di Anselmo Fantoni – Il Casentino negli ultimi anni è stato forse il luogo dei grandi progetti incompiuti, da Dipak Ray Pant passando per il Dott. Berrino. La Mausolea fa parte di questo percorso, maestosa struttura carica di storia rimane li a dirci vorrei ma non posso. Il complesso è stato restaurato, ma resta incerto il futuro del suo utilizzo, o meglio, resta nebulosa la sua funzione per il rilancio e la rinascita della nostra valle.
L’esperienza che dal 2018 al 2023 l’ha vista sede de La Grande Via, ha lasciato un po’ d’amaro in bocca per la sua conclusione, di questo periodo rimane, nelle attività dell’associazione, la via delle Foreste e periodicamente i soci e gli ospiti dell’organizzazione passeggiano nelle foreste del Parco Nazionale alla ricerca di sé stessi immersi in un ambiente unico al mondo.
Le tre vie per la longevità felice pensate e realizzate dal Dott. Franco Berrino: Cibo, corpo e spirito, trovano la loro realizzazione in un paradigma che riporta le persone a connettersi con sé stesse seguendo un’alimentazione sana e bilanciata, un equilibrato esercizio fisico con passeggiate che permettono di entrare in sintonia con la natura incontaminata, fino alla riscoperta della meditazione per ricollegare il proprio corpo con lo spirito. In una società caotica e sempre più disumanizzante, dove violenza e perdita della dimensione affettiva scandisce il passare del tempo, fermarsi, riflettere, uscire dal vortice materialistico permette di ritornare a prendersi cura delle cose che contano davvero.
Questo è un po’ il fascino del Casentino, una valle abitata da cittadini operosi ma mai disconnessi completamente dalle proprie tradizioni, la cura della terra, dei boschi e dei giardini, la frequentazione di paeselli logisticamente scomodi, le sue sagre di prodotti tipici e che hanno permesso di prosperare in una terra povera e difficile da coltivare. Certo anche qui la demografia non aiuta, l’invecchiamento della popolazione invece riporta tanti pensionati a riprendersi cura di vecchi terreni abbandonati, la nuova stagione della viticoltura poi, con attori locali e altri venuti da fuori, sta vivendo una nuova primavera.

Anche in questo La Mausolea può dire ancora molto, la nuova cantina i vini prodotti rimettono la fattoria nel posto di rilievo che merita per la propria storia, ad oggi la villa rimane li a guardare Soci che nel frattempo ha perso definitivamente il proprio lanificio e il suo figlio migliore: il panno Casentino. Aspettiamo che qualcosa accada, che la villa ritorni ai fasti del passato e divenga crocevia culturale per la promozione del territorio, confronto di idee, luogo dove si elaborano progetti ambiziosi, sede di analisi e di indirizzo per tutti coloro che sono alla ricerca di spiritualità, di equilibrio in tutte le nostre attività, sociali, culturali ed economiche.
Riscoprire la ricchezza del messaggio benedettino di cui noi Casentinesi siamo l’emblema, Ora et Labora, diventa fondamentale e può diventare un percorso verso la felicità allontanandoci dal mondo che pare aver riscoperto il fascino della violenza e della guerra. Non dobbiamo restare soltanto a guardare, dobbiamo anche farci carico di sostenere il cambiamento, impegnarci perché tutto ciò si realizzi, la nostra valle può offrirci cibo eccellente, natura incontaminata e spiritualità nelle varie declinazioni portandoci a raggiungere una longevità felice come il Dott. Berrino ci insegna.
Oggi La Grande Via si è spostata nel grossetano e continua in terra di Toscana a diffondere le proprie proposte di felicità e resta la delusione per la conclusione della sua esperienza da noi, ma anche se ci sembra una fase incompiuta rimane nel vissuto la sua esperienza di cui possiamo e dobbiamo fare tesoro, e presto potremmo tornare a parlare de La Mausolea con nuove e mirabolanti esperienze.
La villa è li da secoli e ci aspetta a braccia aperte, sta a noi raccogliere l’invito e connettersi con la spiritualità camaldolese e l’operosità laica casentinese, i tempi sono maturi e presto, forse, ne gusteremo i risultati.


