di Marcello Bartolini – Con l’estate cambia anche l’orario delle uscite. Quando le temperature iniziano a salire conviene essere già rientrati prima che il sole diventi protagonista della giornata. Questo giro verso Caiano e la Consuma nasce proprio con questa idea: affrontare la salita nelle ore più fresche e raggiungere l’acqua del Parco della Canto alla Rana quando il caldo comincia a farsi sentire.
Da Poppi si imbocca la Ciclovia dell’Arno in direzione di Strada in Casentino. La giornata è limpida e già dalle prime ore si intuisce che sarà una di quelle tipiche giornate estive in cui conviene non perdere tempo. La ciclabile permette di prendere ritmo lungo il fondovalle, accompagnando il corso del fiume fino a Pagliericcio. Qui si lascia il percorso principale per imboccare una strada che molti attraversano senza notarla. La salita verso Caiano non è tra le più conosciute del Casentino, ma proprio per questo conserva una tranquillità sempre più rara. Le pendenze obbligano a trovare il proprio ritmo mentre la vallata si allontana lentamente alle spalle.
Il piccolo borgo di Caiano rimane poco distante dalla strada, oggi conta pochi abitanti, ma conserva ancora il carattere dei nuclei montani che per secoli hanno popolato queste zone più elevate della vallata. La parte più impegnativa del percorso si concentra proprio qui. Una volta raggiunto l’incrocio con la statale, una breve deviazione conduce verso il Passo della Consuma. La quota più elevata del giro regala un po’ di respiro e apre la porta alla seconda parte dell’itinerario.
Poco prima del passo l’incontro con un gruppo di cavalieri aggiunge un’immagine inattesa alla mattinata. Per qualche minuto biciclette e cavalli condividono la stessa strada immersa nel verde delle foreste che caratterizzano questa parte del Casentino. Dalla Consuma torniamo indietro ed inizia la discesa. Alcuni tratti di sentiero richiedono una mountain bike e un minimo di attenzione, ma permettono di attraversare ambienti boschivi particolarmente piacevoli fino alla zona di Casina Rossa.
Da qui si prosegue lungo la Via di Scarpaccia in direzione di Stia, alternando sterrati e strade secondarie immerse nel bosco. Raggiunto il paese vale la pena concedersi una breve deviazione verso il Parco del Canto alla Rana. Nelle giornate più calde rappresenta una delle soste più piacevoli dell’intero itinerario. L’acqua dell’Arno ancora giovane, l’ombra degli alberi e la temperatura sensibilmente più fresca, cambiano completamente l’atmosfera del percorso. C’è chi si ferma per un bagno, chi per il pranzo nella vicina trattoria e chi semplicemente per qualche minuto di quiete prima di riprendere la strada verso casa.
Lasciato il parco si torna sulla Ciclovia dell’Arno che accompagna il percorso fino a Ponte d’Arno. Da qui l’ultimo tratto asfaltato conduce nuovamente a Poppi, chiudendo un anello che alterna fondovalle, boschi e sentieri.
Un giro che concentra la fatica nella prima parte, ma che ripaga con ambienti molto diversi tra loro e che, nelle giornate estive, trova nelle prime ore del mattino il momento migliore per essere affrontato.



