle interazioni culturali.
L’edicola non è un semplice luogo di passaggio per l’acquisto di un giornale, come tutti i volontari e le persone coinvolte nel progetto speravano, è diventata un luogo di aggregazione, di socialità un punto fermo per scambiare due chiacchiere anche con questi ragazzi che, nonostante le loro difficoltà, si dimostrano sempre solari e aperti al confronto e allo scambio. Dietro il bancone non si vendono solo giornali si costruiscono relazioni, chi entra per acquistare un quotidiano, una rivista trova un sorriso, una parola gentile il tempo di una chiacchiera. In una società come la nostra, abbattere stereotipi e pregiudizi è essenziale per aumentare la sensibilizzazione delle persone favorendo un cambiamento in cui, a prescindere dalle proprie condizioni, ogni individuo possa sentirsi accettato, utile e parte integrante della società.
La piena partecipazione di questi ragazzi alla vita sociale del paese promuove la cultura della solidarietà e dell’inclusione, rendere tangibile a tutti la realtà di chi è meno fortunato, permette di sensibilizzare e promuovere una maggiore consapevolezza e comprensione di certe tematiche. Il fatto che sia proprio l’edicola di Piazzolina, parte integrante di questo progetto, ci riempie il cuore di gioia e offre a tutti noi la possibilità di migliorare e crescere dal punto di vista dell’empatia e della sensibilizzazione permettendo di raggiungere un importante obiettivo che si può effettivamente toccare solo con la collaborazione e la socialità da parte di tutti.
Il progetto dimostra come l’inclusione non debba essere relegata ad eventi straordinari ma possa diventare parte della vita quotidiana di un paese, l’edicola nella sua semplicità è diventata il cuore di un progetto che unisce, in maniera esemplare, volontariato e integrazione sociale.


