13“Per fare l’autista di mezzi pesanti ci vuole passione”, quante volte mi sono sentito dire questa frase riferita alla mia professione, quante volte ho pensato che fosse inesatta! Ho sempre creduto che per intraprendere una carriera lavorativa nel complicato mondo dell’autotrasporto sia necessario avere più che altro vocazione, quella disposizione d’animo che induce l’essere umano a determinate scelte nell’ambito delle possibili prospettive di vita, una naturale inclinazione ad uno stile di vita libero, indipendente, slegato da schemi e portato all’improvvisazione ed alla curiosità.
Sono queste le basi che dovrebbero far valutare un possibile approccio al volante, non la passione e nemmeno la necessità materiale, la passione casomai viene dopo ed è necessaria per continuare perché ti fa superare le fatiche, le difficoltà e le sofferenze che inevitabilmente si trovano in un lavoro che ti porta ad essere solo con te stesso e lontano dalla tranquillità familiare, la passione se viene è quella che cosa ti fa andare avanti ma non quella cosa che ti fa iniziare.
Quando ci si trova a fare i conti con gli aspetti pratici della professione ci si rende subito conto della preparazione che al giorno d’oggi viene richiesta ad un autista, sia a livello tecnico che a livello di manualità ma soprattutto riguardo alla normativa che regola l’autotrasporto, la guida e la circolazione delle merci. Preparazione che inizialmente viene formata con la frequentazione di corsi finalizzati al rilascio della CARTA DI QUALIFICAZIONE DEL CONDUCENTE, detta anche CQC, necessaria a formare del personale qualificato e preparato. Nonostante questo sulle nostre strade abbiamo un’età media molto alta tra gli autotrasportatori, basti pensare che il 60% degli autisti ha più di 50 anni e che nella maggioranza dei casi non ha dovuto seguire l’attuale iter per l’ottenimento delle qualifiche necessarie, tanti hanno ottenuto la patente superiore durante il servizio di leva e poi hanno ottenuto il CQC per richiesta documentale quando bastava avere la patente da qualche anno per poterlo ottenere.
Il problema a livello nazionale è evidente già da qualche anno, la carenza di autisti inizia ad essere grave e si stima una mancanza che si aggira intorno alle 40.000 unità che con lo scorrere del tempo ed il pensionamento degli attuali lavoratori andrà ad aumentare, quello che è sempre stato un lavoro gratificante a livello economico non ottiene più l’interesse di chi si affaccia al mondo del lavoro ed il ricambio generazionale si è fermato, perché? Anche in Casentino si iniziano a sentire gli stessi effetti che persistono a livello nazionale?
Ho sentito in merito esperti del settore, coloro che praticamente avviano i giovani al conseguimento delle patenti e delle qualifiche aggiuntive, l’Autoscuola EURO 2001 di Ponte a Poppi nella persona di Emanuela Marchionni che opera nel territorio casentinese da molti anni.
Quanto tempo si impiega nel migliore dei casi per il conseguimento delle patenti superiori? «Il conseguimento della patente C richiede un corso specifico, per prendere la patente C devi avere almeno 21 anni, possibile farlo a 18 anni ma con alcune limitazioni sui veicoli guidabili fino al compimento dei 21 anni e solo se inserita nel conseguimento del corso CQC, essere già titolare di patente B e superare due esami, uno teorico a quiz su argomenti specifici per i mezzi pesanti, e uno pratico che include controlli del veicolo, manovre in area attrezzata e guida su strada, seguendo un corso in un’autoscuola o da privatista. Poi, se si vogliono guidare mezzi di categoria superiore bisogna conseguire la CE, ovvero la patente che ti consente di trainare complessi veicolari come autotreni ed autoarticolati, quelli che volgarmente vengono definiti bilici, ovvero trattore stradale agganciato ad un semirimorchio. Il tempo necessario è variabile in base alla preparazione del candidato, l’esame teorico va superato entro sei mesi dall’iscrizione e ci sono due tentativi a disposizione, per la pratica è diverso, il foglio rosa vale 12 mesi e ci sono tre tentativi a disposizione.»
Va poi conseguita la Carta di Qualificazione del Conducente, quali sono le difficoltà che un giovane può incontrare e quanto tempo ci vuole per arrivare all’esame finale? «Per conseguire la CQC Merci devi frequentare un corso di formazione (280 ore ordinario o 140 ore accelerato), con 10 o 20 ore di pratica, presso un’autoscuola o ente autorizzato, e superare un esame teorico informatizzato presso la Motorizzazione Civile, risolvendo 70 domande (40 comuni + 30 specifiche) in 90 minuti, con massimo 7 errori per superare la prova. Al termine del corso ottieni un attestato di frequenza valido 12 mesi per presentarti all’esame, che verifica le competenze pratiche e teoriche necessarie per il trasporto professionale di merci. Con il conseguimento della CQC diventi un autista professionale a tutti gli effetti e puoi iniziare a lavorare in piena regola.»
Quale è l’impegno economico che viene richiesto per poter essere in grado di poter cercare un impiego nell’autotrasporto? «I costi variano in base alle zone, in Casentino generalmente per essere abilitato alla guida di qualsiasi mezzo pesante e poter lavorare nel settore come dipendente o come imprenditore l’investimento iniziale si aggira intorno ai 3.500,00 Euro. Nel 2025 è stato messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il BONUS PATENTE, agevolazione che in parte serve a coprire le spese che si devono sostenere per il conseguimento di tutte le abilitazioni, in realtà è stato molto complicato ottenerlo e limitato ad un numero esiguo di persone.»
Quale potrebbe essere il profilo giusto di un giovane che si vuole avvicinare a questa professione, scuola eseguita, situazione familiare etc? «Sicuramente una certa propensione per la meccanica, l’autista professionale deve essere consapevole del mezzo che sta guidando, deve sapere in caso di guasto meccanico cosa riferire a chi si occuperà del soccorso. Avere una scuola professionale alle spalle può sicuramente essere utile ma anche sapere come relazionarsi con la committenza e sapersi destreggiare nella burocrazia che inevitabilmente si incontra nella professione. Al giorno d’oggi sapersi presentare in maniera preparata è un biglietto da visita indispensabile per trovare lavoro e per mantenerselo, l’autista non è solo conducente ma è tramite tra tutte le realtà produttive.»

In Casentino stiamo vivendo ancora una situazione ancora abbastanza buona, le aziende del territorio grazie anche all’immigrazione che c’è stata nei primi anni del millennio in corso stanno ovviando alla carenza di personale nazionale e stanno formando personale altamente qualificato proveniente da altri paesi europei e non solo, intere famiglie si sostengono su questa professione ma resta il dato fattuale che la generazione successiva all’attuale non si avvicina a questo lavoro e che anche nella nostra zona l’età media sta salendo in base al dato nazionale.
Oltre alle difficoltà iniziali ad all’investimento economico vanno tenuti in considerazione altri aspetti fondamentali, la situazione contrattuale (CCNL) è a dir poco arretrata, le sigle sindacali di settore negli ultimi decenni hanno provato ma non hanno saputo ottenere risultati soddisfacenti riguardo al contratto collettivo, scendendo a compromessi con le associazioni datoriali che non vengono ritenuti adeguati alla tipologia di lavoro che viene svolta da un autista.
Se andiamo a fare una valutazione tra le ore lavorate e quelle retribuite salta subito all’occhio che un autista lavora per una paga base ridicola rispetto all’impegno che deve mettere in campo tutti i giorni, soprattutto perché deve svolgere il lavoro spesso molto lontano da casa ed in situazioni precarie di sicurezza. Poche ore di riposo, orari imprevedibili, ritmi di guida sostenuti per poter accontentare le esigenze delle aziende e della committenza, il tutto si traduce in uno stile di vita border line che anche se non nell’immediato a lungo termine porta a delle patologie fisiche e mentali di non poco conto, tutto questo di sicuro non contribuisce all’avvicinamento di un giovane alla professione, anzi, se possibile e se avrà alternative ne farà sicuramente a meno.
Altro argomento scoraggiante nella valutazione di una carriera lavorativa da autista è il regime sanzionatorio che il codice della strada impone, regole sempre più restrittive, sanzioni elevate sempre più severe e sospensioni della patente che pregiudicano la vita lavorativa, per questo è molto importante la formazione professionale e conoscere bene la Normativa CE 561/06 che regola la giornata lavorativa perché sarà poi un fondamentale strumento di difesa per non incorrere in problematiche molto severe e costose.
Un aiuto in questo senso potrebbe arrivare dalle istituzioni, agevolare economicamente l’ottenimento delle patenti, adeguare il Contratto Collettivo, immettere delle regole più elastiche a livello di Codice della Strada potrebbe sicuramente spronare più giovani ad avvicinarsi alla professione di autista, professione che nonostante tutto conserva ancora un fascino particolare e che sta diventando sempre più necessaria in un’economia che sta accelerando sempre di più che richiede sempre più puntualità e preparazione.
A volte è un sogno che molti coltivano fin da bambini e che poi magari riportato alla realtà dei fatti viene soppresso, cerchiamo di fare in modo che questo sogno possa diventare di nuovo realtà e che i sacrifici di chi lo insegue possano tradursi in possibilità di crescita personale e familiare, facciamo in modo che l’autista possa ritornare ad essere quella figura professionale a cui ambire, stimata e considerata per quello che realmente è, un essere umano che lavora e che fa sacrifici per tutta la collettività.
(A cura di Michele Villa)


