di Federica Andretta – Abbiamo intervistato Roberto Vignali per conoscere da vicino un artista della pietra lavorata: un’attività questa divenuta oramai sempre più rara in un mondo dove tutto è sempre più automatizzato e prodotto in serie. Dopo il declino degli Anni ‘70, il settore conobbe un nuovo fervore negli Anni ’90: sono gli anni d’oro e del benessere in cui la domanda di elementi d’arredo e soluzioni edili raggiunse il suo apice. Dopo la rinascita, ecco, però, una nuova e dolorosa crisi avvenuta più o meno intorno al 2010. Oggi la pietra viene lavorata industrialmente ed è molto diversa dalla lavorazione artigianale. Il timore di scalpellini, appassionati e intenditori è che questo mestiere possa finire un giorno o l’altro.
La “Biennale della Pietra Lavorata”: una manifestazione che resta oggi il simbolo di una stagione che, purtroppo, appartiene al passato. «I tempi sono cambiati e l’epoca d’oro della pietra sembra ormai lontana. Ne è una prova la “Biennale della Pietra Lavorata” di Strada in Casentino: nata nel 1992 per celebrare l’antica tradizione degli scalpellini locali, l’evento si teneva ogni due anni, nella seconda metà di agosto, con una durata di dieci giorni. Ha vissuto anni di grande successo prima di chiudere definitivamente i battenti con la 17ª edizione nel 2013.»
Un’eredità preziosa, che dal cuore di Strada abbraccia l’intero Casentino. «L’eredità di questa tradizione secolare viene oggi custodita e valorizzata dal Museo della pietra lavorata – Ecomuseo del Casentino a Strada (all’interno del complesso dell’Ex Collegio Salesiani). Il museo documenta e tramanda la storia e la maestria degli scalpellini locali, testimonianza vivente di un’arte che rischia di sparire per sempre. Il museo racconta il mondo della pietra attraverso diverse sezioni: nell’architettura medievale, nelle leggende locali e nel lavoro delle famiglie degli scalpellini di Strada che si tramandano quest’arte da generazioni. Il museo organizza inoltre visite guidate sul territorio per scoprire i monumenti e i paesaggi di pietra più affascinanti della zona. Sono passati tredici anni da quell’ultima Biennale e, forse, la gente sta dimenticando i nostri amati scalpellini. Ma noi no. Ecco, perché siamo qui.»
Roberto ha iniziato la propria passione di scalpellino nel 1995; allora a Strada si contavano ben otto scalpellini. Perito meccanico, subito dopo il diploma, Roberto ha cominciato ad apprendere questo affascinante mestiere dallo scalpellino Raffaello Colozzi, professione che lo stesso Raffaello aveva ereditato dalla propria famiglia che la portava avanti da almeno mille anni, come si evince anche dal ritrovamento di un architrave che riportava proprio la firma di Colozzo Colozzi. Roberto ha lavorato con Raffaello per tredici anni per poi mettersi in proprio dal 2008. A differenza di Raffaele, Roberto non proviene da una famiglia di scalpellini. È l’unico della sua famiglia ad aver, infatti, intrapreso questa tradizione oltre che essere l’unico rimasto a Strada in Casentino. Le vecchie famiglie hanno, di fatto, ormai smesso di praticare il mestiere e molti degli storici scalpellini sono venuti a mancare.
Roberto lavora a mano con lo scalpello e il mazzuolo senza l’uso di macchinari. Lavora sia su materiali forniti da ditte specializzate, sia direttamente in loco, intervenendo su massi naturali, come illustrato nelle immagini e nelle descrizioni che seguono. Roberto lavora da solo ma effettua anche assistenza al montaggio per i lavori più complessi, come i caminetti ad esempio; una volta preparati i lavori da consegnare al cliente, vengono montati dai muratori stessi. Le creazioni di Roberto spaziano in diversi ambiti:
- Edilizia: realizza soglie per porte e finestre, stipiti, scale, mensole, terrazze, colonne e capitelli.
- Arredamento per esterni: si occupa di fontane, panchine e stemmi decorativi.
- Arredamento per interni: crea caminetti, bassorilievi, stemmi, applique, tavoli, tavolini da fumo e piccole statuette.
- Arte funeraria: progetta loculi e ossari in marmo; tombe in pietra, marmo e granito, con forme e decori interamente personalizzabili.
Roberto fa un po’ di tutto insomma ma vi possono essere periodi in cui un oggetto è più richiesto o di moda rispetto a un altro. Per i soggetti da rappresentare sulle sue opere, trae ispirazione dagli elementi della tradizione o dalla collaborazione con il cliente, personalizzando insieme il pezzo finale. Prima di passare alla pietra, Roberto realizza un disegno a mano per le opere più piccole, mentre per quelle grandi modella un bozzetto in terracotta o plastilina. Davanti a progetti complessi, Roberto preferisce testare il motivo su una pietra di prova, così da operare sul pezzo finale con la massima sicurezza. Roberto ha svolto inoltre importanti lavori di restauro di antichi palazzi e di ristrutturazione di vecchi casolari del Casentino.
Tra le sue opere più significative spicca la scultura realizzata per ‘La Brigata di Raggiolo’: un masso di fiume scolpito con le raffigurazioni di un cinghiale (a grandezza naturale), un lupo e un gufo. L’opera, che ha richiesto circa un mesetto per la sua realizzazione, risale agli anni 2014-2015. Come non menzionare, inoltre, il cinghiale seduto accanto ad una fontanella, scultura realizzata nel 2010 in Pratomagno presso il ristorante Da Giocondo. La fontanella è stata ricavata da un masso già presente in zona, che è stato scavato direttamente sul posto.

Altri due lavori di tutto rispetto sono il Viandante della Via Romea e il monumento a Hinkler, quest’ultimo commissionato da un giornalista australiano e realizzato nel 2015. Vi avevamo già parlato della storia di Hinkler e del monumento memoriale in suo onore (inaugurato domenica 2 agosto 2015 in Pratomagno) in un nostro precedente servizio uscito nel mensile di settembre 2015. Tuttavia, per chi non avesse memoria di questa figura, ne facciamo un breve riassunto. Herbert “Bert” Hinkler (nato nel 1892 e morto nel 1933) è stato un pioniere dell’aviazione australiano, soprannominato l’ “Australian Lone Eagle” (l’Aquila Solitaria Australiana). Nel febbraio 1928 compì il suo primo volo in solitaria dall’Inghilterra all’Australia, riducendo il record di tempo da 28 a soli 15 giorni. Fu un abile progettista e inventore, costruendo il suo primo aliante da solo e ideando strumenti di navigazione avanzati per l’epoca. Fu il primo nel 1931 a volare in solitaria attraverso l’Atlantico meridionale dal Canada all’Inghilterra.
Morì tragicamente il 7 gennaio 1933, precipitando in Pratomagno col suo Puss Moth mentre tentava un nuovo record verso l’Australia durante un volo in solitaria da Londra; fu ritrovato solo il 27 aprile dal carbonaio Gino Tocchioni. Purtroppo dell’elica e dei rottami dell’aereo non si è saputo più nulla. Il masso di granito utilizzato per realizzare il memoriale che commemora le gesta di Hinkler, il suo spirito d’avventura e l’alleanza tra Italia, Gran Bretagna e Australia nella Grande Guerra proviene direttamente dalla spiaggia dove Hinkler effettuava le prove di volo. Per la base sottostante al masso sono state utilizzate, invece, pietre del Pratomagno.
Quello dello scalpellino è un mestiere duro, sebbene Roberto mantenga una giornata standard di otto ore; tutto dipende, però, dal carico di lavoro e dalle scadenze delle consegne; il periodo in cui si lavora di più va dal mese di marzo a quello di novembre. Ma che cosa succede quando si devono realizzare volti di persone o musi di animali? La pietra è sostanzialmente l’arte del cavare.
Durante la lavorazione, si lasciano sempre margini abbondanti, rimuovendo il materiale gradualmente fino a definire i tratti del viso o della figura. Si lavora, dunque, per sottrazione: si procede con margini ampi, rifinendo la pietra poco a poco finché non emergono i tratti desiderati. Per fare questo mestiere occorrono occhio e senso della proporzione, specie nella parte artistica, oltre a un certo talento innato ma anche tanta passione. Perché in tempi incerti come questi è proprio lei che ci fa andare avanti.
Speriamo che il nostro articolo non serva solo a raccontare una storia, ma anche e soprattutto a riportare in auge una tradizione che non è solo di Strada ma di tutto il Casentino e, in fondo, di tutti noi!


