di Anselmo Fantoni – In un mondo che sembra impazzito, quando tutto sembra perduto, ecco che accade qualcosa che ti fa sperare che ancora sia possibile un mondo migliore. Così un’associazione della Valdambra, il Gruppo Ricerche storiche di Badia Agnano acquista una Kappabike sperando che qualche volenteroso la utilizzi durante l’evento Valdambra trail. Paolo Grazzini, vice Presidente di un’altra associazione, We love insulina e amante della corsa, accetta la sfida e mette insieme un gruppo di volontari che si fanno carico di guidare la Kappabike proprio durante la manifestazione podistica. All’arrivo la felicità del gruppo è particolarmente emozionante e lacrime di gioia sciolgono la tensione della gara. L’idea nasce da un gruppo friulano che aveva partecipato alla gara precedente e l’entusiasmo dei podisti amatoriali ha fatto il resto.
Ma che cos’è una kappabike? È una macchina, un po’ bicicletta e un po’ carrozzina, attrezzata per trasportare un passeggero speciale nei percorsi di corse tra i boschi denominati Trial. Per correre in sicurezza servono due squadre di quattro persone che si alternano alla conduzione della kappabike, uno davanti, uno dietro e due laterali a controllare che la bike non si ribalti nei percorsi impervi. Tutto questo non è così semplice e scontato, i podisti infatti solitamente sono abituati a gestire la corsa singolarmente, in questo caso invece devono armonizzare gli sforzi, gestire bene i cambi e soprattutto entrare in sintonia col trasportato; da sport individuale si trasforma in sport di squadra così che tutto acquista un sapore diverso.
Ed ecco che entra in gioco il Casentino, Grazzini chiede aiuto a Matteo Baracchi per la squadra di kappabike in Valdambra, Matteo accetta e rimane folgorato, trova sponda in Sara Lovari e insieme mettono insieme un gruppo di podisti disponibili, tessera Morgana nella squadra Fidal di We love insulina e grazie alla sensibilità della Presidente dell’ASD Casentino Running, Marina Zoccola, c’è stato il debutto nella nostra valle alla 11a Eco mezza maratona del Casentino tenutasi il 1° marzo 2026.

Uno stimolo in più per i corridori, oggi arrivati al numero di 40, che si sono messi a disposizione di chi voglia condividere questo sport pur non potendolo fare in autonomia. La figura di Morgana è stata di grande rilevanza, al di là dell’aspetto ludico, il poter correre nella natura, la sua volontà è quella di abbattere una barriera, far capire a tutti noi che i limiti fisici non sono insuperabili, non c’è un distacco tra il modo sportivo e parasportivo, la sua adesione al progetto dimostra che l’empatia tra persone è possibile oltre ogni limite fisico, il fattore emozionale e spirituale può annullare i limiti della materia, si può correre con le gambe degli altri sperimentando la bellezza del podismo, si può far correre chi non può ricevendo soddisfazioni impossibili da trovare nel podismo individuale.
Questo il messaggio forte e chiaro della Principessa Morgana, invitare tutti quelli che hanno limiti fisici a buttare il cuore oltre l’ostacolo, fidarsi degli “spingitori” e avvicinarsi a questo sport in una dimensione diversa ed emozionalmente appagante. Tutti gli attori di questa bella favola sono spinti da una energia speciale che si chiama altruismo e come sempre accade chi si spende per gli altri alla fine riceve più di quanto offre.
In un mondo di odio, guerre e violenze, Morgana e la sua corte ci raccontano una storia diversa e ci dicono che in fondo non tutto è perduto. Un grazie di cuore a tutti per ricordarci che c’è sempre speranza.
Foto di Tamara Nofri


